Grande Estraneo

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Gli Estranei e la Lunga Notte sono considerati dai seguaci di R'hllor manifestazioni del Grande Estraneo.

Il Grande Estraneo, Dio delle Tenebre, del Freddo e della Morte, è l'antitesi del Dio della Luce, del Calore e della Vita, R'hllor. Ci si riferisce a lui anche come "Colui il cui nome non dev'essere pronunciato".[1] I seguaci del culto di R'hllor credono che queste due divinità siano in perenne conflitto l'uno contro l'altro, e dalla loro battaglia dipenderà il destino del mondo. Tutte le forze delle tenebre, del freddo, della morte, sono servi del Grande Estraneo. Melisandre li chiama "cold children".[2]

Guardando nelle fiamme, Melisandre scorge un volto di legno, con il corpo bianco e migliaia di occhi rossi, accanto al quale v'è un ragazzo con la testa di lupo. Lei pensa che sia il guerriero del Grande Estraneo, proprio come Stannis è il suo.[3] Un ulteriore elemento nel testo lega il Corvo a tre occhi, Bloodraven, gli Antichi Dei, e Bran Stark al tema dell'oscurità, ponendo il Grande Estraneo in totale contrasto con R'hllor. In particolare un passaggio, evidenzia il legame che Bran ha con le Tenebre, e il potere che ne può ricavare:

«Non temere mai le tenebre, Bran.» Le parole del lord furono accompagnate da un debole fruscio di legno e foglie, un leggero movimento della testa. «Gli alberi più forti affondano le loro radici nei luoghi oscuri della terra. Le tenebre saranno il tuo mantello, il tuo scudo, il tuo latte materno. Le tenebre ti renderanno forte.»[4]

Sembra un paradosso, ma da un lato, la lussuriosa Melisandre e il suo Dio, utilizzano pratiche comunemente associate alla magia nera, come il sacrificio umano. Dall'altro, personaggi come Bloodraven e Bran Stark, utilizzano l'oscurità come alleato allo scopo di fondersi con la natura e collaborare con quelle che sembrano forze benevole. Tuttavia, le reali motivazioni di Bloodraven e dei Figli della Foresta non sono ancora evidenti. Non è permesso giudicare in modo affrettato, proprio perché lo schema anti-archetipico è caratteristica distintiva dei personaggi di Martin.


Fonti e Note


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