Ghiscariani

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.

I ghiscariani o ghiscari sono il popolo natio di Ghiscar, una regione del Continente Orientale. Un tempo, governavano l'Impero di Ghis, una potenza con capitale Ghis la cui ascesa è stata arrestata dalla Libera Fortezza di Valyria. Le due nazioni si sono scontrate in cinque guerre, al termine delle quali Ghis è stata rasa al suolo dai draghi di Valyria. La discendenza ghiscari originaria, insieme alle sue tradizioni, è stata perlopiù spazzata via con il crollo dell'impero. Tuttavia, certi costumi continuano ad esistere nelle colonie ghiscariane di Astapor, Yunkai e Meereen, città schiaviste rette dai cosiddetti "Padroni", nobili esperti nel commercio di esseri umani. Dopo il Disastro di Valyria, i ghiscariani si sono sparsi un po' ovunque nella Baia degli Schiavisti ed hanno fondato la città di Nuova Ghis in un tentativo di restaurare l'impero perduto.[1]


Indice


Ghiscariani "moderni"

I ghiscariani "moderni" sono un popolo costituito da una moltitudine di etnie diverse, le nazionalità di cui si componevano l'Antico Impero e, più tardi, la Libera Fortezza. Hanno pelle di uno scuro color ambra e ispidi capelli neri spesso tinti di striature rosse.


Usanze

I nobili schiavisti considerano se stessi il sangue dell'Antica Ghis. Siedono nei posti d'onore delle fosse da combattimento e assistono compiaicuti ai massacri che vi si consumano. Passeggiano nei giardini terrazzati delle loro piramidi sorseggiando vino d'albicocca.[2][3]

Indossano il tokar, un indumento simboleggiante il potere e inadatto a qualsiasi attività fisica.[4] Gli uomini si tingono non di rado i capelli, che acconciano in forme fantasiose come corna o ali.

I ghiscariani amano i cibi ricchi e ricercati come le uova di anatra, lo stufato di piovra e la carne di cane. Si dice che i ghiscariani mangino tutte le creature eccetto gli umani e i draghi.[5]


Religione

I ghiscariani continuano a venerare le divinità dell'Antico Impero. Le sacerdotesse del culto sono chiamate grazie. La Grazia Verde è la somma sacerdotessa di una città ghiscariana. I ghiscariani ritengono che il sangue versato nelle fosse da combattimento sia un sacrificio particolarmente gradito ai loro déi. Seppelliscono i defunti in cripte al di sotto delle loro magioni.[6]


Lingua

L'antica lingua ghiscariana si è persa con la caduta dell'Antico Impero. I ghiscariani di oggi parlano una forma dialettale dell'Alto Valyriano che un parlante della lingua di Valyria può comprendere senza l'aiuto di un traduttore. Alcune parole dell'antica lingua sono tuttavia ancora in uso. Un esempio al riguardo è "mhysa", che significa "madre".[3]


Fonti e note


Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti