Caduta di Approdo del Re

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Caduta di Approdo del Re
Conflitto Danza dei Draghi
Data 130 CA
Luogo Approdo del Re
Esito vittoria dei neri
Combattenti
i neri i verdi
Comandanti
principe Daemon Targaryen
Lord Corlys Velaryon
Ser Luthor Largent (prima schierato con i verdi)
regina Alicent Hightower
Lord Otto Hightower +
Ser Gwayne Hightower+
Lord Jasper Wylde +
Forze
armata di Daemon Targaryen
flotta di Corlys Velaryon
Cappe Dorate
Caraxes
Syrax
un centinaio di cavalieri, arcieri e armigeri
Vittime
minime centinaia di alleati dei verdi
Lord Otto Hightower+
Lord Jasper Wylde+
Ser Gwayne Hightower+

La Caduta di Approdo del Re ha luogo nel 130 CA durante la Danza dei Draghi.[1]


Indice


Preludio

Il principe Aemond Targaryen e Ser Criston Cole adunano le forze dei verdi e marciano su Harrenhal, lasciando la capitale pressoché priva di difese. I neri colgono dunque l’occasione per assediare la città.[1]

Il principe Daemon Targaryen e sua moglie, la regina Rhaenyra Targaryen, sorvolano Approdo del Re in sella ai loro draghi Caraxes e Syrax, ricongiungendosi in cerchio al di sopra dell’Alta Collina di Aegon. Nel frattempo, la flotta del Serpente di Mare, Lord Corlys Velaryon, sbarca sulla costa orientale della Baia delle Acque Nere.[1]


La battaglia

Alla vista di Daemon su Caraxes e di Rhaenyra su Syrax, il panico s’impadronisce di Approdo del Re.

La regina vedova Alicent Hightower cerca di mandare degli uomini a cavallo ad avvertire il figlio Aemond e d’inviare corvi ai lord alleati, ma i suoi tentativi risultano presto vani. Alla di lei insaputa, la Guardia Cittadina ha cambiato schieramento: le Cappe Dorate obbediscono ora a Daemon, un tempo loro comandante. Il Gran Maestro Orwyle è percosso e poi immobilizzato con catene dorate nelle sue stanze non appena viene colto nell’intento di liberare i corvi. I sette guardiani delle porte della città leali ad Aegon II Targaryen sono imprigionati o uccisi nel momento in cui Caraxes è avvistato in volo al di sopra della Fortezza Rossa. Ser Gwayne Hightower, il vicecomandante delle Cappe Dorate, viene catturato mentre cerca di dare l’allarme ed è condotto dal primo comandante in carica, Ser Luthor Largent. Gwayne accusa quest’ultimo di essere un voltagabbana, al che Luthor ribatte:


È stato Daemon a darci questi mantelli. E da qualsiasi parte tu li volti, rimangono comunque d’oro.[1]


Luthor uccide dunque Gwayne e fa aprire le porte della città per permettere l’accesso all’armata giunta con le navi del Serpente di Mare. Tredici cavalieri della Casa Hightower e un centinaio di armigeri difendono la Porta del Fiume per otto ore contro attacchi interni ed esterni. Tuttavia, le truppe dei neri si riversano nella capitale passando per le altre sei porte e senza incontrare resistenza alcuna. Approdo del Re cade in meno di un giorno.

Abbandonata qualsiasi speranza di vittoria, la regina Alicent ordina ai suoi uomini di arrendersi.[1]


Conseguenze

Lord Otto Hightower e Lord Jasper Wylde sono giustiziati per alto tradimento, mentre la regina vedova Alicent Hightower e la regina Helaena Targaryen vengono risparmiate e tenute prigioniere. Ser Tyland Lannister è rinchiuso nelle celle nere e torturato perché confessi ove ha nascosto l’oro della corona. Il Gran Maestro Orwyle e centinaia d’altri sono a loro volta confinati nelle carceri della Fortezza Rossa.

Re Aegon II Targaryen sfugge all’assedio grazie ad un piano di Larys Strong, il Signore dei Sussurri, il quale lo fa evacuare dal castello tramite un passaggio segreto. Aegon è scortato da due cavalieri della sua Guardia Reale, Ser Willis Fell e Ser Rickard Thorne, e con lui ci sono anche i suoi due figli ancora in vita, la principessa Jaehaera e il principe Maelor.

Rhaenyra Targaryen si siede sul Trono di Spade, ma parecchi lord notano che ella si ferisce con le lame dello scranno. Si comincia dunque a vociferare che il trono la rifiuti.
Dapprincipio, il popolino della capitale acclama con entusiasmo l’ascesa di Rhaenyra, in quanto non ama particolarmente Aegon II e il principe Aemond Targaryen. Più tardi, però, inizia a disprezzarla per via delle giornaliere esecuzioni e dell’incremento della tasse a finanziamento della guerra. In breve, il volgo prende a chiamare la nuova sovrana con il maligno appellativo di "Re Maegor con le Tette".[1]


Fonti e note


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