Disastro di Valyria

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.

Il Disastro di Valyria è il nome del cataclisma di natura non specificata che è stato la causa del collasso della Libera Fortezza di Valyria, nata 5000 anni prima. Avviene circa un secolo prima della Conquista del Continente Occidentale da parte dei Targaryen, secolo denominato di Sangue, poiché segnato dalle guerre di prevaricazione tra le città libere. Con il Disastro vengono perdute usanze, conoscenze e incantesimi tipici della cultura valyriana.

Il Cataclisma ©

Indice

La premonizione del Disastro

Vent’anni prima del Disastro, la figlia vergine di Lord Aenar Targaryen, Daenys la Sognatrice, ha una visione profetica, nella quale vede la distruzione di Valyria [1]. Il presagio convince il padre a lasciare la città prima del cataclisma, spostando la loro sede nell’isola di Roccia del Drago [2]. Le Case Velaryon e Celtigar li seguono, stabilendosi in altre isole del Mare Stretto.

Descrizione

Il Cataclisma colpisce la capitale, frammentando le terre che circondano la città in numerose piccole isole, creando così il Mare Fumante tra loro. Il resto dell’impero viene annientato in una sola notte da tempeste di fuoco, terribili terremoti ed eruzioni vulcaniche. L’area è descritta come infestata da demoni e per tale ragione molte persone hanno paura di addentrarsi tra le rovine.


Il Disastro stava ancora imperversando su Valyria. [3]


Si dice che pochi sopravvivano a un viaggio tra i resti di Valyria. Anche il più abile dei marinai rabbrividisce al solo pensiero di dover navigare tra quelle terre poiché si dice che il mare evapori e bolla e che la terraferma sia invasa da demoni. Si dice che non appena i marinai scorgono le montagne infuocate di Valyria innalzarsi sopra le onde, questi muoiano di una morte terribile. [3]

Molti dei misteri dell’antica Valyria, come anche il metodo per forgiare l’acciaio di Valyria sono andati perduti.

Il Disastro fu talmente drammatico da essere presente in diverse rappresentazioni nel mondo. L’ entrata della residenza a nove torri pentoshi di Khal Drogo aveva un mosaico di vetro colorato rappresentante l’evento. Il manufatto viene notato immediatamente da Daenerys Targaryen. Sono state scritte canzoni sul Disastro: una di queste, la quale narra la storia di due amanti morenti durante il cataclisma, è stata cantata in Alto Valyriano al matrimonio di Re Joffrey Baratheon.

Il giorno del Disastro

Mentre Tyrion Lannister è a bordo della Selasori Qhoran, Moqorro comanda al capitano della nave di navigare per la via più breve verso la Baia degli Schiavisti, la quale li porta vicino alla maledetta costa valyriana. Tyrion ricorda i racconti sul disastro, nei quali si dice che il giorno ogni collina nell’arco di cinquecento miglia era spezzata, riempiendo l’aria di cenere, fumo e fuoco, a temperature così alte da inghiottire e consumare i Draghi nel cielo. Grandi voragini si aprivano dalla terra inghiottendo palazzi, templi e intere città. I laghi bollivano o si trasformavano in acido, le montagne bruciavano, fontane infuocate sputavano roccia fusa per mille miglia in cielo, da nuvole rosse pioveva Ossidiana e sangue nero dei demoni e da nord la terra si spezzava e collassava su se stessa, per poi venire ricoperta da un mare arrabbiato.

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In un istante, la più splendida città del mondo sparì e il suo favoloso Cipero svanì in un giorno, le Terre della Lunga Estate bruciarono, s’inabissarono, rimasero sommerse e appassirono [4]


Tyrion pensa fra sé e sé,

Un impero costruito sul sangue e sul fuoco. I valyriani hanno raccolto quello che avevano seminato [4]



A bordo della Vittoria di Ferro, vicino all’Isola dei Cedri, Victarion Greyjoy pensa a quello che sa sul Disastro. Si dice che un muro d’acqua di trecento piedi discese su Velos, facendo annegare centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini, senza risparmiare nessuno per raccontare la vicenda, se non qualche pescatore in mare e una manciata di lancieri inviati in una grossa torre di pietra nella collina più alta della città. Questi ultimi hanno visto la collina e la valle sottostante trasformati in un mare tempestoso. [4] Metà Velos con i suoi cedri e i marmi rosa svanì in un battito di ciglia. All’estremo nord dell’Isola, le antiche mura e le antiche piramidi del porto schiavista di Ghonzai patirono la stessa fine. [4] La devastazione del popolo valyriano fu totale, ad eccezion fatta di Roccia del Drago nel Mare Stretto, dove abitavano gli ultimi discendenti dell’antica Valyria, i Targaryen.

Eventi Recenti

Il Gioco del Trono

Entrando nella sala della residenza di Pentos con nove torri di Khal Drogo, Daenerys Targaryen nota un mosaico di vetri colorati che ritrae il Disastro. [5]

Tempesta di Spade

Al matrimonio di Re Joffrey, Collio Quaynis canta una ballata struggente che parla di due amanti morenti durante il Disastro, tuttavia secondo Tyrion sarebbe più appropriato che ci fossero due cantanti, un maschio e una femmina.

Il Banchetto dei Corvi

Euron Greyjoy afferma di aver attraversato tutto il mondo durante il suo esilio, anche le antiche rovine di Valyria. Durante l’acclamazione di Re afferma di aver trovato un Corno di Drago tra le sue le rovine fumanti, nelle quali nessun uomo ha osato addentrarsi prima di lui. [6]

La Danza dei Draghi

A Meereen il principe mercante Xaro Xhoan Daxos regala a Daenerys Targaryen un arazzo posseduto dalla sua famiglia da prima del Disastro. [7] Nonostante sia rovinato, polveroso e sbiadito è enorme e bellissimo. I mari sono di un blu mare di seta, le terre verdi e le montagne nere e marroni, le città sono indicate con stelle d’oro o fili d’argento. Non c’è nessun Mare Fumante, e Valyria non è ancora un isola. Astapor, Yunkai e Meeren sono tre stelle argentate nel blu mare della Baia degli Schiavisti. Il Continente Occidentale è distante all’estremità della mappa.

Una notte la Selasori Qhoran naviga vicina a Valyria per volere della ciurma, Tyrion passa sopra i ponti per una boccata d'aria notturna. Sulla sua testa solo le stelle più luccicanti sono visibili, tutte ad ovest, e un bagliore rosso opaco illumina il cielo a nord-est, del colore di un livido sangue. Tyrion non ha mai visto una luna più grande, mostruosa e gonfia, come se avesse ingoiato il sole e si fosse svegliata con la febbre. Secondo Moqorro, il cielo è sempre rosso sopra Valyria. Tyrion pensa che, probabilmente, i fuochi delle Quattordici Fiamme si riflettono sulle nuvole.

Lo squadrone di navi della Flotta di Ferro di Ralf Stonehouse viene colpito da tre grandi tempeste e da venti contrari. Venti rossi fuori da Valyria che odoravano di cenere e zolfo e venti neri li portano sulla sponda arsa.

Retroscena

E’ possibile che George R.R. Martin si sia ispirato alla caduta di Atlantide nel descrivere il Disastro di Valyria.

Fonti e Note

  1. [The full story of the Targaryen Conquest in A SONG OF ICE AND FIRE]
  2. So Spake Martin
  3. 3,0 3,1 Il banchetto dei corvi, Capitolo 29, Il Predone.
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 La danza dei draghi, Capitolo 56, Il Pretendente di Ferro (Victarion I).
  5. Il gioco del trono, Capitolo 6, Catelyn.
  6. Il banchetto dei corvi, Capitolo 19, The Drowned Man.
  7. La danza dei draghi, Capitolo 16, Daenerys.
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