Barth

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
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Barth
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Titoli

Septon
Primo Cavaliere del Re

Affiliazione

Culto dei Sette Dèi
Casa Targaryen

Data di morte

99 CA

Libri

The Rogue Prince – Menzionato
Tempesta di spade – Menzionato
Il banchetto dei corvi – Menzionato
La danza dei draghi – Menzionato
Il mondo del ghiaccio e del fuoco - Menzionato

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Barth è un septon ed il Primo Cavaliere di re Jaehaerys I Targaryen.


Indice


Storia

Figlio di un umile maniscalco, Barth è descritto come un uomo dalla mente brillante, ma che si esprime con estrema semplicità. Sin dai primi tempi della sua consacrazione ai Sette, viene notato per la sua spiccata intelligenza, in merito alla quale è scelto dal re in persona per occuparsi della ricca biblioteca della Fortezza Rossa.[1]

Re Jaehaerys, appassionato lettore, passa diverso tempo con Barth, col quale intreccia, infine, un rapporto di profonda fiducia, che porta alla decisione del sovrano di rendere il septon suo Primo Cavaliere. Sono parecchi i nobili a sentirsi oltraggiati di fronte alla scelta di riservare la nomina al semplice figlio di un maniscalco. Ad ogni modo, Barth si rivela più che all’altezza del prestigioso e arduo incarico affidatogli. Resta in servizio sino al giorno della sua morte, amministrando il regno lealmente e saggiamente per ben quarant’anni, un tempo di prosperità e giustizia.[2][2]

Con l’aiuto di Barth, re Jaehaerys riforma il reame come nessun altro sovrano prima di lui. Innanzitutto, istituisce un unico codice normativo, cosicché, dal Nord alle Terre Basse, ogni individuo risponda a leggi comuni. Vengono poi realizzati importanti interventi urbanistici nella città di Approdo del Re, come la creazione di pozzi, fogne e canali di scolo, essenziali per l’igiene e la salute degli abitanti. Barth è inoltre inviato a Vecchia Città per concludere un accordo fra il Trono di Spade e il Credo. Il patto vieta ai ministri della Fede di tenere processi giudiziari e, allo stesso tempo, assicura la protezione dei consacrati da parte del re. La profonda frattura fra clero e corona, generatasi con la Rivolta del Credo Militante, viene dunque risanata.[1]

Tra i più grandi affetti di re Jaehaerys, oltre all'amata sorella e moglie Alysanne e ai figli avuti con lei, vi è senza alcun dubbio Barth, il suo più grande amico. Nessun altro individuo d’umili natali è stato elevato ad una così alta carica nella storia del Continente Occidentale.[1]


Scritti

A Barth si deve un importante corpus di testi sui draghi dal titolo Draghi, idre e viverne: la loro storia innaturale. Quando il Vecchio Re si trova alla fine dei suoi giorni, è la futura regina Alicent Hightower ad assisterlo. Fra i libri da lei letti al suo capezzale, ci sono anche opere di Barth.[1]

Barth è tuttora considerato più stregone che septon da coloro che non amano la sua figura.[3] Re Baelor I Targaryen dà ordine di bruciare tutti gli scritti del “falso” septon, ma alcuni frammenti sono scampati al rogo.[4]

Appare improbabile che le opere di Barth siano arrivate al di là del Mare Stretto.[3]

Barth sostiene la tesi che i draghi siano creature ermafrodite, di sesso né maschile né femminile.[5] Barth, Munkun e Thomax hanno opinioni differenti circa le abitudini riproduttive di questi animali.[3]


Riferimenti nei libri

Tempesta di spade

Quando Davos Seaworth si sente a disagio nel nuovo ruolo di Primo Cavaliere di Stannis Baratheon per via delle sue origini, viene rincuorato da Maestro Pylos, il quale gli racconta che Septon Barth, l’umile figlio di un maniscalco, ha saputo affiancare il re molto meglio di tanti altri primi cavalieri d’alto lignaggio.[2]


Il banchetto dei corvi

A Braavos, Maestro Aemon, ormai in fin di vita, sente parlare di Daenerys Targaryen e dei suoi draghi. L’anziano uomo dice dunque a Samwell Tarly che la ragazza, nata dal fumo e dal sale, è il principe della profezia. Tutti si aspettano un uomo, ma il termine in alto valyriano per "principe" è neutro. Inoltre, i draghi sono la prova lampante di ciò: riprendendo un’osservazione di Barth, Aemon asserisce che i draghi non sono né maschi né femmine, poiché la loro natura è mutevole quanto il fuoco.[5]

A bordo della Vento di Cannella, i pensieri del saggio Aemon si fanno confusi e deliranti. Chiede a Sam di leggergli un libro di Barth, ma ciò è impossibile, dato che gli scritti del septon sono stati bruciati per ordine di Baelor il Benedetto.


La danza dei draghi

A bordo della Fanciulla Pudica, mentre lavora al suo libro sui draghi, Tyrion Lannister ripensa ai vari scritti consultati al riguardo. Dieci anni prima, ha letto un frammento della Storia innaturale di Septon Barth, sfuggito a re Baelor I. Non nutre tuttavia alcuna speranza di riuscire a trovare copie dell'opera nel Continente Orientale.[3]

Fuori dale mura di Meereen, lungo la strada che conduce all’accampamento dei Secondi Figli, Tyrion vede che i ribelli di Yunkai si preparano a difendersi nel caso riappaia Drogon. Il Folletto ricorda quel che diceva Barth: la morte esce dalla bocca di un drago, ma non entra per quella medesima via. Uccidere un drago non è affato semplice.[6]


Citazioni

Quanto al lignaggio, spesso i re del drago sceglievano i Primi Cavalieri tra i consanguinei, ottenendo i risultati più opposti, da Baelor Lancia Spezzata a Maegor il Crudele. Per contro, c'è stato Septon Barth, figlio di un fabbro ferraio, che il Vecchio Re scelse personalmente dalla biblioteca della Fortezza Rossa, e che diede al reame quarant'anni di pace e di prosperità.[2]
Maestro Pylos rivolto a Davos Seaworth



La morte esce dalla bocca del drago, però non entra da quella medesima via..[6]
Da Draghi, idre e viverne: la loro storia innaturale di Septon Barth



Che stolti eravamo, noi che ci ritenevamo così saggi! A poco a poco, l'errore di interpretazione si fece strada. I draghi non sono né maschi né femmine, Barth comprese questa verità; mutevoli come la fiamma, sono ora gli uni ora le altre. Per mille anni, fu il linguaggio a ingannarci tutti. È Daenerys la predestinata, nata dal sale e dal fumo. I draghi ne sono la prova.[5]
Maestro Aemon riguardo alla profezia del principe che è stato promesso



Fonti e note


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