Jon Snow

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.

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Jon Snow
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Jon Snow by Tim TeiIku

Alias

Lord Snow
Il Bastardo di Ned Stark
Il 998° Lord Comandante dei Guardiani della Notte
Il Bastardo di Grande Inverno
Il bastardo nero della Barriera
Lord Corvo

Titolo

Lord Comandante dei Guardiani della Notte

Affiliazione

Casa Stark
Guardiani della Notte

Cultura

Nord

Data di nascita

283 CA

Libri

Il Trono di Spade (POV)
Lo scontro dei re (POV)
Tempesta di spade (POV)
Il banchetto dei corvi (compare)
La danza dei draghi (POV)

Interpretato da

Kit Harington

Jon Snow è il figlio bastardo di Eddard Stark, l’identità della madre non è nota ed è fonte di ampie speculazioni. [1] [2] Viene cresciuto dal padre insieme ai fratellastri legittimi, ma si unisce ai Guardiani della Notte quando raggiunge l’adolescenza. È sempre accompagnato dal suo meta-lupo albino, Spettro. All’inizio di A Game of Thrones, Jon ha quattordici anni. È uno dei POV principali dei libri.

Indice


Aspetto e carattere 

Già a quattordici anni, molti dicono che Jon abbia più tratti tipici degli Stark rispetto a tutti i suoi fratelli e sorelle; Catelyn afferma che Jon somigli a Ned più di tutti i figli che lei stessa gli ha dato. [2] Tyrion Lannister nota che Jon ha il tipico volto da Stark - allungato, solenne e circospetto, e pensa fra sé che sua madre ha trasmesso poco del proprio aspetto al figlio, chiunque essa sia [3]. Jon è di costituzione snella e ha un viso allungato, capelli castano scuro e occhi grigio scuro, quasi tendenti al nero. E’ agile e veloce. [4] Dopo essere entrato a far parte dei Guardiani della Notte, si veste con il loro tradizionale abbigliamento nero. Jon è stato cresciuto come Stark e uomo del Nord, e per molti aspetti ha acquisito il loro valore dell’onore, a cui cerca di attenersi anche quando si trova ad affrontare decisioni complesse e moralmente ambigue. Tuttavia, è molto più solenne e taciturno dei suoi fratelli e sorelle Stark; Alys Karstark dopo aver ballato sia con lui che con Robb nota che Robb è cortese e affascinante, mentre Jon è calmo e malinconico. [5] È compassionevole e protettivo nei confronti di coloro che reputa emarginati, come indicato dalla sua amicizia con la sua sorellastra maschiaccio Arya, Tyrion Lannister, spesso vittima di derisione, e il codardo Samwell Tarly; tende inoltre a vedere la loro vera personalità, inducendo il Maestro Aemon ad affermare che la mente di Jon è affilata quanto la sua spada. [6] Allo stesso tempo Jon è anche un combattente capace e abile con la spada; ha una naturale attitudine al comando, che il Lord Comandante Jeor Mormont riconosce e cerca di coltivare prendendo Jon sotto la propria ala come proprio attendente personale. [7] Inoltre, Jon mostra di avere una buona comprensione della politica, che si rivela più avanti nella serie quando consiglia Stannis Baratheon con esiti positivi; tuttavia, come uomo dei Guardiani della Notte, ha giurato di "non prendere parte" a intrighi politici. In A Clash of Kings, Jon scopre di essere un metamorfo, come anche suo fratello Bran, e può quindi controllare il suo meta-lupo Spettro ogni volta che apre il "terzo occhio." Inoltre, a volte fa dei sogni che sembrano profetici, come vari altri personaggi della serie. Nei libri non viene descritto un blasone personale, ma George R.R. Martin ha affermato alla compagnia Valyrian Steel, che ha prodotto delle repliche della spada di Jon, di usare i colori degli Stark invertiti sulla placca che accompagna la spada. [8]

Storia

Jon e il suo fratellastro Bran
La discendenza di Jon Snow rimane ancora sconosciuta. Si pensa che sia nato verso la fine della Ribellione di Robert, entro circa un mese dal Saccheggio di Approdo del Re. Di ritorno dalla guerra, Lord Eddard Stark porta il neonato a Grande Inverno, insistendo sul volerlo crescere insieme al resto della propria famiglia. Il nome di Jon è stato scelto da Lord Eddard. [9] Jon ha un fratellastro maggiore, Robb, due sorellastre minori, Sansa e Arya, e due fratellastri minori, Bran e Rickon. La sua presenza a Grande Inverno risulta essere fonte di frizioni fra Eddard e sua moglie Catelyn, che vede Jon come una prova costante dell’infedeltà del proprio marito e lo tratta quindi in modo freddo facendolo sentire indesiderato. La sua somiglianza con Eddard poi, maggiore di quella di tutti i suoi fratelli e sorelle, deteriora ulteriormente il rapporto con la matrigna. Tuttavia, Eddard è sempre estremamente protettivo nei confronti di Jon, e lo tratta allo stesso modo dei suoi figli legittimi. Jon cresce fra le mura di Grande Inverno e va d’accordo coi suoi fratelli e sorelle, in particolare con Robb, che vede come "suo rivale e migliore amico, suo eterno compagno", e Arya, che "come lui, sembrava trovarsi sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato." [10][11] Nonostante ciò, Jon vive male il fatto di essere un figlio bastardo, e si sente spesso isolato, il che costituisce uno dei motivi per cui si unirà ai Guardiani della Notte, presso i quali la discendenza ha poca importanza.

Jon ricorda uno di questi episodi di isolamento nella sua gioventù in cui lui e Robb stavano giocando con delle spade, e Jon esclama (come aveva fatto già innumerevoli volte), che lui è il Lord di Grande Inverno, e Robb risponde subito che Jon non sarebbe mai potuto essere Lord di Grande Inverno essendo un figlio bastardo. Questo diventa un ricordo doloroso per Jon. [12] Jon racconta inoltre che crescendo, "a dispetto della sua condizione di bastardo, o forse a causa di essa" ha sempre sognato in passato di portare onore alla casa a cui non apparteneva davvero, e di guidare uomini alla gloria e alla vittoria, come il suo eroe d’infanzia Il Giovane Drago, considerato un conquistatore. Jon sperava di realizzare in qualche modo queste ambizioni unendosi ai Guardiani della Notte, ma col tempo diventa disilluso e si vergogna di questi sogni, rassegnandosi al suo destino di stare sulla Barriera. [13]

Eventi recenti

Il Trono di Spade

Artwork by Michael Komarck©
Jon ha quattordici anni, e accompagna suo padre, Robb, Bran e Theon Greyjoy per l’esecuzione di un disertore dei Guardiani della Notte. Tornando a Grande Inverno, incontrano i cuccioli di meta-lupo, cinque per i figli Stark e un cucciolo albino, separato dal resto della cucciolata, per Jon.[4]

La posizione di Jon sia all’interno che all’esterno della famiglia lo consuma lentamente col passare degli anni, finché, all’avvicinarsi dell’età adulta, entra a far parte dei Guardiani della Notte, dopo che suo zio Benjen aveva suggerito che poteva rendersi utile nei Guardiani. Nel viaggio verso la Barriera, è accompagnato fra gli altri da Tyrion Lannister, e complice la loro comune condizione di nobili emarginati, i due stringono amicizia. [3] Arrivato alla Barriera, inizialmente Jon rimane riservato e distante, senza fare amicizie; disprezza le altre reclute, che a loro volta provano antipatia nei suoi confronti perché viene da un ambiente nobiliare. Si sente particolarmente solo quando suo zio Benjen parte per guidare un’ escursione. Dopo una rissa fra Jon e diverse altre reclute, una conversazione con Donal Noye lo aiuta a cambiare atteggiamento, e diventa presto un leader naturale, mentore e amico per molte delle reclute, guadagnandosi però l’ostilità dei maestro d’armi, Ser Alliser Thorne. [10] Inoltre Jon protegge Samwell Tarly dalle prepotenze delle altre reclute. [14][15] Quando arriva il momento di prendere il nero, Jon si infuria per essere stato assegnato agli attendenti, dato che si aspettava di entrare a far parte dei ranger. Tuttavia, col tempo e con l’aiuto di Samwell, si rende conto che è stato scelto come attendente personale del Lord Comandante Jeor Mormont per essere addestrato al comando. [7] Durante l’attaco di un non-morto al Castello Nero, Jon salva la vita di Mormont e si procura diverse bruciature alla mano. Mormont gli affida la spada bastarda di acciaio di Valyria della Casa Mormont, Lungo Artiglio, con un meta-lupo inciso sul pomello in onore della Casa Stark. [16] Nonostante si sia ambientato fra i Guardiani della Notte, Jon ha difficoltà a separarsi definitivamente dalla sua vecchia vita. Allo scoppio della Guerra dei Cinque Re, Jon è combattuto fra la sua famiglia e il suo giuramento ai Guardiani della Notte. Jon si trova imprigionato dopo aver colpito Ser Alliser, che l’aveva provocato beffandosi di suo padre dopo aver saputo che era stato arrestato. Dopo l’esecuzione di suo padre, Jon decide di disertare per unirsi alle forze di Robb, nonostante la pena per un disertore dei Guardiani della Notte sia la morte, ma i suoi nuovi amici lo riportano indietro, salvandolo da questa fine. Il giorno dopo, Lord Comandante Mormont lo rimprovera per essere fuggito, e dopo che Jon decide definitivamente di onorare i suoi voti e dedicarsi completamente ai Guardiani, accetta il suo ruolo come scudiero di Mormont e si prepara per il viaggio verso nord nella grande Escursione nell’estremo Nord guidata dal Lord Comandante. [17]

Lo scontro dei re

Jon partecipa alla Grande Escursione verso nord per scoprire cosa sta succedendo nella Foresta Stregata oltre la Barriera dopo la sparizione di diversi ranger, fra cui Benjen Stark. La spedizione sosta brevemente al Castello di Craster, dove vengono a sapere che i bruti, solitamente anarchici, si stanno unendo sotto il comando del cosiddetto Re Oltre La Barriera, Mance Rayder. Dopo aver raggiunto il Pugno dei Primi Uomini, Jon si imbatte in un vecchio corno da guerra e una scorta di vetro di drago, che distribuisce ai suoi confratelli. In seguito viene scelto per far parte di una delle tre squadre di ricognizione, guidate dal famoso Qhorin il Monco. [18] Nel Passo di Skirling, il gruppo si imbatte in un gruppo di sentinelle dei bruti, e Jon fa parte degli uomini incaricati di eliminarli. Ne uccide uno, ma scopre che un altro di loro è una ragazza di nome Ygritte, che Jon prende invece prigioniera, e che poi lascia fuggire in segreto quando Qhorin gli ordina di ucciderla [19]. La pattuglia viene poi scoperta e inseguita dai bruti, guidati da Rattleshirt. [20] Di fronte alla certezza della sconfitta, il Monco ordina a Jon Snow di fingersi un rinnegato per infiltrarsi fra i bruti e scoprire i loro piani. Jon e Qhorin vengono catturati dai bruti, che come prova della sua conversione alla loro causa costringono Jon a combattere e uccidere il Monco, con l’aiuto di Spettro. Ygritte fa parte del gruppo di Rattleshirt e si convince che Jon abbia abbandonato definitivamente il proprio passato. Jon scopre in seguito che Mance Rayder sta già marciando sulla Barriera con centomila fra bruti, giganti e mammut. [21]

Tempesta di spade

Jon incontra Mance Rayder e lo convince della sincerità della propria diserzione. In questa occasione Jon viene a conoscenza del piano di Mance per invadere i Sette Regni. [22] Jon si innamora di Ygritte e per un certo tempo rompe il proprio volo di castità con lei. È indeciso sul tradirla oppure abbandonare i Guardiani della Notte, decidendo infine di fuggire e avvisarli dell’attacco imminente. Jon prende parte alla missione guidata da Styr per scalare la Barriera e cogliere di sorpresa la magra guarnigione del Castello Nero. [23] Dopo aver scalato la Barriera, trova un’opportunità di fuga quando i bruti sono attaccati dal meta-lupo di Bran, Estate, vicino al forte abbandonato della Corona della Regina – ignaro che l’intervento di Estate sia dovuto a Bran, che si trova nascosto in un castello abbandonato nelle vicinanze. Nella confusione riesce a fuggire con un cavallo, ma non prima di essere colpito a una gamba da una freccia. [24]

La morte di Ygritte by zippo 514©
Jon raggiunge il Castello Nero a malapena cosciente, e viene assistito dal Maestro Aemon, riuscendo così a sopravvivere nonostante le ferite, e ad avvertire i Guardiani della Notte dell’imminente attacco dei Bruti. Maestro Aemon e Grenn informano Jon, con delicatezza, della morte dei suoi fratelli Bran e Rickon per ordine di Theon Greyjoy. [25] Dopo essersi ristabilito, Jon aiuta il fabbro Donal Noye nella difesa del Castello Nero contro gli uomini di Styr. Tutti gli invasori rimangono uccisi, compresa Ygritte, che muore fra le braccia di Jon. [26] Dopo la morte di Donal, Jon, con riluttanza, assume il comando nella difesa della Barriera contro l’assalto diretto delle forze di Mance Rayder, su suggerimento del Maestro Aemon. Mettendo a frutto le sue naturali doti di comando, Jon mantiene il controllo della Barriera in una situazione disperata per diversi giorni, combattendo con i suoi confratelli fino allo sfinimento. [27] Nonostante ciò, con l’arrivo di ser Alliser Thorne e Janos Slynt al Castello Nero, Jon viene arrestato come disertore e sbattuto in una cella del ghiaccio, dove viene minacciato di venire condannato a morte per la sua diserzione e "l’assassinio" di Qhorin il Monco. [28] Dopo che Maestro Aemon si fa garante per Jon per il coraggio e la capacità mostrata nell’attacco dei bruti, Thorne e Slynt capiscono di non poter riuscire a far impiccare Jon per via della sua popolarità fra i suoi confratelli e quindi lo costringono a tentare di assassinare Mance Rayder durante un incontro diplomatico, sperando che rimanga ucciso. Durante le trattative, Mance afferma di essere in possesso del Corno dell’Inverno, capace a suo dire di far crollare la Barriera; rivela inoltre che ha condotto i Bruti ad attaccare la Barriera non per sete di conquista, ma per fuggire dagli Estranei. Il Re Oltre La Barriera offre quindi a Jon il Corno dell’Inverno se i Guardiani della Notte permetteranno ai bruti di oltrepassare indenni la Barriera, ma afferma che non si sottometteranno ai Lord e alle loro leggi. Prima che Jon possa attaccare Mance o distruggere il Corno, le forze di Stannis Baratheon compaiono all’improvviso mettendo in fuga i bruti. [29]

Le gesta di Jon nella difesa della Barriera gli valgono un forte sostegno da parte dei confratelli, e viene rilasciato. Jon incontra Stannis, che gli propone di legittimarlo e nominarlo Lord Jon Stark di Grande Inverno riconoscendo Stannis stesso come Re, in quanto ha bisogno di "un figlio di Ned Stark" per ottenere il supporto del Nord. [29] Jon è sopraffatto dal senso di colpa e dal dolore per la morte dei suoi fratelli, specialmente quando ammette a sé stesso con amarezza che diventare Lord di Grande Inverno è qualcosa che ha sempre sognato, e di essere sempre stato invidioso di Robb per essere un figlio legittimo ed avere quindi una pretesa più forte verso Grande Inverno. Nel frattempo, tuttavia, grazie alle macchinazioni di Samwell Tarly, Jon viene indicato come candidato conciliante fra fazioni rivali dei Guardiani per la posizione di Lord Comandante. [30] Ignaro di ciò, Jon riflette sul fatto che forse venire legittimato e diventare il Lord di Grande Inverno potrebbe costituire la scelta migliore per il Nord, tuttavia, la sua riflessione è interrotta dal ritorno di Spettro da oltre la Barriera, per la gioia di entrambi. Jon ripensa così al giorno in cui gli Stark avevano trovato i meta-lupi vicino a Grande Inverno, e agli occhi di Spettro rossi come un albero-diga, e riconosce che Spettro "appartiene agli antichi dei", così come Grande Inverno. Capisce quindi che sottomettendosi a Stannis dovrebbe cedere il castello alla sacerdotessa rossa Melisandre, e permetterle di bruciare l’albero-diga, una scelta che Jon ritiene irrispettosa. Declina quindi la proposta di Stannis e diventa il 998-simo Lord Comandante dei Guardiani della Notte con una vittoria schiacciante nella votazione, nella sua stessa incredulità. [12] Il suo primo atto come Lord Comandante è quello di ostacolare i piani di Melisandre facendo allontanare segretamente il figlio di Mance dalla Barriera e sostituendolo con un altro neonato.

Il banchetto dei corvi

Jon convoca Sam e gli ordina di partire immediatamente per la Cittadella; Sam lo prega di non costringerlo ad andare, ma si rende conto che non sta chiedendo un favore ad un amico, e non ha più davanti Jon, il ragazzo che conosceva, ma Lord Snow. Il Lord Comandante afferma che Sam non ha scelta, deve obbedirgli e partirà con Gilly e Maestro Aemon il giorno seguente. Lord Snow quindi parla della richiesta di aiuto per i Guardiani inviata a Re Tommen; e fa notare amaramente che Bran una volta aveva sconfitto Tommen giocando con le spade nel cortile di Grande Inverno: ora Bran è morto, e Tommen siede sul Trono di Spade. Sam vorrebbe rivelare a Jon che suo fratello è vivo e si trova oltre la Barriera, ma mantiene la promessa fatta e non dice nulla a riguardo. [31] Nel mentre, ad Approdo del Re, la Regina Reggente Cersei Lannister si infuria nel sapere che il figlio bastardo di Eddard Stark è stato nominato Lord Comandante dei Guardiani della Notte, e trama con il Concilio Ristretto vari modi per "rimuovere Jon Snow dal comando". Il concilio decide di comunicare ai Guardiani che la corona non manderà più uomini alla Barriera, ma Qyburn suggerisce di inviare 100 uomini come finte reclute per i Guardiani della Notte. Cersei ne capisce le intenzioni e conclude che questi uomini saranno in realtà assassini con l’ordine di uccidere il bastardo di Eddard Stark. [32] La Regina viene però imprigionata dalla Fede prima che questi piani possano essere messi in atto.

La danza dei draghi

Col tempo Jon impara a gestire la sua posizione di comando. Jon prende alloggio nelle stanze di Donal Noye, dopo la morte del fabbro nel libro precedente. [31] Jon viene continuamente assillato dagli uomini di Stannis, che si sono sistemati nel Castello Nero e nel Forte della Notte, che Jon ha concesso a Stannis come ringraziamento per il suo aiuto contro i bruti. Jon cerca di mantenere la neutralità dei Guardiani della Notte nel conflitto in corso per il Trono di Spade, in un esercizio di equilibrismo politico. Jon nega la richiesta di Stannis di far stabilire i suoi uomini nel Dono di Brandon, affermando che quelle terre così come tutti i 16 forti presenti lungo la Barriera appartengono ai Guardiani della Notte. Inoltre, invia Sam alla Cittadella per addestrarsi in modo da diventare il prossimo Maestro del Castello Nero. Insieme a lui manda anche Gilly, Maestro Aemon, e il figlio neonato di Mance Rayder, questi ultimi due per paura che Melisandre possa volere usare il loro sangue reale per i suoi sortilegi. [31][33] Quando Jon ordina a Janos Slynt di presidiare uno dei forti abbandonati, questi si rifiuta: Jon allora fa notare pubblicamente che la punizione per l’insubordinazione di fronte a un comando diretto è la morte, ma offre comunque a Slynt tre opportunità di seguire l’ordine (notando che si tratta di un’opportunità maggiore di quella che Slynt stesso aveva dato a Ned quando l’aveva tradito due anni prima). Dopo che Slynt continua a rifiutarsi, sbeffeggiando l’autorità di Jon su di lui e sui Guardiani della Notte, Jon ordina che sia giustiziato per la sua insubordinazione. Ricordandosi però delle leggi dei Primi Uomini e di suo padre, decide piuttosto di decapitare Slynt lui stesso, usando Lungo Artiglio per eseguire la sentenza e ottenendo in piccola parte giustizia per Ned. Questo atto aumenta il rispetto di Stannis nei suoi confronti e cementa la sua nuova posizione di Lord Comandante.[33]
Raffigurazione dell’attacco a Jon Snow by Conor Campbell©
Nonostante ciò, Jon scontenta gli altri ufficiali dei Guardiani della Notte mandando la bruta Val a negoziare con Tormund Veleno dei Giganti. Questo porta a una fragile alleanza fra i Guardiani della Notte e i Bruti. Jon fa stabilire i Bruti sul Dono e dà ai guerrieri la possibilità di proteggere la Barriera dagli Estranei presidiando alcuni forti abbandonati. Mentre i bruti si stabiliscono nel Dono, Mance Rayder viene bruciato vivo da Melisandre.[34] In seguito si scopre però che l’uomo dato alle fiamme era in realtà Rattleshirt nascosto dai un sortilegio di Melisandre. [35] Jon invia quindi Mance a salvare in segreto sua sorella Arya Stark dalle mani di Ramsay Bolton, non sapendo che non si tratta di Arya ma di Jeyne Poole.

Mentre Stannis si prepara a marciare su Deepwood Motte, Jon gli consiglia di cercare aiuto presso i clan delle montagne del Nord. Seguendo questo suggerimento, Stannis riesce a guadagnarsi il supporto dei clan, aumentando di molto la propria forza militare. Poco dopo la presa di Deepwood da parte di Stannis, giunge la notizia dell’imminente matrimonio di Ramsay Bolton con "Arya Stark". Stannis marcia quindi immediatamente su Grande Inverno, sede prescelta per le nozze, per affrontare le forze dei Bolton.

Melisandre confida a Jon di aver visto fra le fiamme una ragazza su un cavallo morente diretta verso il Castello Nero; è convinta che si tratti di Arya, in fuga dai Bolton. Melisandre dice anche di vedere Jon circondato da pugnali nel buio, ma lui non presta attenzione a questo avvertimento. Quando Jon viene svegliato da Mully, con la notizia dell’arrivo di una ragazza su un cavallo morente, lui pensa subito alla visione di Melisandre; e si rallegra al pensiero che Arya sia arrivata da lui come profetizzato e di poter finalmente rivedere la sua sorellastra. Riflette inoltre su dei piani per tenere Arya al sicuro, e conclude che non può rimanere alla Barriera, perché Stannis la darebbe in moglie a uno dei suoi vassalli solo per ottenere una pretesa su Grande Inverno. Jon ipotizza che potrebbe riuscire a convincere Tycho Nestoris della Banca di Ferro di Braavos (giunto alla Barriera per trattare con Stannis) a prendere accordi per affidare Arya ad una famiglia nobile di Braavos o di un’altra delle Città Libere. Quando vede la ragazza tuttavia, con grande delusione Jon si accorge che la ragazza non è Arya, in quanto è sicuramente più grande di lei, e riconosce che si tratta in realtà di Alys Karstark, in fuga da un matrimonio forzato con suo zio Cregan Karstark che la vuole solo in quanto erede di Karhold, e in cerca d’aiuto. [5] Jon organizza un matrimonio fra Alys e Sigorn, un bruto, fondando la nuova Casa Thenn. Quando Cregan arriva al Castello Nero con dei rinforzi, Jon li fa sbattere in una cella del ghiaccio. [36]

Qualche settimana sopo la partenza di Stannis verso Grande Inverno, mentre questi probabilmente si prepara per la battaglia, Jon riceve una lettera provocatoria da Ramsay Bolton che afferma che Stannis è stato sconfitto e Mance Rayder catturato. La lettera richiede inoltre la fedeltà di Jon a Casa Bolton se i Guardiani della Notte vogliono sopravvivere, e offre un resoconto dettagliato delle azioni di Ramsay che, pensa Jon con disgusto, macchiano ripetutamente l’onore dell’antico seggio di Casa Stark. [37] Jon capisce infine che non può sperare di rimanere neutrale nei confronti dei Bolton e dei Lannister mentre le loro guerre scellerate dilaniano i regni, tutto ciò mentre gli Estranei preparano eserciti di non-morti a nord della Barriera per invadere e distruggere i regni dell’uomo. Risponde quindi alla lettera di Ramsay rinunciando a guidare un’imminente escursione e annunciando la sua intenzione di marciare contro i Bolton. Non ordina ai Guardiani della Notte di combattere con lui, ma chiede sia ai bruti che ai Guardiani di seguirlo di propria iniziativa. La decisione di Jon (che costituisce una violazione dei suoi voti) causa un grande malcontento presso gli ufficiali dei Guardiani; e nella confusione dovuta all’uccisione di Ser Patrek della Montagna del Re da parte di Wun Wun viene pugnalato ripetutamente da Bowen Marsh e altri confratelli, che lo attaccano fra le lacrime mormorando "per la confraternita". Al momento, non si sa se Jon sia sopravvissuto a questo attacco. Al termine de La danza dei draghi, si stima che Jon abbia circa diciassette anni.

Citazioni di Jon

Di' a Robb che arriverò a comandare i Guardiani della notte, in modo da tenerlo al sicuro. Digli che può pure mettersi a ricamare con le ragazze e dare la sua spada a mastro Mikken perché la fonda per farci ferri di cavallo.[38]

– Jon a Tyrion Lannister


Arya: Vorrei che tu venissi con noi.

Jon: Strade diverse a volte conducono allo stesso castello.[39]

– Jon a Arya Stark


Non aveva paura della morte, ma non era quella la morte che voleva, in catene, decapitato come un brigante da strada. Voleva morire con la spada in pugno, lottando contro gli assassini di suo padre. Non era un vero Stark, non lo era mai stato... ma poteva morire come uno Stark, in modo che poi dicessero che Eddard Stark di figli ne aveva avuti non tre, bensì quattro.[17]

– Pensieri di Jon dopo l'esecuzione del padre


Padre, perdonami. Robb, Arya, Bran...perdonatemi. Non posso aiutarvi. Il vecchio guerriero sa la verità. Questo è il mio posto." «Io... ti appartengo, mio lord. Sono il tuo uomo. Non scapperò di nuovo. Lo giuro![17]

– Jon durante una conversazione con Jeor Mormont


La Barriera era sua, e anche la loro vita. "Un lord può voler bene agli uomini che comanda" gli pareva di sentire le parole di suo padre "ma non può esserne amico. Un giorno potrebbe essere costretto a giudicarli, o a mandarli a morire.[34]

– Pensieri di Jon sulla sua nuova posizione di Lord Comandante


Stannis: Io ti ho offerto un nome.

Jon: E io, vostra grazia, ho già un nome.

Stannis: Snow, neve. Si è mai sentito un nome più nefasto? Dimmi, Snow, chi ti credi di essere?

Jon: Il guardiano della Barriera, la spada nelle tenebre.[40]

– Jon a Stannis Baratheon


Più si dà a un re, più lui vorrà. Stiamo camminando su un ponte di ghiaccio sospeso su un precipizio. Compiacere un re è già difficile, compiacerne due è pressoché impossibile.[33]

– Jon a Samwell Tarly


Edd, portami un ceppo.[33]

– Jon prima dell'esecuzione di Janos Slynt

Citazioni su Jon

Robert: Com'è che si chiamava? Becca? No, quella era una delle mie, che gli deil'abbiano in gloria, capelli neri e grandi occhi azzurri nei quali potevi perderti. La tua si chiamava...Aleena? No, non Aleena. E sì che me l'avevi detto, il suo nome. Merryl, forse? Lo sai di chi parlo, no?

La madre del tuo ragazzino bastardo?

Eddard: Si chiamava Wylla, e preferisco non parlare di lei.

Robert: Wylla, giusto! Dev'essere stata davvero una monta di quelle rare se perfino l'inflessibile lord Stark dimenticò il suo onore, anche per un'ora soltanto. Non mi hai mai detto che tipo era... .

Eddard: Né ho intenzione di farlo ora. Lascia perdere, Robert. Fallo in nome dell'affetto che dici di avere per me. Agli occhi degli uomini e degli dei, ho disonorato me stesso e Catelyn.[6]

Robert Baratheon a Eddard Stark


Mai, mai chiedermi di Jon... Jon è sangue del mio sangue. Questa è la sola cosa che ti sarà dato conoscere.[2]

Eddard Stark a Catelyn Tully


Si vede. In te c'è molto più l'uomo del Nord di quanto non ce ne sia nei tuoi fratelli.[41]

Tyrion Lannister a Jon


Chiunque fosse stata la madre di Jon, Ned doveva averla amata profondamente. Nulla di quanto Catelyn aveva detto, pregato, implorato, minacciato era mai stato sufficiente a convincerlo ad allontanare il ragazzo. Ed era l'unica cosa che non gli aveva mai perdonato. Aveva imparato ad amare il marito con tutta l'anima, ma non era mai stata in grado di trovare la forza di amare anche Jon. Sarebbe arrivata a

tollerare l'esistenza di cento bastardi, purché fossero lontani dai suoi occhi. Jon Snow, invece, ce l'aveva sempre davanti. Non solo: più cresceva, più assomigliava a Ned, al di là e oltre qualsiasi altro figlio legittimo che lei gli aveva dato. E ciò aveva tenuto la ferita non solo aperta, ma perennemente sanguinante.[2]

Catelyn Tully


Perciò voglio una risposta da te, lord Snow, adesso. Sei un confratello dei Guardiani della notte... o sei solo un ragazzino bastardo che vuole giocare alla guerra?[17]

Jeor Mormont a Jon


Non sai niente, Jon Snow.[42]

Ygritte a Jon


Robb: Jon è uno Stark, ben più di molti di quei signorotti della Valle che non hanno neppure mai visto Grande Inverno.

Catelyn: Jon è un confratello dei Guardiani della notte, ha giurato di non avere né moglie né terre. E chi prende il nero serve a vita.

Robb: Lo stesso vale per i cavalieri della Guardia reale. Ma questo non ha impedito ai Lannister di strappare il mantello bianco dalle spalle di ser Barristan Selmy e di ser Boros Blount quando ritennero che non gli fossero più di alcuna utilità. Se io mandassi cento uomini per prendere il posto di Jon, sono pronto a scommettere che i Guardiani della notte troverebbero un cavillo per liberarlo dal suo giuramento.

Catelyn: Un bastardo non può essere un erede.

Robb: A meno che non venga legittimato a diventarlo per decreto reale. Evento per il quale esistono precedenti più numerosi che non per lo scioglimento di un confratello in nero dal suo giuramento.[43]

Robb Stark a Catelyn Tully


Dal giorno in cui hanno decapitato mio padre, di Arya non si è saputo più nulla. Perché continui a mentire a te stessa, madre? Arya non c'è più, come non ci sono più Bran e Rickon. E una volta che il nano avrà avuto un figlio da Sansa, i Lannister la uccideranno. L'unico fratello che mi rimane è Jon. Se io dovessi morire senza eredi, voglio che sia lui a succedermi quale re del Nord[43]

Robb Stark


Il dono in Jon Snow era potente, ma il ragazzo non aveva ricevuto gli insegnamenti, continuava a lottare contro quella sua natura quando invece avrebbe dovuto gloriarsene.[44]

Varamyr

Discendenza

La discendenza di Jon Snow rimane un mistero, dato che Eddard ne parla raramente. Quando Catelyn chiede lumi riguardo le dicerie sul fatto che la madre di Jon fosse Ashara Dayne, Eddard si rifiuta di rispondere. [2] Anni dopo, interrogato da Robert, afferma che la madre di Snow è una donna di umili natali di nome Wylla. [39] Entrambe le possibilità sono state menzionate da fonti esterne. Cersei Lannister pensa che sua madre sia Lady Dayne [45], mentre Edric Dayne, che aveva avuto come balia Wylla, dice ad Arya che lui e Jon sono fratelli di latte. [46] Secondo Lord Godric Borrell, la madre del bastardo di Eddard Stark è la figlia del pescatore che aveva cercato di portare Ned dalla Valle attraverso la Baia del Morso verso Nord all'inizio della Ribellione di Robert. [47] I fan della serie speculano molto sulla sua discendenza, e molti pensano che i suoi veri genitori siano Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen. [48]

Riferimenti e Fonti

  1. Il gioco del trono, Appendice.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 Il gioco del trono, Capitolo 6, Catelyn.
  3. 3,0 3,1 Il gioco del trono, Capitolo 13, Tyrion.
  4. 4,0 4,1 Il gioco del trono, Capitolo 1, Bran.
  5. 5,0 5,1 La danza dei draghi, Capitolo 44, Jon.
  6. 6,0 6,1 Il gioco del trono, Capitolo 12, Eddard.
  7. 7,0 7,1 Il gioco del trono, Capitolo 48, Jon.
  8. (en) Longclaw: Plaque>> Valyrian Steel.
  9. (en) So Spake Martin.
  10. 10,0 10,1 Il gioco del trono, Capitolo 19, Jon.
  11. Lo scontro dei re, Capitolo 45, Catelyn.
  12. 12,0 12,1 Tempesta di spade, Capitolo 79, Jon.
  13. La danza dei draghi, Capitolo 35, Jon.
  14. Il gioco del trono, Capitolo 26, Jon.
  15. Il gioco del trono, Capitolo 41, Jon.
  16. Il gioco del trono, Capitolo 60, Jon.
  17. 17,0 17,1 17,2 17,3 Il gioco del trono, Capitolo 70, Jon.
  18. Lo scontro dei re, Capitolo 43, Jon.
  19. Lo scontro dei re, Capitolo 51, Jon.
  20. Lo scontro dei re, Capitolo 53, Jon.
  21. Lo scontro dei re, Capitolo 69, Bran.
  22. Tempesta di spade, Capitolo 7, Jon.
  23. Tempesta di spade, Capitolo 30, Jon.
  24. Tempesta di spade, Capitolo 41, Jon.
  25. Tempesta di spade, Capitolo 48, Jon.
  26. Tempesta di spade, Capitolo 55, Jon.
  27. Tempesta di spade, Capitolo 64, Jon.
  28. Tempesta di spade, Capitolo 69, Jon.
  29. 29,0 29,1 Tempesta di spade, Capitolo 73, Jon.
  30. Tempesta di spade, Capitolo 78, Samwell.
  31. 31,0 31,1 31,2 Il banchetto dei corvi, Capitolo 5, Samwell.
  32. Il banchetto dei corvi, Capitolo 17, Cersei.
  33. 33,0 33,1 33,2 33,3 La danza dei draghi, Capitolo 7, Jon.
  34. 34,0 34,1 La danza dei draghi, Capitolo 10, Jon.
  35. La danza dei draghi, Capitolo 31, Melisandre.
  36. La danza dei draghi, Capitolo 49, Jon.
  37. La danza dei draghi, Capitolo 69, Jon.
  38. Il gioco del trono, Capitolo 21, Tyrion.
  39. 39,0 39,1 Il gioco del trono, Capitolo 10, Jon.
  40. La danza dei draghi, Capitolo 3, Jon.
  41. Il gioco del trono, Capitolo 5, Jon.
  42. Tempesta di spade, Capitolo 26, Jon.
  43. 43,0 43,1 Tempesta di spade, Capitolo 45, Catelyn.
  44. La danza dei draghi, Prologo.
  45. Il gioco del trono, Capitolo 46, Daenerys.
  46. Tempesta di spade, Capitolo 43, Arya.
  47. La danza dei draghi, Capitolo 9, Davos.
  48. (en) Discussion of parentage on Westeros Forum.


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