La danza dei draghi-Epilogo

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
(Reindirizzamento da A Dance with Dragons-Epilogue)


Epilogo 
La danza dei draghi
Copertina12.jpg
PDVEpilogo
LuogoApprodo del Re
Cronologia dei capitoli (Tutti)


Daenerys X ← [[La_danza_dei_draghi-Epilogo|Epilogo  ]]


Sull’Occidente è ormai calato l’inverno. Nella capitale dei Sette Regni, il Concilio Ristretto si riunisce e affronta le questioni più impellenti del reame. Il lord reggente Kevan Lannister sta a poco a poco rimediando agli errori commessi dalla nipote, ma c’è chi, non vedendo di buon occhio il suo operato, trama contro di lui nell’ombra.


Indice


Sinossi

Per volere del lord reggente Kevan Lannister, il Concilio Ristretto si riunisce nella sala del trono della Fortezza Rossa. Sia Margaery Tyrell che Cersei Lannister sono assenti e non c’è nemmeno il re bambino Tommen; è meglio che il giovane sovrano passi più tempo possibile con la propria madre prima del processo che potrebbe comportare la di lei esecuzione. Ronnet Connington, lord di Posatoio del Grifone, giura di fronte al concilio di essere leale al Trono di Spade e di non aver nulla da spartire con lo zio Jon Connington e con il pretendente Targaryen che egli ha portato con sé in Occidente. Connington è sbarcato nelle Terre della Tempesta insieme alla Compagnia Dorata e, nella marcia su Capo Tempesta, il suo esercito ha assaltato città e villaggi.[1] Ronnet chiede di poter dimostrare la sua fedeltà combattendo contro i nemici di Tommen, ma Mace Tyrell, il Primo Cavaliere del Re, non intende permetterglielo; è meglio che se ne stia nel suo castello, per il momento. Mace propone inoltre di mandare alla Barriera tutti i guerrieri un tempo al servizio di Gregor Clegane, brutali soldati che meritano solo di prendere il nero.

Come Cersei prima di lui, Kevan comincia ad essere infastidito dale pretenziose richieste di Mace Tyrell. Ciononostante, egli comprende che non può contrastare apertamente il Primo Cavaliere; Tyrell e il suo vassallo Randyll Tarly hanno dato ad Approdo del Re un intero esercito, mentre l’armata dei Lannister è ancora di stanza nelle Terre dei Fiumi. Non senza una certa riluttanza condivisa da Tarly, Tyrell annuncia di volersi occupare di Connington e del pretendente ragazzino al termine del processo di sua figlia Margaery. Tyrell chiede dunque perché Tommen non possa decretare sin da subito l’innocenza di Margaery e Kevan risponde che, in un momento in cui gli Uomini di Ferro stanno razziando le coste occidentali, il rifiuto delle imposizioni del Credo farà di certo cadere tutti loro nelle grinfie di Connington o di Stannis Baratheon. Mace Tyrell obietta che Paxter Redwyne, il Maestro della Flotta, ricaccerà con successo gli invasori in mare e che Stannis sta affrontando due nemici altrettanto temibili, Roose Bolton e il clima freddo e ostile del Nord. Inoltre, Tyrell non ritiene che Jon Connington e gli esuli della Compagnia Dorata rappresentino una minaccia tanto grande per il reame; ricorda bene quando Aerys ha nominato Connington suo Primo Cavaliere e di come questi si sia dimostrato indegno dell’alto officio, fallendo nel tentativo di uccidere Robert Baratheon nella Battaglia delle Campane. Tuttavia, Kevan è convinto che gli anni abbiano reso Connington più saggio, cauto e pericoloso.

Il concilio concorda che Connington e il suo pretendente debbano essere presto debellati per evitare che Daenerys Targaryen lasci Meereen e unisca le sue forze alle loro. Pycelle propone di offrire del denaro alla Compagnia Dorata; l’oro fa sempre gola ai mercenari. Il nuovo Maestro del Conio, Harys Swyft, si oppone però al piano del gran maestro. A causa della cattiva amministrazione di Cersei, le casse reali sono quasi vuote. La Banca di Ferro di Braavos preme per riavere il suo denaro, le nuove richieste di prestito inviate a Myr sono rimaste inascoltate e la speranza di rimpinguare il tesoro della corona con le leggendarie ricchezze di Roccia del Drago è svanita con la cattura di Loras Tyrell. Risentito, Mace Tyrell osserva che Loras ha setacciato il castello da cima a fondo, senza trovare la più minima di traccia di oro e di gemme, né tantomeno di uova di drago. Kevan pensa che Loras, un giovane impulsivo e incline a giudizi affrettati, non abbia messo troppo impegno nella sua ricerca, specialmente dopo esser stato ferito. La fortezza di Roccia del Drago, poi, è stata costruita con incantesimi di Valyria e, pertanto, il luogo potrebbe celare segreti in ogni angolo. Il lord reggente accantona l’argomento adducendo l’ipotesi che Stannis possa aver portato il tesoro con sé quando è fuggito dall’isola con la sua famiglia. Infine, Kevan suggerisce a Harys di chiedere un prestito agli strozzini di Pentos o, in alternativa, di andare a Braavos per trattare di persona con la Banca di Ferro.

La discussione si volge dunque agli imminenti processi. Kevan informa il concilio che Cersei ha chiesto un duello per singolar tenzone e che Ser Robert Strong sarà il suo campione. Tyrell e Tarly non nascondono i sospetti che nutrono nei confronti del misterioso cavaliere, sospetti condivisi pienamente dallo stesso Ser Kevan. Meryn Trant dice di non aver mai visto Strong mangiare né bere e Ser Boros Blount sostiene di non averlo mai visto usare la latrina. Sia Kevan che gli altri presagiscono chi Robert Strong possa essere, ma il lord reggente mette a tacere le proteste di Mace osservando che, se Cersei risulterà colpevole durante il processo, la legittimità dei suoi figli sarà messa in dubbio e, con essa, vacilleranno anche i diritti di Margaery in qualità di regina consorte del Trono di Spade. La vittoria di Cersei è quindi nell’interesse di tutti. Ser Kevan assicura che, ad ogni modo, anche se sarà dichiarata innocente, la nipote verrà rimandata a Castel Granito e non potrà più occuparsi dell’educazione di Tommen.

Il concilio si scioglie con la promessa di tornare a riunirsi entro cinque giorni per discutere cause minori come l’eredità della Casa Rosby e la disposizione delle nozze di Myrcella con Trystane Martell. Mace Tyrell si oppone al matrimonio e si offre di trovare un altro partito per la principessina sfregiata. Kevan intuisce che Tyrell sta pensando al suo figlio storpio, Willas, e rigetta la proposta con l’avvertimento che lo scioglimento del patto nuziale darebbe a Doran Martell il pretesto per schierarsi con Connington. A tal punto, Harys Swyft suggerisce di lasciare che siano i dorniani a fronteggiare Connington e il suo pretendente. Kevan si trova d’accordo: questo risparmierà loro molti guai e preoccupazioni. Dopo che Tyrell e Tarly se ne sono andati, Pycelle prega Kevan di dargli una scorta nel timore che il Primo Cavaliere possa recargli danno per via della parte da lui avuta nelle accuse rivolte da Cersei a Margaery. Kevan rifiuta, ritenendo che le paure del gran maestro siano infondate.

Nella capitale nevica copiosamente. Kevan si ritira nelle sue stanze per scaldarsi di fronte al fuoco acceso. Soppesa la possibilità di ammettere suo figlio Lancel nella Guardia Reale per porre fine al digiuno e alle penitenze che egli si sta infliggendo. Nei pensieri del lord reggente s’insinua dunque la nipote Cersei, che egli rivede bella e dolce nei suoi anni di ragazza. Kevan pensa che, se Aerys avesse accettato di dare Cersei in sposa a suo figlio Rhaegar, il principe del Drago non si sarebbe invaghito di Lyanna Stark. Forse, se fosse andata così, molte vite sarebbero state risparmiate. Tra sé e sé, Kevan paragona il cammino di pentimento affrontato da Cersei con quello a cui Tywin ha costretto, in passato, l’amante di loro padre. Tywin non avrebbe mai potuto immaginare che alla sua figlia dorata e splendente sarebbe accaduta una cosa simile ma, d’altra parte, ciò si è rivelato giusto e necessario. Il Credo dev’essere accontentato e una Cersei non sottoposta a giudizio avrebbe finito col corrompere Tommen proprio nel modo in cui ha già fatto con il defunto Joffrey.

Kevan cena con Cersei e il piccolo Tommen nella stanze della regina reggente. Dopo il cammino della vergogna, Cersei è più calma e docile, come una leonessa che ha perso gli artigli. Kevan ritiene che sia un buon segno. La donna chiede cortesemente di poter riavere con sé l’amica Taena Merryweather dopo il processo ed esprime il desiderio che anche il figlio della sua dama di compagnia venga a corte, per poter diventare compagno di giochi di Tommen. Cersei chiede inoltre notizie dei suoi fratelli, ma Kevan sa soltanto che Jaime si è allontanato senza scorta nelle Terre dei Fiumi, insieme a una donna che potrebbe essere Brienne di Tarth. Di Tyrion, nessuno sa nulla. Kevan riferisce che ha fatto incarcerare i fratelli Kettleblack con l’accusa di aver fornicato con la regina. Se essi confesseranno, verranno mandati alla Barriera. Al contrario, dovranno affrontare in duello il campione di Cersei, Ser Robert Strong.

Giunge un messaggero che riferisce che il Gran Maestro Pycelle ha chiesto di Kevan. Il lord reggente raggiunge le stanze del gran maestro, ove trova un corvo bianco appollaiato ad una finestra. Il volatile è arrivato dalla Cittadella per marcare il cambio di stagione: l’inverno è sceso sul reame. Gli appartamenti di Pycelle sono immersi nell’oscurità e non c’è traccia del gran maestro. Kevan si volta per andarsene, ma è colpito da un dardo di balestra. Cerca di chiamare aiuto, ma poi scorge Pycelle seduto al tavolo. Sembra che stia leggendo. In realtà, è morto. Per un momento, Kevan pensa che il colpevole sia suo nipote Tyrion, ma dalle tenebre emerge Varys, il Ragno Tessitore. Varys spiega a Kevan che non ce l’ha con lui: egli è un brav’uomo, ma sta servendo la causa sbagliata. La regina Cersei era quasi riuscita a sfaldare l’unità dei Sette Regni, ma il lord reggente ha eccellentemente rimediato al suo errore. Questo, secondo Varys, non è negli interessi del regno. Cersei accuserà di certo i Tyrell per l’omicidio dello zio e, da parte loro, i Tyrell accuseranno la regina reggente. Dorne si opporrà apertamente a re Tommen ed Aegon VI Targaryen renderà nota la sua presenza a Capo Tempesta; la stirpe del Drago sta per risorgere.

Kevan ribatte che il figlio del principe Rhaegar è morto durante il Sacco di Approdo del Re, ma Varys racconta un’altra versione della storia. Aegon è sopravvissuto ed è stato istruito sin dalla nascita perché un giorno sieda sul Trono di Spade. Nei suoi anni d’esilio, il ragazzo si è allenato con le armi, ha conosciuto la fame e ha imparato a cavarsela da solo. Soprattutto, ha compreso che regnare è un suo dovere, non un suo diritto, e che un re deve sempre mettere la sua gente al primo posto. A questo punto, Varys ordina ad alcuni dei suoi "uccelletti", rimasti appostati nel buio, di uscire e di fare quanto necessario. Armati di pugnali, gli uccelletti finiscono Kevan.


Lista dei personaggi

Apparsi


Menzionati


Luoghi e termini menzionati


Fonti

  1. La danza dei draghi, Capitolo 61, Il Grifone Risorto (Griff II).
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti