Libera Fortezza di Valyria

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Draghi in volo sulla Libera Fortezza.
I valyriani scoprono i draghi alle Quattordici Fiamme.
I valyriani domano i draghi e li impiegano in battaglia.
Il Drago sconfigge l’Arpia.

La Libera Fortezza di Valyria era un vasto territorio che comprendeva la maggior parte del Continente Orientale e che si è disgregato a causa di un cataclisma ricordato come Disastro di Valyria, avvenuto circa un secolo prima dell’approdo di re Aegon I.

Nel pieno del suo splendore, la Libera Fortezza comprendeva le Città Libere del Continente Orientale e pure l’isola di Roccia del Drago, situata lungo la costa del Continente Occidentale. Di fatto, la Fortezza di Valyria non è mai stata un impero ma, per comodità, la storia la identifica spesso come tale.[1]

La Libera Fortezza era una civiltà avanzata che deteneva l’egemonia culturale e militare del Mondo Conosciuto. Aveva per capitale la città di Valyria ed era governata dai lord della Libera Fortezza, i nobili provenienti dalle più potenti famiglie, i celebri signori dei draghi.


Indice


Storia

In origine, i valyriani non erano nient’altro che una piccola, pacifica popolazione di pastori stanziata nella Penisola di Valyria. Tale situazione è rimasta invariata sinché i valyriani non si sono imbattuti nei draghi, dei rettiloidi legati alla magia, rintanati alle Quattordici Fiamme, la catena di vulcani della suddetta penisola. I valyriani hanno domato le creature appena scoperte ricorrendo a sortilegi, divenendo presto esperti nell’arte di allevare ed addestrare le bestie per trasformarle in devastanti macchine da guerra.[2] Grazie al fuoco dei draghi, i valyriani hanno esteso la propria influenza sulle terre circostanti, costituendo un unico, sterminato dominio con capitale Valyria. Un mondo pervaso dalla magia, con torri altissime che sfioravano i cieli, solcati dai draghi in volo; con sfingi di pietra che sorvegliavano gli uomini con occhi di granato e fabbri che forgiavano spade formidabili e leggendarie, in grado di tenere il filo meglio di qualsiasi altra arma da taglio.[3]


L’ascesa al potere e la caduta di Ghis

Circa cinquemila anni or sono, nel panorama della nascente egemonia valyriana, l’Antico Impeo Ghiscari controllava quasi tutto il Continente Orientale. I ghiscariani hanno tentato di arrestare l’espansione valyriana e la Libera Fortezza si è così trovata coinvolta in una serie di feroci guerre. Le legioni ghiscari hanno sferrato ben cinque attacchi, nessuno dei quali ha però avuto l’effetto desiderato: con l’aiuto dei draghi, Valyria si è riconfermata ogni volta vincitrice.[3]

Durante l’ultimo scontro armato, i valyriani hanno marciato sulla capitale dei nemici, Vecchia Ghis, radendola al suolo e cospargendo i campi di teschi, sale e zolfo.[4] L’Impero Ghiscari era ormai giunto alla fine. I suoi abitanti e la rispettiva cultura sono stati spazzati via dalla faccia della terra.[3]

Conquistata Ghis, Valyria ha ulteriormente ampliato i suoi domini inglobando le colonie ghiscari della Baia degli Schiavisti e molte altre ancora.[3]


La guerra contro i rhoynar

Quando i valyriani hanno rivolto le loro mire espansionistiche ai territori dei rhoynar, il principe Garin il Grande ha risposto mobilitando un esercito di circa 250.000 unità nella cosiddetta Seconda Guerra delle Spezie. Tuttavia, la resistenza si è rivelata vana ed i rhoynar sono andati incontro ad un’ecatombe. I sopravvissuti sono fuggiti a Dorne, guidati dalla regina guerriera Nymeria. I cantastorie raccontano che le sue diecimila navi trasportavano donne e bambini, indicando che la parte maschile della popolazione era stata completamente, o quasi, sterminata nel conflitto con Valyria.[3]


L’imperialismo valyriano e l’espansione in Occidente

La Libera Fortezza, in continua espansione, si è spinta anche ad occidente. Gli abitanti delle terre assoggettate erano schiavizzati ed impiegati per estrarre ricchezze dalle miniere delle Quattordici Fiamme o per costruire nuove città e le cosiddette strade valyriane, che collegavano tutto il territorio alla capitale. Le città fatte erigere dai valyriani comprendono Oros, Mantarys, Tyria e tutte le Città Libere, fatta eccezione per Braavos.[3]

All’apice del suo potere, la Fortezza ricopriva quasi tutto il Continente Orientale ed i territori ad ovest delle Montagne delle Ossa. Le innumerevoli città sotto il suo controllo si caratterizzavano per le già menzionate torri, di straordinaria bellezza e tanto alte da sembrar toccare il cielo. All’incirca duecento anni prima del Disastro, la Fortezza si è espansa oltre le coste occidentali del continente, colonizzando l’isola di Roccia del Drago nel Mare Stretto. Qui è stata eretta una roccaforte, probabilmente utilizzata per i commerci con le terre dell’Occidente. L’isola rappresentava il punto più occidentale dell’espansione valyriana.[5]

A secoli di distanza, Tyrion Lannister si chiede perché mai la Libera Fortezza non si sia spinta oltre Roccia del Drago per conquistare l’entroterra del Continente Occidentale:


Che strano. Roccia del Drago era solo una roccia, appunto. La ricchezza si trovava più a ovest, i valyriani lo dovevano sapere, e loro avevano i draghi.[6]



Il Disastro

Il Disastro di Valyria è una catastrofe verificatasi, approssimativamente, a un secolo di distanza dall’approdo di Aegon in Occidente. La lava ardente delle Quattordici Fiamme, alimentata dalla magia dei piromanti, ha investito e distrutto Valyria insieme all’immane impero da lei creato, la Libera Fortezza. Il Disastro ha frammentato le terre attorno alla città in numerose, piccole isole, dando origine al Mare Fumante che le divide.[7][8] L’area è attualmente ritenuta infestata da demoni e sono ben pochi gli esploratori ad ardire di spingersi fin qui, in quanto si dice:


Il Disastro sta ancora imperversando su Valyria. [9][10]



Lascito

Daenerys Targaryen ha tratti fisici che sono distintivi dell'etnia valyriana: occhi viola e capelli oro-argento – by ©Metalblackfae

La parte più consistente della lingua, della cultura e dell’arte di Valyria è andata perduta con il Disastro, seguito dal cosiddetto Secolo di Sangue. I figli di Valyria si sono sparsi per il mondo, insediandosi nelle colonie scampate alla catastrofe, che hanno ottenuto l’indipendenza e sono state battezzate Città Libere, oppure nei centri della Baia degli Schiavisti. I valyriani sopravvissuti si sono mischiati ad altri popoli attraverso unioni coniugali. I loro discendenti si esprimono in un misto di dialetti locali, l’Alto Valyriano.[4][11]

Valyria è ricordata soprattutto per l’eccezionale abilità dei suoi signori di allevare i draghi ed impiegarli in battaglia. I Targaryen, gli ultimi signori dei draghi dell’Antica Valyria, hanno sfruttato questa conoscenza nella Guerra di Conquista e, successivamente, nell’amministrazione dei Sette Regni.[12] A Valyria si riconosce, inoltre, l’invenzione dell’acciaio di Valyria, una lega imbevuta d’incantesimi e utilizzata per forgiare armi d’impareggiabile qualità. Il segreto della lavorazione del metallo si è perso con il Disastro e ciò rende le lame che lo contengono dei veri tesori assai rari e costosi.[13]


Le città valyriane

Fortezze

Colonie


Cultura

Due signori dei draghi con un piccolo di drago – by Magali Villeneuve

Governo

La Fortezza di Valyria non era né un regno né un impero o, perlomeno, non era governata né da un re né da un imperatore.[1] Formalmente, ogni cittadino della Fortezza, o libero possessore di terre, aveva diritto a far sentire la propria voce in fatti di governo. A livello pratico, tuttavia, la Fortezza era retta dai lord della Fortezza, o signori dei draghi, i nobili provenienti dalle quaranta più potenti famiglie, con una spiccata abilità nel manipolare la magia e nel cavalcare i draghi in battaglia.[3][14] Anche i Targaryen erano annoverati tra i signori dei draghi, sebbene fossero tra i meno influenti.


Magia

I valyriani avevano una profonda conoscenza della magia. L’intreccio di sortilegi, opera di potenti maghi, draghi ed eserciti ha loro permesso di conquistare un intero continente. I draghi venivano addestrati e guidati in battaglia anche grazie a corni magici e incantesimi.[3]


Lingua

I valyriani parlavano Alto Valyriano.[3]


Archittettura

I valyriani erano scultori portentosi. Si racconta che i maghi di Valyria non tagliassero e cesellassero la pietra al pari degli altri uomini, ma che la lavorassero con il fuoco e con la magia per liquefarla e modellarla al pari di chi modella la creta. Oggi, quest’arte si considera perlopiù perduta.[15]

Le strade valyriane, anche note come “strade del drago”, esistono tuttora, tracce storiche degli interventi urbanistici operati nella Libera Fortezza.[16][17] Il castello di Roccia del Drago, la Muraglia Nera e il Lungo Ponte sono tutti esempi d’architettura valyriana.[3]


Schiavitù

Migliaia di schiavi provenienti da tutto il continente e catturati durante le molte guerre estraevano oro e argento dalle miniere delle Quattordici Fiamme, mentre altrettanti costruivano città e strade. Le rivolte non erano per nulla rare, ma i valyriani avevano dalla loro parte la magia, con la quale placavano facilmente il malcontento dei propri sudditi.[2][3]


Religione

I valyriani veneravano un gran numero di divinità, tra le quali Balerion, Meraxes, Vhagar e Syrax, i cui nomi sono stati poi assegnati da quattro Targaryen ai rispettivi draghi[18][19][20]: Balerion, Meraxes e Vhagar sono i draghi di Aegon il Conquistatore e delle sue sorelle, mentre Syrax è il drago femmina di Rhaenyra Targaryen.
Dopo l’unificazione dei Sette Regni, Aegon e la sua famiglia abbracciano il Culto dei Sette Dèi.


Costumi

La pratica dell’incesto era molto comune nell’Antica Valyria.[21] Per preservare il puro sangue del drago, i valyriani tendevano infatti a sposarsi tra fratelli e sorelle.[12] Simile costume, unito alla poligamia, è perpetuato dai Targaryen a Roccia del Drago.


Libri e pergamene su Valyria


Citazioni

Un impero costruito sul sangue e sul fuoco.[22]
Tyrion Lannister


Tutta la stregoneria dell'antica Valyria è basata sul sangue e sul fuoco.[23]
L’Arcimaestro Marwyn rivolto a Samwell Tarly


Forse, nel lontano passato, la magia era veramente una grande forza nel mondo. Ma non lo è più. Quel poco che ne resta non è altro che l'esile filo di fumo che si leva nell'aria dopo che un grande incendio ha finito di consumarsi. E anche quell'esile fumo si va disperdendo. Valyria fu l'ultima di quelle braci, ma ora anche Valyria è svanita.[24]
Maestro Luwin rivolto a Bran Stark



Curiosità

Gli scontri titanici tra Valyria e l’Impero Ghiscari s’ispirano alle guerre puniche tra Roma e Cartagine per il controllo del Mediterraneo.[25]


Fonti e note

  1. 1,0 1,1 Citadel, So Spake Martin, June 26 2001
  2. 2,0 2,1 Il banchetto dei corvi, Capitolo 22, Arya.
  3. 3,00 3,01 3,02 3,03 3,04 3,05 3,06 3,07 3,08 3,09 3,10 3,11 Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, L’ascesa di Valyria.
  4. 4,0 4,1 Tempesta di spade, Capitolo 23, Daenerys.
  5. Targaryen Conquest: the Full Story
  6. La danza dei draghi, Capitolo 5, Tyrion.
  7. Il gioco del trono, Capitolo 41, Jon.
  8. A Game of Thrones RPG and Resource Book, Guardians of Order.
  9. Tempesta di spade, Capitolo 8, Daenerys.
  10. Il banchetto dei corvi, Capitolo 28, Cersei.
  11. La danza dei draghi, Capitolo 1, Tyrion.
  12. 12,0 12,1 Il gioco del trono, Appendice.
  13. Tempesta di spade, Capitolo 32, Tyrion.
  14. SSM:Targaryens, Valyria, June 26, 2001.
  15. Chicon 7 Reading (September 02, 2012) So Spake Martin
  16. Il gioco del trono, Capitolo 23, Daenerys.
  17. La danza dei draghi, Capitolo 6, L'Uomo del Mercante (Quentyn I).
  18. Il gioco del trono, Capitolo 13, Tyrion, p 122.
  19. Lo scontro dei re, Capitolo 12, Daenerys, p 191.
  20. Tempesta di spade, Capitolo 57, Daenerys, p. 649.
  21. Lo scontro dei re, Capitolo 33, Catelyn.
  22. La danza dei draghi, Capitolo 33, Tyrion.
  23. Il banchetto dei corvi, Capitolo 45, Samwell.
  24. Lo scontro dei re, Capitolo 28, Bran, p. 442.
  25. Materiale pervenuto da un’intervista con l’autore.
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