Cannibale

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Cannibale

Razza

drago

Luogo di nascita

Roccia del Drago

Libri

La principessa e la regina – Menzionato
Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Menzionato

Il Cannibale è un drago allo stato brado che vive a Roccia del Drago al tempo della Danza dei Draghi. Banchetta con draghi morti o appena nati e con le loro uova (il popolino di Roccia del Drago non l’ha chiamato così senza motivo).[1] Assieme a Ladro di Pecore e Spettro Grigio, è uno dei tre draghi indomati che popolano il Monte del Drago.


Indice


Aspetto

Il Cannibale è nero come il carbone. È il più grande e il più vecchio dei tre draghi selvaggi. L’età esatta della bestia rimane sconosciuta, ma si riporta che il drago selvatico Ladro di Pecore nasce quando re Jaehaerys I Targaryen è ancora giovane (nei primi anni di regno del sovrano, quindi). L’uovo del Cannibale deve dunque essersi schiuso un po’ prima di tale periodo.
È risaputo che è solito attaccare draghi più piccoli di lui.[1]


Storia

Il Cannibale si costruisce una tana dietro al Monte del Drago. Appena prima che scoppi la guerra civile, una dozzina d’aspiranti cavalieri di draghi tentano di domarlo. Il rifugio della bestia si colma delle loro ossa.[1]

Quando, a guerra iniziata, il principe Jacaerys Velaryon annuncia il bisogno dei neri di procurarsi nuovi cavalieri di draghi, nessuno dei nati dal seme di drago è tanto ardito da infastidire il Cannibale per via della sua reputazione – e chi osa farlo lo stesso non torna più indietro per raccontarlo.[1]

Denys l’Argenteo, un uomo che sostiene di discendere da re Maegor I Targaryen, cerca di domare Ladro di Pecore, ma il drago gli strappa un braccio. I figli di Denys accorrono in aiuto del padre e provano a tamponare la ferita, ma sono sorpresi dal Cannibale, che scaccia Ladro di Pecore e divora sia l'uomo mutilato che la sua prole.[1]

La carcassa mezzo dilaniata di Spettro Grigio viene rinvenuta da Ser Robert Quince ai piedi del Monte del Drago e tutti sono pronti ad accusare il Cannibale (in verità, è stato Sunfyre). I pescatori, temendo di essere le prossime vittime, chiedono a Ser Robert di mandare qualcuno a stanare e uccidere la bestia, ma questi si oppone, osservando che basta non disturbarla ed essa li lascerà in pace.[1]

Nelle sue cronache della guerra civile, l’Arcimaestro Gyldayn non menziona la morte del Cannibale. Se ne deduce che il drago selvaggio sopravvive al conflitto.[1]


Citazioni

Nessuno dei semi di drago fu folle al punto da disturbare il Cannibale.
Dagli scritti dell’Arcimaestro Gyldayn


Noi non andiamo a disturbare lui, lui non viene a disturbare noi.
Ser Robert Quince



Fonti e note


Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti