Isole del Basilisco

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Le Isole del Basilisco (in blu) nel Mondo Conosciuto

Le Isole del Basilisco sono un arcipelago situato nel Mare dell'Estate a nord di Sothoryos. Devono il loro nome ai basilischi che un tempo le abitavano.[1]

Le città di fango e sangue delle isole pullulano di schiavi fuggiaschi, schiavisti, conciatori, puttane, cacciatori, uomini striati ed altra feccia.[2] La vita nell'arcipelago è descritta come brutale, terribile e spesso breve. Roventi, umide e brulicanti di mosche fameliche, pulci della sabbia e vermi rossi, le isole si sono sempre rivelate insalubri tanto per l'uomo quanto per le bestie.[1]


Indice

I basilischi

  • L'Isola delle Lacrime, situata nella baia a largo della costa di Sothoryos, dove un tempo si trovava Gogossos
  • L'Isola dei Rospi, situata a sud-ovest delle rovine di Zamettar, patria di un misterioso idolo fatto interamente di pietra nera e oleosa.
  • L'Isola delle Mosche, situata nell'estremità occidentale dell'arcipelago
  • La Montagna Urlante[3]
  • L'Artiglio, una grande isola a forma di artiglio situata a nord dell'Isola delle Lacrime, luogo dove si svolge il mercato degli schiavi dei corsari e dove si trova Spiaggia del Baratto
  • L'Isola del Teschi, la più settentrionale dell'arcipelago, esattamente a nord di Zamettar, è il luogo in cui i corsari portano i teschi per donarli a un'oscura divinità.
  • L'Isola dell'Ascia, situata a nord-est di Zamettar e a sud-est dell'Isola dei Teschi


Storia

Le origini, la gloria e la caduta

Le rovine trovate sull'Isola delle Lacrime, sull'Isola dei Rospi e sull'Isola dell'Ascia suggeriscono l'esistenza di un'antica civiltà, ora scomparsa, stabilitasi nell'Età dell'Alba. Yandel crede che gli abitanti dell'Isola dei Rospi siano in qualche modo collegati a questa civiltà perduta.[1]

L'antico Impero di Ghis fonda una città sull'Isola delle Lacrime, la battezza Gorgai e riesce a tenerla tra i suoi domini fino a quando i signori dei draghi di Valyria la conquistano durante la Terza Guerra Ghiscariana e la rinominano Gogossos. I signori dei draghi utilizzano Gogossos come una colonia penale dove mandano i loro peggiori criminali condannati ai lavori forzati. Yandel scrive che, nelle segrete sotterranee di Gogossos, i torturatori inventano sempre nuovi supplizi, mentre nelle fosse della carne è praticato il tipo più truce di stregoneria del sangue, con bestie fatte accoppiare a schiave per ottenere bambini deformi, umani solo per metà.[1]

Durante la migrazione dei rhoynar, la regina Nymeria guida la sua gente attraverso il Mare dell'Estate e si ferma alle Isole del Basilisco per rifornirsi di acqua e cibo, ma la sua flotta viene attaccata da re corsari dell'Artiglio, dell'Isola dell'Ascia e della Montagna Urlante, che danno alle fiamme due intere flottiglie e catturano centinaia di profughi da vendere come schiavi. Dopo lo scontro, i corsari offrono a Nymeria la possibilità di stabilirsi nell'Isola dei Rospi, a patto che i rhoynar rinuncino alle loro navi e di mandare come tributo a ognuno dei re, ogni anno, trenta tra fanciulle vergini e avvenenti fanciulli. Nymeria rifiuta e prende di nuovo il mare con le sue navi.[3]

Gogossos sopravvive al Disastro di Valyria e prolifica durante il Secolo di Sangue, quando questa città cupa diventa ricca e potente grazie alla schiavitù e alla stregoneria, tanto che viene da molti definita la "Decima città libera". I suoi mercati di schiavi diventano famosi tanto quanto quelli della Baia degli Schiavisti. Settant'anni dopo il Disastro, però, la Morte Rossa, una terribile pestilenza, si origina dalle gabbie di schiavi della città e si diffonde in tutto l'arcipelago, uccidendo nove uomini su dieci, che muoiono urlando.[1]


La rinascita dell'arcipelago

Per tutto il secolo successivo, le Isole del Basilisco vengono evitate ed è stato solo con il ritorno dei corsari che gli uomini tornano ad abitarle. Xandarro Xhore, pirata di Qarth, è il primo a innalzare il proprio stendardo nelle isole del Basilisco e usa le pietre che trova sull'Isola dell'Ascia per erigere un lugubre forte nero nei pressi del suo attracco. Gli uomini della Fratellanza delle Ossa lo seguono presto, stabilendosi all'estremità occidentale dell'Isola delle Mosche. Da quelle basi Xandarro e la Fratellanza si trovano nella posizione perfetta per depredare i mercantili che veleggiano intorno alla Penisola di Valyria. Nel giro di mezzo secolo, quasi tutte le isole del Basilisco diventano dimora dei corsari.

Sebbene tuttora la Fratellanza sia dimenticata e tutto quel che rimane di Xandarro sia il suo fortino, i corsari infestano ancora l'arcipelago. Sembra che una volta ogni generazione vengano inviate flotte per far pulizia e cacciare la feccia dei mari: la maggior parte di queste navi parte da Volantis, spesso con l'appoggio di altre Città Libere. Alcune di queste spedizioni sono un fallimento, con i corsari che sono già fuggiti prima dell'arrivo dei nemici, mentre altre, condotte con maggiore abilità, vedono centinaia di impiccati e dozzine di navi affondate o date alle fiamme. Una di tali incursioni si conclude nell'infamia quando il capitano liseniano Saathos Saan, al comando della flotta inviata a distruggere le roccaforti corsare, si trasforma egli stesso in pirata e per trent'anni domina l'arcipelago come "Re delle Isole del Basilisco".[1]

Nonostante gli sforzi compiuti per fermarli, i corsari riprendono sempre le loro devastazioni. Le loro città spuntano come funghi, per poi essere abbandonate l'anno successivo o quello dopo ancora, lasciate a marcire e riaffondare nel fango e nella melma da cui si sono sollevate. Porto Saccheggio, la più famosa di questa città, è nominata in ben più di una canzone e di un racconto, eppure non si trova su nessuna mappa poiché ci sono state almeno una dozzina di Porto Saccheggio su altrettante isole. Quando ne viene distrutta una, un'altra viene subito fondata e poi abbandonata a sua volta: stessa sorte è capitata a città come Tugurio, Squarcio della Puttana, Sanguinaccio e altri covi di pirati, uno più vile e infame del precedente.[1]


Eventi recenti

Il banchetto dei corvi

Garin dice alla principessa Arianne Martell che, stando a quanto raccontano i marinai di Planky Town, nelle Isole del Basilisco è sorto un nuovo re corsaro che ha saccheggiato Città degli Alberi Alti.[4]


La danza dei draghi

Viene rivelato che Missandei e i suoi fratelli sono stati rapiti a Naath da razziatori delle Isole del Basilisco e venduti come schiavi ad Astapor.[5]

Dopo essere tornato a Meereen, Daario Naharis dice a Daenerys Targaryen che tra gli uomini che hanno cambiato schieramento che sono passati dalla loro parte c'è un uomo armato d'ascia delle Isole del Basilisco, un bruto più grande di Belwas il Forte.[6]

Victarion Greyjoy affida a Ralf Stonehouse la flottiglia più veloce della Flotta di Ferro per seguire la via dei corsari lungo la costa settentrionale di Sothoryos e ottenere provvigioni pagate con il prezzo del ferro dalle città delle Isole del Basilisco. Victarion dà l'ordine di radunarsi alla punta meridionale dell'Isola dei Cedri e solo nove delle navi di Ralf arrivano al punto d'incontro, lo stesso Ralf è dai dispersi.[2]

Tra gli scudieri di ser Barristan Selmy c'è Tumco Lho, un giovane liberto originario delle Isole del Basilisco.[7]


Citazioni

Tutti i marinai lo sapevano: era meglio evitare le città morte che imputridivano su quella torrida, soffocante costiera, ma nelle città di fango e sangue delle Isole del Basilisco, gremite di schiavi fuggiaschi, schiavisti, conciatori, puttane, cacciatori, uomini striati e peggio ancora, c'erano sempre delle provviste per uomini che non avevano paura di pagare il prezzo del ferro.
Pensieri di Victarion Greyjoy[2]


Le Isole del Basilisco sono le più evitate, non essendo mai venuto nulla di buono a quanti le hanno raggiunte.
Yandel[1]



Fonti e note

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 1,6 1,7 Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, Le Isole del Basilisco.
  2. 2,0 2,1 2,2 La danza dei draghi, Capitolo 56, Il Pretendente di Ferro (Victarion I).
  3. 3,0 3,1 Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, Le diecimila navi.
  4. Il banchetto dei corvi, Capitolo 21, Il Creatore di Regine.
  5. La danza dei draghi, Capitolo 11, Daenerys.
  6. La danza dei draghi, Capitolo 36, Daenerys.
  7. La danza dei draghi, Capitolo 67, Il Distruttore di Re (Barristan III).


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