Guerra di liberazione di Daenerys Targaryen

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Guerra di emancipazione di Daenerys Targaryen


Belligeranti
Casa Targaryen
Meereen (seggio)
Flotta di Ferro
Yunkai e alleati
Astapor
Meereen (prima della conquista)
Nuova Ghis
Qarth
Tolos
Mantarys
Elyria
Volantis
Comandanti importanti
Regina Daenerys Targaryen
Ser Jorah Mormont
Ser Barristan Selmy
Daario Naharis
Victarion Greyjoy
Saggi Padroni

La Guerra di Liberazione di Daenerys Targaryen è un conflitto ancora in corso nel Continente Orientale, soprattutto nella Baia degli Schiavisti. Come suggerito dal nome, lo scopo principale di Daenerys Targaryen è liberare tutti gli schiavi della regione e abolire la schiavitù. Questa guerra è il principale conflitto descritto negli ultimi tre romanzi de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco e prosegue anche nel sesto romanzo, non ancora pubblicato.


Indice

Cause

Dopo aver lasciato Qarth, Daenerys Targaryen si dirige verso Pentos, ma ser Jorah Mormont la convince a fermarsi ad Astapor e comprare gli Immacolati.[1] Nonostante sia nauseata dall'idea di comprare schiavi, la ragazza dice di essere d'accordo, dato che ha bisogno di un esercito. Daenerys arriva ad Astapor e rimane immediatamente disgustata dallo squallore del mercato di schiavi di cui è testimone,[2] ma decide comunque di acquistare dagli schiavisti tutti gli schiavi disponibili ad Astapor, 8000, più 600 di guardia alla città e 5000 ragazzi ancora in addestramento, in cambio delle sue navi, le merci a bordo e Drogon.[3]


Fazioni

Seggio: Meereen Alleati: popolazione di Lhazaar, Flotta di Ferro Mercenari assoldati: Secondi Figli (cambiano schieramento, poi lo cambiano di nuovo), Corvi della Tempesta (cambiano schieramento), Compagnia del Vento (cambiano schieramento). Forze combinate: tra 25 mila e 30 mila schiavi liberati, Drogon, Rhaegal e Viserion

Seggio: Yunkai Alleati: Nuova Ghis, Volantis, Qarth, Tolos, Mantarys, Elyria Mercenari assoldati: Compagnia del Gatto, Lunghe Lance Forze combinate: tra 75 mila e 100 mila unità, soprattutto soldati schiavi

Seggio: Astapor Alleati: nessuno Mercenari assoldati: nessuno Forze combinate: circa tremila unità


Il conflitto

Sacco di Astapor

Articolo principale: Sacco di Astapor

Daenerys Targaryen contro i Buoni Padroni di Astapor.

Risultato: vittoria dei Targaryen, saccheggio di Astapor.

A eccezione degli Immacolati, Astapor è scarsamente difesa, le mura sono vecchie e decadenti e le torri non sono presidiate.[2] Lo scambio avviene la mattina successiva alla contrattazione tra Daenerys e Kraznys mo Nakloz nella Piazza del Supplizio. Dopo aver concluso l'accordo e ricevuto le dita dell'arpia, una frusta a nove code che simboleggia la proprietà degli Immacolati, Daenerys non rispetta la sua parte dell'accordo e scatena i suoi draghi contro i Buoni Padroni e i pochi soldati rimasti nella piazza, ordinando ai suoi uomini di uccidere tutti gli schiavisti rimasti in città e liberare gli schiavi.[3]

Prima di partire per Yunkai, Daenerys lascia un concilio composto da tre uomini, un guaritore, un erudito e un sacerdote, al governo della città. I tre uomini vengono poi deposti da Cleon, un ex macellaio, dopo che questo fa credere alla popolazione che il concilio volesse ristabilire il potere dei Buoni Padroni. Cleon si auto proclama re, fa uccidere i tre uomini del concilio e ordina di prendere tutti i ragazzi nobili per iniziare l'addestramento di nuovi Immacolati. Ogni piramide all'interno di Astapor è ora un accampamento militare, le strade pullulano di morti e nei mercati non ci sono né cibo, né schiavi da comprare.


Battaglia di Yunkai

Articolo principale: Battaglia di Yunkai

Daenerys Targaryen contro Yunkai.

Risultato: vittoria dei Targaryen, liberazione di Yunkai.

Yunkai comanda cinquemila uomini: il cuore composto da quattromila schiavi soldati di fanteria, sostenuto da due compagnie di mercenari ai fianchi, i Corvi della Tempesta a sinistra e i Secondi Figli a destra; entrambe le compagnie dispongono di circa cinquecento uomini. L'esercito di Daenerys conta diecimila Immacolati e molte migliaia di schiavi liberati, armati e mal addestrati, ma l'armata della regina è più forte sia numericamente che qualitativamente e potrebbe sconfiggere i nemici con facilità. Tuttavia Daenerys, temendo per il prezzo della battaglia, invita gli schiavisti e i leader delle compagnie mercenarie a incontrarla uno alla volta, nel tentativo di convincere i mercenari a passare dalla sua parte e indurre i Saggi Padroni di Yunkai a liberare gli schiavi della città senza combattere.[4]

Daenerys in persona organizza i piani per la battaglia: un attacco a sorpresa a entrambi i fianchi dell'esercito nemico attuato dagli Immacolati guidati dal loro capitano, Verme Grigio, e ser Jorah Mormont, comandante supremo dell'esercito. Intorno a mezzanotte, gli Immacolati catturano Daario Naharis dei Corvi della Tempesta mentre si avvicina all'accampamento: rivela di aver ucciso gli altri due capitani della compagnia, Sallor il Baldo e Prendhal na Ghezn, e porta i mercenari dalla parte di Daenerys. Promette di combattere per lei e la regina accetta, conscia del rischio che lui potrebbe tradirla: prima di tornare dai suoi uomini, Daenerys ordina a Daario di attaccare la retroguardia dell'esercito di Yunkai quando inizierà la battaglia. L'attacco inizia poche ore dopo mezzanotte e i Corvi della Tempesta attaccano la retroguardia nemica, come promesso. I Secondi Figli sono troppi ubriachi per combattere e non riescono a dare supporto all'esercito di schiavi. Totalmente accerchiate, le truppe di Yunkai rompono le fila e gettano a terra le armi, mentre i mercenari si arrendono.[4]

I Saggi Padroni si arrendono e assecondano le richieste di Daenerys, liberando tutti gli schiavi in cambio di rimanere al comando della città. Gli schiavi liberati vanno a ingrossare le fila dell'esercito di liberti di Daenerys e cementano la sua reputazione di “Madre” tra i suoi seguaci.[4]


Assedio di Meereen

Articolo principale: Assedio di Meereen

Daenerys Targaryen contro Meereen.

Risultato: vittoria dei Targaryen, occupazione di Meereeen.

Gli abitanti di Meereen, a cui è stato comunicato il destino di Astapor e Yunkai, decidono di impedire ogni contatto con Daenerys e si ritirano dietro le formidabili difese della città. Distruggono il territorio circostante e inchiodano un bambino schiavo smembrato a ogni pietra miliare della strada costiera tra Yunkai e Meereen, con un braccio dritto a indicare Meereen come messaggio per Daenerys. La regina, seguita da ventimila soldati e sessantamila rifugiati di Astapor e Yunkai, non ha più provviste e non può permettersi un assedio lungo. Daenerys ordina di smantellare le sue navi per costruire arieti, plutei, testuggini, catapulte e scale.[5]

I combattimenti sono feroci e sanguinari per gran parte del giorno e proseguono a lungo anche di notte. Daenerys manda gli arieti ad abbattere le porte della città, gli arcieri fanno piovere frecce infuocate e il suo esercito assale le mura. Al calare della notte manda un contingente per creare un diversivo dando fuoco ai pontili del porto, permettendo così a ser Barristan Selmy, Jorah Mormont, Belwas il Forte e un piccolo gruppo per infiltrarsi nelle fogne della città, nascosti dall'oscurità. Non appena entrano in città raggiungono la prima fossa di combattimento e liberano gli schiavi: nel giro di un'ora, metà degli schiavi guerrieri di Meereen sono liberi, poco dopo un ariete sfonda la porta orientale e i difensori della città si arrendono.[5][6]

Contrariamente alle sue precedenti conquiste, Daenerys decide di rimanere a Meereen e regnare come regina, stabilendosi nella Grande Piramide. È spinta a prendere questa decisione poiché, durante l'assedio, riceve la notizia che il concilio di Astapor è stato deposto da un macellaio tirannico, provocando ulteriori sofferenze. Intenzionata a impedire che ciò accada anche a Meereen, Daenerys decide di restare: i suoi Immacolati riportano finalmente l'ordine, ma il saccheggio lascia dietro di sé una scia di problemi.[6]


Assedio di Astapor

Articolo principale: Assedio di Astapor

Yunkai e alleati contro Astapor.

Risultato: vittoria di Yunkai, caduta di Astapor.

La battaglia inizia quando i nuovi Immacolati marciano fuori dalle porte della città per una sortita contro Yunkai, i suoi alleati e i suoi mercenari. L'azione si dimostra essere subito un disastro, gli Immacolati marciano direttamente verso i denti d'acciaio di una legione di Nuova Ghis, che li annienta insieme ai mercenari, che si uniscono in fretta alla battaglia e completano il massacro. È Caggo a uccidere il Re Macellaio, facendosi strada tra i suoi difensori a cavallo di enormi monte da guerra e aprendo il corpo di Cleon da spalla a fianco con un solo colpo del suo arakh in acciaio di Valyria. La morte di Cleon fa perdere le speranze agli Immacolati, che gettano lance e scudi e si danno alla fuga, trovando però le porte della città chiuse. Segue un massacro: la Compagnia del Vento fa una strage degli eunuchi spaventati, menando colpi a destra e sinistra.[7]

Presto ad Astapor non rimane più nulla, se non i cadaveri. Gli abitanti della città sopravvissuti escono dai loro nascondigli e si riversano nel territorio circostante a centinaia, forse migliaia, affamati e malati, molti di loro vittime della Giumenta Pallida. Gli assedianti di Yunkai ordinano ai mercenari di inseguire i fuggitivi e rimandarli in città o dirigerli verso Meereen per evitare che si avvicinino alla città gialla.

Daenerys Targaryen riceve la notizia della caduta di Astapor da tre cittadini fuggiti: un costruttore di mattoni, un tessitore e un calzolaio.


Secondo assedio di Meereen

Articolo principale: Secondo assedio di Meereen

Esercito di Daenerys contro Yunkai e alleati

Risultato: da stabilire

Yunkai e i suoi alleati marciano alla volta di Meereen per detronizzare la regina Daenerys Targaryen e riconquistare la città. Daenerys sposa Hizdhar zo Loraq, un nobile cittadino, per stipulare la pace: il banchetto di nozze si tiene nella Grande Piramide e vi partecipano anche i lord e i capitani mercenari di Yunkai. Viene inoltre organizzato uno scambio di sette prigionieri per assicurare la pace. Le armate di Yunkai rimangono accampate fuori dalle mura di Meereen e quando Daenerys scompare insieme a Drogo, la pace ha vita breve. Il primo cavaliere della regina, ser Barristan Selmy, è costretto a prendere il comando al posto della sovrana, affiancato dal Concilio di Meereen. Nel mentre, Tyrion Lannister e ser Jorah Mormont fuggono dagli schiavisti e si uniscono ai Secondi Figli accampati fuori dalle mura che sono passati dalla parte di Yunkai.

La battaglia inizia poco prima dell'alba. Cadaveri riempiono il campo e i draghi volano in cielo, mentre le navi da guerra si scontrano nella Baia degli Schiavisti e gli Uomini di Ferro si riversano sulle spiagge. La battaglia si sviluppa su due fronti, uno a largo della baia e l'altro al di sotto della città. Le Belve d'Ottone presidiano le mura per rimpiazzare il più alto numero di Immacolati possibile: le Belve saranno l'ultima linea di difesa della città, se la sortita di ser Barristan fallisse e Daenerys non tornasse.

Ser Barristan guida l'attacco sull'Harridan con tutta la cavalleria a disposizione, mentre raccoglie tutti gli Immacolati affinché escano dalle porte della città per creare un muro di scudi e affrontare il cuore dell'esercito nemico. Alcuni combattenti delle fosse di Meereen si uniscono alla battaglia. L'Harridan è difesa da una legione di Ghis che conta seimila uomini e sei ranghi serrati: ser Barristan si dirige verso l'Harridan, ma è una finta, infatti all'ultimo momento si allontana dalla legione a guardia del trabocco e si dirige verso il gruppo di Paezhar zo Myraq. Gli Immacolati completano la disposizione davanti alle porte, mentre Viserion, in volo, agguanta e divora i cadaveri lanciati da Sorella Crudele: alcuni corpi, che Viserion brucia in aria, cadono al suolo e bruciano indiscriminatamente gli uomini sottostanti.

La Ragazza Generale ordina ai Secondi Figli di difendere Sorella Crudele. La battaglia più vicina è a una lega abbondante (3,5 miglia) dal loro accampamento: i Secondi Figli si riuniscono nella tenda di Ben Plumm, in quel momento il trabocco chiamato Fantasma di Astapor è già stato abbattuto, gli Uomini della Madre hanno distrutto le Lunghe Lance e si sono impossessati dei loro trabocchi e Viserion è tornato nella sua tana, sulla piramide di Uhlez. Un nobile di Yunkai arriva quindi nella tenda con la notizia che Morghaz zo Zhezyn, comandante supremo degli Yunkai, vuole che i Secondi Figli difendano invece la Figlia dell'Arpia, poiché gli Immacolati stanno marciando verso il trabocco, da cui li separano solo Barba di Sangue e due legioni di Ghis. I Secondi Figli vengono informati quindi della morte di Gorzhak zo Eraz per mano del Principe Straccione, implicando così che la Compagnia del Vento sia passata dalla parte di Daenerys Targaryen e che ora il comando supremo sia passato al Conquistatore Sbronzo. Il nobile di Yunkai riconosce all'improvviso Tyrion come uno degli schiavi fuggiti e chiede che venga restituito; ser Jorah uccide l'uomo. Ben Plumm annuncia quindi che i Secondi Figli sono sempre stati fedeli alla regina e che l'alleanza con Yunkai non era altro che un complotto.

L'attenzione di ser Barristan è ora sulla baia, dove riconosce gli stendardi della Casa Greyjoy, ma non capisce cosa stia succedendo. Vede gli uomini di ferro sbarcare e scagliarsi contro gli uomini di Yunkai e afferma, sorpreso: «Sono dalla nostra parte!».


Fonti e note

  1. Tempesta di spade, Capitolo 8, Daenerys.
  2. 2,0 2,1 Tempesta di spade, Capitolo 23, Daenerys.
  3. 3,0 3,1 Tempesta di spade, Capitolo 27, Daenerys.
  4. 4,0 4,1 4,2 Tempesta di spade, Capitolo 42, Daenerys.
  5. 5,0 5,1 Tempesta di spade, Capitolo 57, Daenerys.
  6. 6,0 6,1 Tempesta di spade, Capitolo 71, Daenerys.
  7. La danza dei draghi, Capitolo 25, La Compagnia del Vento (Quentyn II).


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