Ali d’Argento

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Ali d’Argento
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Ali d’Argento sorvola la Barriera cavalcata dalla regina Alysanne – by Green Ronin Publishing©

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Alysanne Targaryen
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Drago

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La principessa e la regina – Menzionata
Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Menzionata
Tempesta di spade – Menzionata
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Alysanne la Buona e Ali d’Argento presso Corona della Regina – by guad©

Ali d’Argento è il drago femmina della regina Alysanne Targaryen. Le due sorvolano insieme la Barriera duecento anni prima degli avvenimenti narrati ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.[1][2] Ali d’Argento viene anche impiegata in battaglia nella guerra civile nota come Danza dei Draghi.


Indice


Storia

Mentre è in visita a Grande Inverno con il marito re Jaehaerys I, la regina Alysanne Targaryen, annoiandosi, balza in groppa al suo drago Ali d’Argento e vola verso nord, diretta alla Barriera e sostando presso Corona della Regina durante il viaggio. [3][1] Re Jaehaerys la segue sul suo drago Vermithor.[4]

Vermithor e Ali d’Argento sono legati al pari dei coniugi che li cavalcano. Anche parecchi anni dopo la morte di re Jaehaerys e della regina Alysanne, i due draghi possono essere visti corteggiarsi ed accoppiarsi nei campi.[4]

Allo scoppio della guerra civile, Ali d’Argento è fra i draghi da monta che, in uno stato semi-selvaggio, popolano il Monte del Drago (il vulcano la cui attività ha dato origine all’isola di Roccia del Drago) e che i neri cercano di domare al fine di servirsene in battaglia. Infine, Ali d’Argento si lascia cavalcare da Ulf il Bianco.[4]

Ali d’Argento prende parte e sopravvive alla Battaglia del Condotto. Insieme ad altri tre draghi, Vermithor, Ladro di Pecore, Vermax e Mare Infuocato, plana all’attacco della flotta da guerra che porta i vessilli delle Tre Figlie.

Prima d'affrontare l’armata della Casa Hightower, che si sta avvicinando a Tumbleton marciando lungo la Strada delle Rose, Ali d’Argento, Caraxes, Vermithor e Ladro di Pecore si fanno una tana nella Fossa del Drago. Tuttavia, nella Prima Battaglia di Tumbleton, Ulf il Bianco e Hugh Martello cambiano schieramento e usano il fuoco dei draghi contro l’esercito di Rhaenyra. Le lingue di fuoco si abbattono anche sulla città, bruciando ogni cosa. I Due Traditori cercano il favore dei verdi, nell’intenzione di prendersi Castel Granito e Alto Giardino, ma il comandante Hightower muore in battaglia e, quindi, l’armata resta schierata a Tumbleton per escogitare la prossima mossa.[4]

Giunge notizia dell’ assalto alla Fossa del Drago di Approdo del Re e della Danza su Harrenhal, nella quale sia Vhagar che Caraxes hanno trovato la morte. Ora, gli unici draghi che possono essere cavalcati sono Sunfyre (mutilato e ritenuto morto), Ladro di Pecore (scomparso), Danzatore di Luna (a malapena grande abbastanza per essere montato), Mare Infuocato e Tessarion (sufficientemente grandi per la battaglia, ma comunque troppo piccoli e giovani in confronto a Vermithor e Ali d’Argento). Preso atto di ciò, Hugh Martello decide di autodichiararsi re e comandante dell’armata verde a Tumbleton. Il principe Daeron, presente sul campo assieme al suo drago Tessarion, si sente oltraggiato. Quando chiede motivazioni, Hugh risponde rudemente che i suoi diritti di proclamarsi re sono pari a quelli di Aegon il Conquistatore; infatti, come quest’ultimo, egli dispone del drago più grande e potente rimasto. Dato che Tessarion non può sperare di competere con le forze congiunte di Vermithor e Ali d’Argento, Daeron desiste dallo sfidare Hugh, ma comincia ad ordire il suo assassinio con l’aiuto dei Rostri, i cospiratori che ri riuniscono nella locanda dei Rostri Insanguinati.[4]

All’insaputa dell’armata verde accampata presso Tumbleton, Addam Velaryon sorvola le Terre dei Fiumi in groppa al suo drago Mare Infuocato, nell’intenzione di riunire le forze disperse dei neri di Rhaenyra. Infine, egli riesce a radunare ben 4.000 unità. Addam è determinato a dimostrare a Rhaenyra la sua lealtà, messa in discussione dai Due Traditori, poiché anch’egli come loro è un bastardo. L’esercito dei verdi, convinti che i neri siano ormai sconfitti, sono colti di sorpresa quando Addam sferra un temerario contrattacco nel cuore della notte: la Seconda Battaglia di Tumbleton. Il principe Daeron e Hugh Martello sono uccisi prima di poter salire in groppa ai loro draghi, mentre Ulf il Beone, ubriaco marcio, dorme in una locanda per tutto il tempo dello scontro. Vermithor e Tessarion, rimasti senza più nessuno a cavalcarli, affrontano Mare Infuocato in uno scontro atroce. Il risultato è che Vermithor affonda le zanne nel collo dell’avversario, decapitandolo. Il possente drago tenta poi di alzarsi in volo, con il bottino di guerra stretto nelle fauci mostruose, ma le sue ali lacere non possono più sollevarlo. Dopo qualche istante, il temibile Vermithor crolla a terra morto. Tessarion, a sua volta mortalmente ferita, spira di lì a poco.[4]

Per tutto il tempo della battaglia, Ali d’Argento, senza più nessuno a montarla, si è librata in alto, tenendosi fuori dalla portata delle frecce ed evitando l’intero scontro. I cantastorie raccontano che, poi, a notte fonda, essa ridiscenda accanto ai suoi simili trucidati e che cerchi di sollevare con il muso un’ala di Vermithor nella speranza ch’esso possa tornare a volare. Tuttavia, l’Arcimaestro Gyldayn asserisce che si tratti di una leggenda.[4]

I neri, in mancanza d’equipaggiamento adeguato, si ritirano nella notte al termine della battaglia. Nel frattempo, i Rostri sopravvissuti portano avanti il piano per eliminare Ulf il Bianco. Quest’ultimo dichiara che, defunto Hugh, sarà lui il comandante delle loro truppe una volta che avranno preso Approdo del Re. Lord Unwin Peake e Ser Hobert Hightower riescono a fargli bere del vino avvelenato, anche se ciò comporta la morte dello stesso Ser Hobert, il quale ne beve a sua volta un bicchiere perché Ulf non s’insospettisca. A tal punto, Lord Peake sostituisce Hobert come comandante e offre mille dragoni a qualsiasi cavaliere di nobili natali che riesca nell’impresa di domare Ali d’Argento. Tuttavia, nessuno risulta vittorioso. Di fronte alla diserzione in massa, Lord Peake ordina dunque la ritirata nell’Altopiano delle sue truppe decimate e massacrate.[4]

Al concludersi della Danza, sopravvivono soltanto quattro draghi: Ali d’Argento, Luce del Mattino, il cui uovo si è schiuso appena qualche mese prima della fine della guerra, il Cannibale e Ladro di Pecore (entrambi scomparsi). Ad ogni modo, Ali d’Argento, resa selvaggia dal dolore per la perdita di Vermithor fugge sul Lago Rosso (a nord-ovest dell’Altopiano), ove si costruisce un rifugio e caccia e uccide a suo piacimento.[5]

Si dice che l’ ultimo dei draghi muoia nel 153 CA, solamente ventidue anni dopo la fine della Danza e durante il regno di Aegon III Targaryen, conosciuto per questo come “la Rovina dei Draghi”. Se ne deduce, quindi, che Ali d’Argento spiri ad un certo punto nell’arco di tempo tra l’esaurirsi della guerra civile e la scomparsa dell’ultimo drago. Le cause della sua morte sono tuttora sconosciute.


Tempesta di Spade

Bran Stark nomina Ali d’Argento a Meera e Jojen Reed una volta che il gruppo giunge a Corona della Regina. [3]

Jon Snow parla ad Ygritte della visita fatta molti anni prima dalla regina Alysanne alla Barriera. [1]


Il Banchetto dei Corvi

Samwell Tarly, mentre ridiscende a terra nella gabbia dell’argano, si chiede se Ali d’Argento possa aver lasciato un uovo alla Barriera. [2]


Personaggi che cavalcano Ali d’Argento


Fonti e note


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