La danza dei draghi-Capitolo 35


Jon VII
La danza dei draghi
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PDVJon
LuogoCastello Nero
Foresta Stregata
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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Il Lord Comandante Jon Snow si reca con un’ampia scorta nella Foresta Stregata per permettere a sei reclute di prestare giuramento di fronte agli alberi-diga, al cospetto degli Antichi Dèi. Rientrato al Castello Nero con un nuovo gruppo di bruti macilenti, Jon trova ad aspettarlo un messaggio di re Stannis. La lettera gli procura sia sollievo che nuove inquietudini.



Sinossi

Ridisceso dalla Barriera in compagnia di Edd l’Addolorato, Jon Snow si accinge a lasciare il Castello Nero al fine di condurre sei reclute nella Foresta Stregata, ove esse potranno prestare il loro solenne giuramento nella radura degli alberi-diga. Temendo un attacco dei bruti, Bowen Marsh tenta di dissuadere il Lord Comandante dall'intento, ma questi è irremovibile: le reclute hanno liberamente scelto gli Antichi Dèi, hanno scelto gli alberi nonostante tutti i rischi che ne derivano, e davanti agli alberi pronunceranno i voti.

Jon porta con sé il suo metalupo Spettro, Emmett il Ferrigno ed i ranger più esperti e fidati. Quando il gruppo è ormai giunto in prossimità della radura, Tom Barleycorn, recatosi in avanscoperta, avvisa il Lord Comandante della presenza di nove bruti che sembrano morti o addormentati, fra cui vi sono diverse donne ed un gigante. I Guardiani della Notte sfoderano le spade pronti a difendersi, ma quel che si trovano a fronteggiare non è una vera minaccia: eccezion fatta per il gigante, il gruppo consta di due cadaveri, una madre con un bambino, due anziani, un thenn ferito e un uomo dei piedi di corno che probabilmente non potrà più camminare. Cinghia, che conosce l’Antica Lingua, interloquisce con il gigante spiegando che non vogliono combattere e che sono giunti in tal luogo per pregare i loro stessi dèi. Il gigante lascia dunque cadere la mazza che tiene in mano, i confratelli rinfoderano le spade e le reclute sono pronte per prestare giuramento.

Durante la cerimonia rituale, Jon non può che provare un forte senso di comunanza nei confronti dei propri compagni, nonché di solidarietà per i bruti attorno a loro. Nelle preghiere che leva, in silenzio, ai suoi déi, il Lord Comandante chiede coraggio per affrontare le difficoltà e discernimento per adempiere ai suoi doveri. Nonostante i suoi voti lo leghino alla confraternita escludendo qualsiasi altro legame, pure di sangue, il giovane riserva una preghiera alla sorellina Arya, che sta andando incontro ad un feroce destino: esser costretta a sposare Ramsay Snow.

Il viaggio di ritorno al Castello Nero si rivela più lungo del previsto, in quanto il gigante avanza a fatica tra i rami e le fronde innevate della Foresta Stregata e gli altri bruti, stanchi e mezzi congelati, non possono che procedere con lentezza. Inoltre, su insistenza di Jon, il gruppo trasporta alla Barriera anche i due corpi senza vita, che il lord Comandante progetta di confinare nelle celle di ghiaccio. Ciò non fa che rallentare maggiormente la comitiva. Tuttavia, bruti e confratelli giungono infine incolumi al Castello Nero.

Rientrato nelle sue stanze, Jon trova una lettera chiusa da un timbro di ceralacca dorata con impresso un cervo all’interno di un cuore fiammeggiante: l’emblema di Stannis. Il re lo informa della sua vittoria nel Sud, a Deepwood Motte, in uno scontro che ha visto la disfatta degli Uomini di Ferro. Di seguito, riferisce che sta ritornando al Nord con le sue truppe per affrontare i Bolton e che, se potrà, salverà sua sorella Arya, attualmente a Grande Inverno in vista delle nozze con Ramsay. Jon è assalito da un misto di emozioni contraddittorie. È felice nell’apprendere che i Greyjoy sono stati battuti e che Stannis ha avuto un pensiero per lui e per la sua famiglia, ma il suo essere è tormentato da una raffica di domande: e se Arya non fosse a Grande Inverno, ove il sovrano è ora diretto? Se stesse davvero fuggendo, come avvistato da Melisandre nelle fiamme? E Mance Rayder e le sue mogli di lancia? Riusciranno a trovarla, ovunque ella sia, e a trarla in salvo come promesso? E se Roose Bolton non avesse Arya, ma si trattasse tutto di una trappola ai danni di Stannis? Jon deve riconoscere che ha stima di Mance, ma egli rimane uno spergiuro e un voltagabbana. Né si è mai fidato della Donna Rossa, eppure sta contando su entrambi: la sua sorellina è nelle loro mani. Tali apprensioni si uniscono ai dilemmi e alle responsabilità che gli derivano dalla posizione di Lord Comandante. C’è bisogno di aprire nuovi fortilizi per ospitare i bruti e c’è bisogno di oro per procurarsi vetro di Myr col quale fabbricare serre per la coltivazione di ortaggi.

Con una certa nostalgia, Jon ripensa ai suoi giorni di bambino, quando sognava di emulare il suo eroe, Daeron il Giovane Drago, conducendo i suoi uomini alla gloria come ha fatto quest’ultimo conquistando Dorne. Ora è cresciuto ed ha ottenuto la Barriera ma, al contempo, è assalito da innumerevoli dubbi, un nemico contro il quale, per il momento, non sembra poter avere la meglio.


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Ultima modifica il 20 lug 2015 alle 21:15