Alto Septon

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Un Alto Septon con la sua corona di cristallo - by Amoka©

L'Alto Septon è il sommo officiante del Culto dei Sette Dèi. In origine, l'Alto Septon amministra il clero dal Tempio Stellato di Vecchia Città. La situazione cambia con l'invasione di Aegon Targaryen: l'Alto Septon dell'epoca incorona personalmente il Drago e la sede del Credo viene spostata ad Approdo del Re, capitale dei Sette Regni unificati.[1]


Indice


Posizione

L'Alto Septon e i Più Devoti si riuniscono nel Grande Tempio di Baelor di Approdo del Re, un imponente edificio di marmo bianco sul quale svettano sette torri di cristallo.

Nel corso della storia, gli alti septon si rivelano spesso un ostacolo ed un pericoloso rivale per la famiglia Targaryen, la dinastia sul Trono di Spade, specialmente durante il regno di Maegor il Crudele.[2]

Per tradizione, sono i Più Devoti a nominare un nuovo Alto Septon alla morte del precedente ma, in passato, i re Targaryen sono talvolta intervenuti nella scelta. Il caso più significativo al riguardo è quello di re Baelor il Benedetto, il quale rende Alto Septon uno scalpellino e, più tardi, un bambino di otto anni.[3]

Una volta investiti della carica, gli alti septon rinunciano al titolo di famiglia, nel caso siano di nobili origini, e al proprio nome di nascita. Questo perché l'Alto Septon, più che una persona, è visto come la personificazione degli dèi. Da ciò derivano le difficoltà nel distinguere e ricordare gli alti septon della storia ed anche quelli odierni: ci si riferisce a loro semplicemente chiamandoli "lo scalpellino" o "il Grasso" o, ancora, "quello prima dell'Alto Septon grasso." Solitamente, gli alti septon officiano le celebrazioni indossando una corona d'oro e di cristallo.


Alti Septon della storia


Eventi recenti

Il Trono di Spade

L'Alto Septon, soprannominato "il Grasso" per la sua obesità, è già in carica da diversi anni. Molti lord e paesani lo considerano un uomo corrotto.[4]


Lo scontro dei re

Il grasso Alto Septon rimane ucciso nelle Sommosse di Approdo del Re.[5] La sua corona di cristallo viene rubata e fatta a pezzi.


Tempesta di spade

Il nuovo Alto Septon, scelto da Tyrion Lannister[4], celebra le nozze tra re Joffrey I Baratheon e Margaery Tyrell. Indossa una sfarzosa corona di cristallo, dono di Lord Tywin Lannister.[6]


Il banchetto dei corvi

L'Alto Septon di Tyrion è ritenuto un debole ma anche un brav'uomo. Egli prega con Ser Lancel Lannister quando questi, ferito, è sospeso tra la vita e la morte. Lancel confessa i suoi peccati al ministro della fede, affermando di essere andato a letto con la regina Cersei Lannister e di aver dato a re Robert I Baratheon un vino troppo forte, cosa che ha contribuito alla morte del sovrano. L'Alto Septon dice al giovane di perdonare Cersei. Quest'ultima ordina l'uccisione dell'uomo di culto nel timore che egli possa pronunciarsi contro di lei. Osney Kettleblack s'intrufola nel Grande Tempio di Baelor e lo soffoca nel sonno con un cuscino.[7]

Il nuovo Alto Septon è conosciuto come l'Alto Passero in quanto uno dei "passeri", i poveri membri della fede profughi della Guerra dei Cinque Re.[7][8] Per sua iniziativa, viene ripristinato il Credo Militante.

Uomo devoto e dalla volontà di ferro, l'Alto Passero vende i tesori del clero, fra cui anelli e corone, per guadagnarne denaro da dare ai poveri.[8] Fa inoltre arrestare sia la regina Margaery Tyrell che la regina reggente Cersei Lannister in seguito alle accuse d'infedeltà e adulterio a carico delle due donne.[9][10]


La danza dei draghi

L'Alto Passero fa percorrere a Cersei Lannister il cammino del pentimento affinché alla regina reggente sia dato di espiare i suoi crimini e peccati.[11]


Citazioni

Il nostro buon Alto Septon, la voce stessa degli dèi su questa terra, fu portato via anche lui, assieme a un terzo dei Più Devoti e a quasi tutte le nostre Sorelle del Silenzio.[12]
Sefton rivolto a Dunk, riguardo alla Grande Epidemia di Primavera



L'Alto Septon parla a nome dei Sette sulla terra. Colpendo lui è come se colpissi gli dèi stessi.[13]
Kevan Lannister rivolto a Cersei



Fonti e note


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