Dio dai Mille Volti

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Un volto in Bianco e Nero, simbolo ricollegabile al culto.
Il Dio dai Mille Volti, noto anche come Colui dalle Molte Facce, è una divinità adorata dall’Ordine degli Uomini Senza Volto, la cui unica sede conosciuta è la Casa del Bianco e del Nero, nella città libera di Braavos. Tutta la simbologia ad esso legata è rappresentata dal forte contrasto dei due colori, che altro non è che la contrapposizione tra la Vita e la Morte.
La Morte, unico vero Dio.

Credenze

I fedeli del Dio dai Mille Volti, credono che il loro Dio sia il comun denominatore di tutte le religioni esistenti. Lo identificano infatti con la Morte, propria di tutti gli esseri viventi. Nella Casa del Bianco e del Nero vi è infatti presente un santuario pubblico in cui vi sono presenti tutte le manifestazioni di questa divinità in altre religioni, come lo Sconosciuto dei Sette, il Capro Nero di Qohor, il Leone della Notte di Yi Ti, e così via.[1] Qualsiasi sia la religione alla quale si è fedeli, tutti i mortali dovranno prima o poi inchinarsi al suo cospetto. Gli appartenenti della gilda non uccidono per volontà propria o per crudeltà. La Morte è per loro la fine misericordiosa alla sofferenza, è vista come un “dono”, e possono portarla solo se è qualcun altro a chiederlo. Il contratto è considerato Sacro. Nel tempio della Gilda, coloro che cercano una fine alle agonie, possono bere una tazza di veleno nero che concede una morte indolore. In questo modo concedono la propria identità e il proprio volto al Dio, mettendoli a disposizione degli assassini. Questi ultimi infatti possono appropriarsi di un volto a fini strategici, per conseguire missioni. Possiamo assistere a questa particolare magia quando Jaqen H’ghar, assassino senza volto, dopo aver salutato Arya, trasmuta il suo volto, cambiandolo completamente.

Storia

Ai tempi dell’Antica Valyria, i Signori dei Draghi delegavano i loro schiavi ai lavori forzati nelle miniere delle montagne di fuoco, i Quattordici Fuochi. Le condizioni dei lavoratori erano disumane, peggiorate dalla presenza e continua minaccia dei Wymir, vermi di fuoco. Le rivolte erano frequenti, ma continuamente sedate dalla magia e dai draghi dei Signori di Freeholds. Tormentati dalla sofferenza, i prigionieri invocavano tutti un unico Dio, un’unica liberazione: la Morte. Da qualsiasi parte del mondo provenissero, in qualsiasi lingua lo pronunciassero, con quale volto lo invocassero, il loro desiderio era perire. In questo contesto nacque il primo Uomo Senza Volto. Non si conosce la sua identità originaria, né quale fosse il suo ruolo, se carceriere o schiavo. Un giorno udì una preghiera diversa: un prigioniero non invocava la propria morte, quanto quella di qualcun altro, il suo aguzzino. Il primo Uomo Senza Volto si prese allora carico di quella preghiera, e portò il Dono. Quando si rivelò allo schiavo, questi si unì a lui, dando origine all’Ordine degli Uomini Senza Volto.

Fonti e Note

  1. Il banchetto dei corvi, Capitolo 34, La Gatta dei Canali.


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