Battaglia della Strada del Re

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Battaglia della Strada del Re
Conflitto Danza dei Draghi
Data 131 CA
Luogo lungo la Strada del Re
Esito vittoria dei neri
Combattenti
i verdi i neri
Comandanti
Lord Borros Baratheon+ Lord Kermit Tully
Lord Benjicot Blackwood
Lady Alysanne Blackwood
Lord Darry+
Lord Mallister+
Forze
40.000 unità meno di 4000 soldati delle Terre dei Fiumi
Vittime
Lord Borros Baratheon+ Lord Darry+
Lord Mallister+


La Battaglia della Strada del Re, altresì chiamata Battaglia della Melma, è lo scontro decisivo della Danza dei Draghi. Si combatte tra i verdi ed i neri ed ha luogo sulla Strada del Re, non molto lontano da Approdo del Re.[1]


Indice


Preludio

Ricevuta la notizia di rinforzi in arrivo dal Nord e dalla Valle di Arryn, i lord dei fiumi sopravvissuti alle precedenti battaglie si raccolgono sotto ai vessilli delle case Tully e Blackwood nell’intenzione di sferrare un ultimo, disperato attacco marciando verso la capitale lungo la Strada del Re. L’esercito comincia ad avanzare all’incirca nel quarto mese dell’anno 131 CA.[1]

I soldati delle Terre dei Fiumi sono capitanati da Lord Kermit Tully, dal dodicenne Benjicot Blackwood e dalla di lui zia, "Aly" Blackwood. I tre ed i loro uomini, esperti in battaglia nonostante la giovane età, vengono chiamati "i Ragazzi". Al momento dell’avanzata, l’armata dei Ragazzi arriva a sfiorare le 4000 unità, per cui Borros Baratheon, alla guida di un esercito ben dieci volte più imponente, si lascia sfuggire una risata nell’apprendere della loro marcia. Date le premesse, Borros decide dunque di non restare inerme in attesa dell’assedio nemico e avanza coi suoi soldati sulla Strada del Re per arrestare gli ultimi sostenitori di una regina defunta.[1]

Borros si ritiene scaltro e previdente per aver preservato il suo esercito delle Terre della Tempesta dagli scontri più brutali della guerra civile. L’orgoglioso lord ha riso quando i soldati Lannister sono stati trucidati nel cosiddetto Banchetto dei Pesci, dalla quale la sua armata è invece stata risparmiata, ed ha riso anche dopo che gli uomini dei fiumi sono arsi vivi nel fuoco di Vhagar e stati fatti a pezzi nella Prima Battaglia di Tumbleton - gli Hightower sono infatti gli unici ad essere scesi in battaglia, venendo uccisi, ed ora Borros dispone del più massiccio esercito, con il quale è pronto a sbaragliare i pochi uomini dei fiumi sopravvissuti.[1]


La battaglia

I meri calcoli di Lord Borros si rivelano tuttavia un’imperdonabile imprudenza. Gli uomini delle tempesta sono sì freschi e in forze, ma questo equivale a dire che l’armata dei verdi è “verde” in ogni senso: formata, cioè, da soldati imberbi che, non avendo preso parte ad alcuna delle precedenti battaglie della Danza, non sono ancora stati temprati dalla guerra.
L’armata dei fiumi dei Ragazzi, seppur indubbiamente dieci volte inferiore alle forze di Borros, è costituita da guerrieri capaci, veterani di numerosi scontri, in quanto si sono battuti nelle maggiori e più aspre battaglie della guerra civile: il Banchetto dei Pesci, la Danza del Beccaio, la Prima e la Seconda Battaglia di Tumbleton. Borros sottovaluta il valore dei giovani comandanti e dei soldati che essi guidano, ritenendoli niente più che dei ragazzini, senza tener conto che chi ha preso parte al Banchetto dei Pesci e ai combattimenti presso il Tumbleton si è guadagnato anni d’esperienza in battaglia in soli pochi giorni, cosa che non si può certo dire dei suoi soldati, rimasti al sicuro a casa propria a rimpinzarsi mentre i Sette Regni venivano lacerati dal conflitto militare in atto.
L’esperienza acquisita dai restanti uomini dei neri arriva dunque a soverchiare la superiorità numerica della possente, ma ampiamente incapace, armata degli uomini della tempesta.[1]

Senza minimamente tener conto di tutto ciò, Borros, esageratamente sicuro di sé, carica gli avversari. I due eserciti si scontrano lungo la Strada del Re e il lord di Capo Tempesta finisce dritto in una trappola: egli sprona all’assalto la sua cavalleria proprio in un punto della strada reso fangoso dalla pioggia. Gli uomini della tempesta rimangono impantanati e le loro linee si spezzano. Ne deriva che la Battaglia della Strada del Re diviene anche nota come "la Battaglia della Melma". I neri assaltano l’esercito avversario sferrando colpi in una dura battaglia combattuta sotto la pioggia battente. Ben il Sanguinario sfonda il fianco dei soldati nemici, mentre Aly la Nera è a capo degli arcieri che abbattono numerosi uomini della tempesta ormai rimasti intrappolati nel fango. Infine, dopo aver ucciso una dozzina di cavalieri, Lord Darry e Lord Mallister, Borros è ucciso in duello dal giovane ma abile Lord Kermit Tully. La sua morte pone fine alla battaglia, sancendo la clamorosa vittoria dei neri. L’armata delle Terre della Tempesta, inizialmente composta da circa 40.000 unità, è stata decimata e dispersa.[1]


Conseguenze

Il vittorioso esercito dei Ragazzi si trova ora ad un giorno di marcia da Approdo del Re, senza forze nemiche in grado di arrestarne il cammino. Inoltre, stanno per giungere ulteriori rinforzi: Cregan Stark, passata l’Incollatura, si sta dirigendo a sud, ed anche le armate della Valle proseguono la loro avanzata.
Aegon II ha perso la guerra. Corlys Velaryon, ora Maestro della Flotta del sovrano, consiglia a quest'ultimo di arrendersi e prendere il nero. Il sovrano rifiuta e ordina invece che al nipote Aegon il Giovane sia tagliato un orecchio come monito per l’armata avversaria in avvicinamento – se la sua stirpe è destinata ad estinguersi, lo stesso dev’essere per i discendenti della sorellastra Rhaenyra. Il re sale poi sulla portantina e viene trasportato nelle sue stanze da alcuni membri del Concilio Ristretto. Lungo il percorso, per alleviarlo dai dolori, gli viene data una coppa di vino. Quando la scorta, raggiunti gli appartamenti reali, scosta i veli della portantina, trova il sovrano morto, con le labbra umide di sangue. Nessuno è a conoscenza di chi l’abbia avvelenato: taluni sostengono sia stato Coryls Velaryon, altri che il colpevole sia Larys Piededuro, altri ancora ritengono più ovvia la possibilità che tutti i membri del concilio abbiano cospirato per assassinare il re.[1]


Fonti e note


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