Sandor Clegane

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Sandor Clegane
SandorClegane.jpg
Sandor Clegane by Amok©

Soprannomi

Il Mastino, Cane

Affiliazione

Guardia Reale
Casa Clegane

Nascita

271 CA

Morte

300 CA (presumibilmente)

Libri

Il trono di spade - Apparizione

Lo scontro dei re - Apparizione

Tempesta di Spade - Apparizione

Il banchetto dei corvi - Apparizione

La Danza dei Draghi – Menzionato

Serie tv

Stagione 1 Stagione 2 Stagione 3 Stagione 4

Interpretato da

Rory McCann


Sandor Clegane è membro della Casa Clegane. E’ il fratello minore di Ser Gregor Clegane, attualmente a capo della Casa. Tutti lo chiamano “Il Mastino” a causa della sua natura selvaggia e per l’indiscussa obbedienza nei confronti dei suoi Signori, nonché per via dei tre cani rappresentati nello stemma della sua famiglia. E’ considerato uno dei guerrieri più pericolosi del Continente Occidentale, nonostante sia spesso in stato confusionale a causa del troppo bere. Da piccolo, Sandor si ustiona il volto in maniera raccapricciante, dopo che suo fratello Gregor gli spinge la faccia in un braciere[1]. In seguito a quell’episodio comincia a detestare fortemente il fuoco, suo fratello e, in generale, l’ipocrisia del cavalierato.

Indice


Aspetto

Sandor è un uomo dalla grossa stazza e dalla muscolatura possente. Il lato destro del suo viso è scarno, con zigomi acuti e folte sopracciglia. Il suo naso è largo e aquilino mentre i suoi capelli sono molto scuri, lunghi e sottili; li porta pettinati in maniera tale da poter coprire il lato sinistro del viso poiché, per via delle ustioni, in quel punto non gli crescono più. Inoltre, gli manca l’orecchio sinistro, e al suo posto c’è un buco. Attorno al suo occhio sinistro, si snodano una moltitudine di sfregi e cicatrici. La sua carne, nel punto in cui è stata a contatto col fuoco, è nera, viscida e solcata da buchi profondi e screpolature che trasudano sangue e pus. I suoi occhi sono grigi. Parte del suo osso mascellare è esposto[1]. Indossa abitualmente un’armatura semplice e un elmo distintivo scolpito a forma di testa di cane ringhiante.


Storia

Sandor (Rory McCann) nella serie tv

Sembra che l’infanzia di Sandor sia stata messa in ombra dalla brutalità e dall’abilità militare di suo fratello maggiore Gregor. A sette anni, il padre dei due giustifica Gregor sostenendo che le ustioni di Sandor siano state provocate dall’accidentale incendio delle sue lenzuola, e non dal fratello maggiore[1]. Girano voci riguardo una sorella, morta in circostanze misteriose, e sul fatto che il padre dei fratelli Clegane sia morto per un incidente di caccia poco dopo che Re Robert è salito sul trono, episodio che desta alcuni sospetti, in quanto dopo la sua morte ogni titolo e possedimento passa a Gregor[2]. Sandor se ne va per unirsi alla famiglia Lannister nello stesso giorno in cui Gregor entra effettivamente in possesso della sua eredità[2]. Sandor sostiene di aver ucciso un uomo quando aveva appena dodici anni[3], presumibilmente durante la Ribellione di Robert.


Eventi Recenti

Il Trono di Spade

Clegane ricopre per un po’ di tempo l’incarico di guardia del corpo del Principe Joffrey Baratheon, che si rivolge a lui chiamandolo abitualmente “Cane”. Cersei insinua addirittura che Joffrey lo consideri come una sorta di padre. Durante il viaggio da Grande Inverno ad Approdo del Re, si guadagna l’ostilità di Arya Stark eseguendo l’ordine dei Lannister di uccidere il suo amico Mycah, il figlio del macellaio, accusato di aver ferito Joffrey.

Durante la prima serata di festeggiamenti per il Torneo del Primo Cavaliere, Joffrey ordina a Sandor di scortare Sansa al castello. Ubriaco, nonostante dovesse gareggiare nella finale della giostra il giorno successivo, Sandor si innamora di Sansa Stark. Furioso per il fatto che lei non riesca nemmeno a guardarlo negli occhi a causa del suo volto sfigurato, la deride per i suoi modi garbati, chiamandola “uccelletto” che cinguetta a comando. Vince il torneo dopo aver salvato ser Loras Tyrell dal furore di Gregor. Combatte animatamente con suo fratello ma ciò nonostante, quando Re Robert ordina ai due di fermarsi, il Mastino si inginocchia immediatamente al cospetto del sovrano.

Quando Eddard Stark tenta di prendere in custodia Cersei e i suoi figli illegittimi con l’aiuto delle Cappe Dorate (ignorando il fatto che Janos Slynt è sempre stato al servizio del pericoloso Ditocorto e stava complottando un tradimento), Sandor Clegane partecipa al massacro delle ultime guardie rimaste a servizio di Eddard e dei precedenti alleati, uccidendo personalmente Cayn.

Dopo che Barristan Selmy viene allontanato dalla Guardia Reale, Clegane viene scelto per prendere il suo posto. Egli accetta, ma rifiuta di essere nominato cavaliere. Spesso gli viene assegnato il compito di controllare Sansa. Nonostante la sua lealtà nei confronti di Joffrey spesso difende Sansa dagli attacchi di ira del Principe, stando attento a non farsi notare, ed è l’unico della Guardia Reale al quale non è mai stato ordinato di picchiarla. Al contrario, tratta Sansa con una relativa gentilezza e cerca di risparmiarle il sadismo di Joffrey.


Lo scontro dei re

Sandor è presente al torneo per il tredicesimo compleanno di Re Joffrey come sua guardia del corpo. Guarda ai partecipanti con superiorità, chiamandoli “cimici”, sostenendo che per lui competere con loro sarebbe stata solo una perdita di tempo, e che perfino Joffrey avrebbe potuto battere ognuno di loro. Quando Joffrey suggerisce che Sandor potrebbe combattere con il vincitore del torneo in un duello mortale, il Mastino replica dicendo: “Ti perderesti un altro cavaliere”. Sandor non aveva mai prestato giuramento come Cavaliere[4].

Quando Ser Dontos disonora se stesso girando ubriaco e vestito in maniera inappropriata, Sansa lo salva dalla collera di Joffrey, inventando una storia secondo la quale porti sfortuna uccidere un uomo il giorno del proprio compleanno. Joffrey, incurante, suggerisce che Sansa dovrebbe essere annegata nel vino insieme a Ser Dontos, ma il Mastino va in aiuto della ragazza dicendo a Joffrey: “Ciò che un uomo semina nel giorno del suo compleanno, raccoglierà per tutto l’anno a venire[4]”.

Più tardi, Tyrion Lannister arriva con le truppe Lannister e i Clan delle Montagne. Sandor commenta alla volta di Tyrion: “Dicevano che eri morto”, affermazione alla quale Tyrion risponde: “Parlavo con il Re, non con il suo scagnozzo”. Dopo che Joffrey se ne va con suo fratello e sua sorella, il Mastino dice a Tyrion: “Tieni a freno quella tua lingua, piccolo uomo[4]”.

Al ritorno dal Parco degli Dei, dopo il suo primo incontro con Dontos Hollard, Sansa si imbatte in un Sandor ubriaco che sbuca barcollando da una porta nascosta sulla scalinata a spirale. La afferra rudemente e le chiede dove è stata. Sandor non crede alla menzogna che lei gli racconta, ossia di aver pregato tutto il tempo per suo [[Eddard Stark|padre] e per il Re, ma le regge il gioco quando Ser Boros Blount fa la stessa domanda: “Ti aspettavi forse che potesse dormire con tutto quel baccano?”. Sandor ammira la sua bellezza di giovane donna appena sbocciata, ma la vede ancora come uno “stupido uccelletto” che canta “le canzoncine che loro [le] hanno insegnato”. Chiede a Sansa di cantargli “una di quelle belle canzoni su prodi cavalieri e belle fanciulle”, e schernisce l’ammirazione di lei per i “veri cavalieri”. Sansa durante questo incontro è spaventata da Sandor, ma anche se le fa male quando le afferra il polso, la riporta incolume alla Fortezza Rossa.

Quando raggiungono il ponte levatoio, trovano Ser Boros Blount ad attenderli, cosa che fa allarmare Sansa (“il peggiore delle Guardie Reali”, pensa). Il Mastino le dice: “Non è uno di cui devi aver paura, ragazzina. Dipingi delle righe su un rospo e rimane un rospo: non sarà mai una tigre”. E, rivolto a Ser Boros: “Mettitelo su per il culo il tuo Ser, Boros. Sei tu il Cavaliere, non io. Io sono il cane del Re, ricordi?”. Blount dice a Sandor che il rumore è causato da “degli idioti alle porte” che protestavano per il banchetto di nozze di Tyrek Lannister, e che Joffrey ha ordinato una sortita contro di loro. Clegane sottolinea: “Ragazzo coraggioso”, distorcendo la bocca.

Attraversato il ponte levatoio, Sansa chiede al Mastino perché lascia che la gente lo chiami Cane invece di Cavaliere. Lui risponde raccontandole la storia delle origini della sua Casata. “I cani sono molto meglio dei cavalieri. [...] Un mastino morirà per te, ma non ti mentirà mai. E ti guarderà dritto in faccia. Molto di più di quanto sanno fare gli uccelletti, o sbaglio?” Prima di lasciarla, le dice “Che cosina graziosa sei, e una così pessima bugiarda. [...] Sono tutti bugiardi qui, e tutti più bravi di te a mentire[5]”.

Dopo la Battaglia di Oxcross, Sandor porta Sansa al cospetto di Re Joffrey. Lei protesta dicendo che non ha preso parte in alcun modo al tradimento di suo fratello, affermazione alla quale Clegane reagisce grugnendo: “Ti hanno addestrato bene, uccelletto”. Joffrey chiama tre Guardie Reali perché la colpiscano, ma Sandor non obbedisce, venendo interrotto da Ser Dontos. Il tutto viene interrotto dall’arrivo di Tyrion, accompagnato da Bronn e Timett. Tyrion comanda che qualcuno porti a Sansa qualcosa con cui coprirsi, e a quel punto Sandor si slaccia il mantello per poi lanciarlo verso la ragazza[6].

Durante la Rivolta di Approdo del Re Sandor va in aiuto di Sansa Stark quando la ragazza viene quasi tirata giù dal suo cavallo da una folla inferocita. La furia selvaggia di Sandor e il combattimento con le spade allontanano la folla da Sansa, terrorizzata, salvandola dallo stupro e da un possibile assassinio.

Sandor combatte eroicamente durante la Battaglia delle Acque Nere ma, alla fine, diserta dopo aver rifiutato di obbedire all’ordine di Tyrion di tornare sul campo di battaglia ricoperto dalle fiamme[7]. Prima di fuggire, aspetta Sansa Stark nelle sue stanze e, ubriaco, le offre di portarla con lui, ma, rifiutato, decide di accontentarsi di una canzone rubata con la minaccia di una lama. Sansa crede che Sandor l’abbia baciata[8] e si stringe nel mantello insanguinato della Guardia Reale che lui lascia nella sua stanza.


Tempesta di Spade

Sandor e Beric

Durante i suoi vagabondaggi, Sandor viene arrestato nelle Terre dei Fiumi dalla Fratellanza Senza Vessilli, che ha anche in custodia Arya Stark. La Fratellanza processa Sandor per una serie di atrocità commesse dai soldati dei Lannister, ma nessun crimine può essergli attribuito direttamente, finché Arya non testimonia contro di lui per l’omicidio di Mycah, il figlio del macellaio. Dato che non ci sono prove sufficienti per stabilire una condanna, il leader della Fratellanza, Beric Dondarrion, stabilisce che Sandor lo affronti in un processo per singolar tenzone. Come seguace di R’hllor, Beric combatte con una spada magica dalla lama insanguinata, ma Sandor riesce a sconfiggerlo nonostante la sbronza e la paura del fuoco[9].

«Vi prego. Brucio. Aiutatemi. Qualcuno... qualcuno mi aiuti. Vi prego[9].» - La paura di Sandor per il fuoco.

La Fratellanza lo priva della maggior parte di ciò che trova in suo possesso, incluso quanto rimane delle monete frutto della sua vittoria al Torneo del Primo Cavaliere, e lo lascia libero, anche se gli viene concesso di tenere le sue armi, l’armatura e il suo cavallo da guerra, Straniero. Quando molti della Fratellanza stabiliscono che Sandor debba essere ucciso, Lord Beric dice che R’hllor deve avere un piano per il Mastino[10]. Clegane torna presto per reclamare il suo oro con la forza, e in quell’occasione incappa in Arya, proprio mentre la ragazza tenta di fuggire, e invece Sandor la rapisce[11], deciso a recarsi alle Torri Gemelle[12] per chiedere un riscatto a Robb Stark[13] in cambio della liberazione di Arya, ma i due arrivano proprio mentre si sta compiendo il massacro delle Nozze Rosse[14][15].

Clegane continua a tenere in ostaggio Arya nella speranza di trovare un altro parente al quale possa chiedere un riscatto. Con Delta delle Acque assediata dai Lannister e Nido dell’Aquila inespugnabile[16], la prospettiva di un riscatto svanisce, e i due passano un po’ di tempo vivendo in dure condizioni e spostandosi di villaggio in villaggio. Arya ogni notte continua a fare il nome del Mastino tra quelli di coloro che desidera uccidere.

Cercando rifugio alla Locanda dell’Incrocio, entrano in conflitto con due uomini di Gregor e con il loro Signore. Quando i due gruppi cominciano a discutere animatamente, Sandor uccide Polliver e trattiene Messer Sottile, ma viene ferito gravemente durante la battaglia a causa della fame e dell’ebbrezza. I due ne escono vincitori, e anche se Arya fascia le ferite di Sandor, queste si infettano rapidamente; continuando a odiarlo, Arya si rifiuta di concedergli la misericordia di una morte rapida. Abbandona Sandor a morire sotto un albero nei pressi del Tridente, e da questo momento il suo destino diventa incerto[17].

Il banchetto dei corvi

Rorge, Mordente e qualcun altro dei restanti Bravi Camerati viaggiano verso est in direzione della città di Padelle Salate, dove Rorge recupera e indossa l’elmo a forma di testa di cane rabbioso di Sandor Clegane dalla sua presunta tomba, e intraprende una brutale attività di brigantaggio attraverso la regione, che culmina nel violento Sacco di Padelle Salate.

Con le testimonianze che identificano il colpevole delle violenze solo dall’elmo, i crimini di Rorge vengono attribuiti a Sandor[18][19], cosa che si traduce nella diffusione di voci riguardo alle presunte atrocità commesse dal Mastino in tutta la regione[20].

Prima delle nozze del Re Tommen, Kevan Lannister si reca da Cersei accennandole che Sandor Clegane, secondo quanto si dice, si sarebbe unito al gruppo di fuorilegge guidato da Beric Dondarrion. La Regina è già informata della questione, avendo letto un rapporto riguardante il saccheggio di Padelle Salate per mano di alcuni fuorilegge, e del selvaggio stupro delle donne della città. Le informazioni sono arrivate da un Septon che si trova su un’isola molto vicina all’imboccatura del Tridente: la Regina legge che tra i fuorilegge c’era un bruto ringhiante con un elmo a forma di testa di cane[18]. Cersei suggerisce che Lancel Lannister sia incaricato di dare la caccia al Mastino, ma suo zio è contrariato dalla proposta insolente, e risponde che suo figlio non è l’uomo adatto per contrastare Sandor Clegane. Quando Cersei propone che sia lui stesso ad andare a cercare Clegane, Ser Kevan risponde: “Quando un cane diventa cattivo, la colpa è del padrone[18]”.

Rorge viene poi ucciso da Brienne di Tarth[21] alla Locanda dell’Incrocio. L’elmo a forma di testa di cane rabbioso entra in possesso di Lem Mantello di Limone quando la Fratellanza arriva alla locanda. Thoros di Myr consiglia a Lem di abbandonare l’elmo, essendo il simbolo della violenza di Sandor, ma il pungente Lem decide di non rinunciarci[22].

Prima della morte di Rorge, Brienne agisce in base alle informazioni ricevute da Timeon sul fatto che Sansa Stark sia stata rapita e portata lontano dal Mastino. Viaggiando con il Septon Meribald arriva a un monastero che si trova all’Isola Silenziosa. Sull’isola Brienne ha un colloquio privato con il confratello anziano del Monastero, raccontandogli della sua ricerca e del suo passato. Il confratello anziano la informa del fatto che il Mastino ha rapito l’altra lupa, la più giovane, Arya Stark.

Brienne è sconvolta dalla notizia, poiché credeva che Arya fosse morta da tempo. Il confratello anziano le dice di essere certo che Arya fosse con Sandor alla Locanda dell’Incrocio, quella gestita da Masha Heddle. Sa che erano diretti a Padelle Salate, ma oltre a questo le dice che è sicuro che il Mastino sia morto “Ucciso da una spada, come si addiceva alla sua vita”. Il confratello anziano ha bruciato personalmente il suo corpo, lasciando il suo elmo su un cumulo di pietre per segnare il luogo della sua sepoltura – un errore, dato che qualcuno deve aver trovato il suo elmo ed essersene impossessato, per poi andare insieme ad altri fuorilegge a depredare e stuprare a Padelle Salate. “Non li voglio chiamare lupi. I lupi sono molto più nobili, e anche i cani, credo[19].”

Il confratello anziano racconta a Brienne tutto quello che sa su Sandor Clegane. Poi continua nel racconto dicendo: «So qualcosa di questo Sandor Clegane. È stato per molto tempo al servizio del principe Joffrey, e anche allora avevamo sentito parlare delle sue gesta, sia buone che cattive. Se anche solo la metà di quanto abbiamo sentito è vero, si trattava di un'anima tormentata, un peccatore che si faceva beffe degli dèi e degli uomini. Serviva i potenti, ma non ne traeva alcun orgoglio. Combatteva per il regno, ma la vittoria non gli dava gioia. Beveva, così da annegare il dolore in un mare di vino. Non amava, né era amato. La cosa più profonda in lui era l'odio. Commise molti peccati, ma non chiese mai perdono. Gli altri uomini cercano amore, ricchezza, gloria: Sandor Clegane invece sognava di uccidere il proprio fratello, un peccato così terribile che al solo nominarlo mi sento tremare. Ma quello era il suo nutrimento, il combustibile che lo alimentava. Per quanto ignobile, la speranza di vedere sulla sua lama il sangue del fratello era tutto ciò per cui quella triste e furibonda creatura viveva... e anche questo gli venne sottratto quando il principe Oberyn di Dorne colpì ser Gregor con una lancia avvelenata[19]

Brienne nota che il confratello anziano sembra compatire Sandor. Egli conferma che è così, e che anche lei sarebbe stata mossa a compassione se lo avesse visto alla fine della sua vita, mentre urlava dal dolore e implorava il “dono della misericordia”. Aggiunge che il Mastino è morto tra le sue braccia, lasciando il suo grosso stallone nero, Straniero, nelle stalle. “Un nome blasfemo. Noi preferiamo chiamarlo Legno Vagante, come quello portato sulla spiaggia dalla marea, visto che lo abbiamo trovato vicino al fiume. Temo che abbia la stessa natura del suo vecchio padrone”. Brienne ripensa allo stallone nero che ha visto, ma comprende che i cavalli da guerra sono addestrati per mordere e scalciare. “In guerra erano un'arma, come gli uomini che li montavano. Come il Mastino[19]”.

Molti lettori della saga credono che nelle parole del confratello anziano ci siano indizi riguardo al Mastino. Sembrerebbe che il confratello anziano sia convinto che “il Mastino” sia solo un aspetto della personalità di Sandor, quello violento – nello stesso modo in cui il Ciabattino Celeste è un aspetto del Fabbro, che a sua volta è uno dei setti aspetti di un solo Dio – e che lo stesso Sandor Clegane potrebbe essere sopravvissuto e aver cominciato una nuova vita come novizio nel monastero di Isola Silenziosa. Alcuni lettori hanno riconosciuto Sandor nel novizio becchino intravisto da Brienne.

Qualche tempo dopo, durante una cena al Darry, Jaime Lannister viene a conoscenza, tramite alcuni dei suoi commensali, di alcune voci riguardanti Sandor Clegane. Jaime domanda loro cosa li renda così sicuri della presenza del Mastino a Padelle Salate. Pensa che quello che le persone al suo tavolo stanno descrivendo sembri più opera di Gregor Clegane che di Sandor. Jaime nutre forti dubbi riguardo a quelle voci, e pensa tra sé e sé:

«Sandor era duro e brutale, certo, ma il vero mostro di Casa Clegane era suo fratello maggiore, la Montagna che cavalca[20]

Durante la cena Ser Lyle Crakehall afferma di essere stato toccato dall’angoscia di Mariya Darry e Amerei Frey e da la sua parola che, una volta caduto Delta delle Acque, sarebbe ritornato a dare la caccia al Mastino e l’avrebbe ucciso per entrambe, aggiungendo che i cani non lo spaventano. Jaime pensa tra sé e sé che questo cane dovrebbe spaventarlo:

«Entrambi gli uomini erano grandi e possenti, ma Sandor Clegane era molto più rapido, e combatteva con una ferocia che ser Crakehall non poteva sperare di eguagliare[20]

Citazioni di Sandor

Questa caverna è oscura, ma qui sono io il terrore[9].
Sandor Clegane a Beric



Risparmiami i tuoi vuoti, ridicoli complimenti, ragazzina, e risparmiami anche i tuoi "ser". Io non sono un cavaliere. Io sputo su di loro e sui loro titoli. Il cavaliere è mio fratello.[23]
Sandor Clegane a Sansa



Eddard: «Questo ragazzo era a piedi disarmato, e tu l’hai colpito dal tuo cavallo.»

Sandor: «Si è messo a correre. Non è stato abbastanza veloce.[24]»

Sandor Clegane a Eddard Stark



Un mastino morirà per te, ma non ti mentirà mai. E ti guarderà dritto in faccia[5].
Sandor Clegane a Sansa


Uccidere è la cosa più dolce che ci sia[25].
Sandor Clegane a Sansa


Solo un uomo che ha provato il morso del fuoco sa cos’è l’inferno, quello vero.
Sandor Clegane a Sansa


I cani sono molto meglio dei cavalieri[5].
Sandor Clegane a Sansa


Perfino un cane si stanca di essere preso a calci.
Sandor Clegane ad Arya


Troppo vino. Ti piace il vino, uccelletto? Il vero vino? Una caraffa di rosso forte, scuro come il sangue, un uomo non ha bisogno d’altro. Di quello o di una donna[5].
Sandor Clegane a Sansa


Cane sciolto, adesso[16].
Sandor Clegane a un altro sopravvissuto alle Nozze Rosse, l’arciere in fin di vita al servizio di Ser Marq Piper


In culo Approdo del Re, in culo Gregor e in culo anche voi[17].
Sandor Clegane


Se gli dei esistono, per quale motivo hanno creato le pecore che vengono divorate dai lupi? Per quale motivo hanno creato i deboli con cui i forti si trastullano?
Sandor Clegane a Sansa


Non esistono veri cavalieri, così come non esistono dei. Se non sei in grado di proteggerti da solo, allora muori e cedi il passo a quelli che ci riescono. Duro acciaio e braccia forti, ecco quello che domina il mondo. E farai meglio a non credere a nulla di diverso.
Sandor Clegane a Sansa


Dimmi, ragazzina, a che cosa pensi che serva un cavaliere? Magari ad accettare il favore delle nobili signore, a fare bella figura in una corazza placcata d'oro? Un cavaliere serve per uccidere! Ho ucciso il mio primo uomo a dodici anni. Ho perso il conto di quanti altri ne ho uccisi dopo quel momento. Alti lord dai nomi antichi, grassi uomini ricchi vestiti di velluto, cavalieri gonfi d'onori come otri di vino, donne, bambini, sì, anche loro... Carne, nient'altro che carne, e io sono il macellaio. Che si tengano pure le loro terre e i loro dei e il loro oro. Che si tengano anche i loro ser[25].
Sandor Clegane a Sansa


Citazioni su Sandor

Non è un vero cavaliere ma mi ha salvato lo stesso. - disse alla Madre- Salvalo, se puoi, e placa la furia dentro di lui.
Sansa Stark


Sandor Clegane era un uomo tormentato[26].
Thoros di Myr


Famiglia

 
 
 
 
 
Fondatore di Casa Clegane
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Clegane Sconosciuto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Sandor Clegane
 
Figlia sconosciuta
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Fonti e Note


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