Il banchetto dei corvi-Capitolo 12

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Cersei 
Il banchetto dei corvi
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Il giorno delle nozze tra Tommen Baratheon e Margaery Tyrell è ormai giunto. La regina reggente Cersei Lannister dissimula a fatica la sua apprensione per l’unico figlio maschio rimastole: il valonqar della profezia tornerà a colpire portandole via anche lui? Nel cuore della donna, alla paura si mescolano la diffidenza nutrita nei confronti dei Tyrell e l’ambizione di garantire al proprio erede una salda presa sul Trono di Spade.


Indice


Sinossi

L’ombra della profezia di Maggy la Rana tormenta Cersei in occasione dell’imminente matrimonio tra il piccolo Tommen e Margaery Tyrell. Jaime le assicura che verrà posto un cavaliere della Guardia Reale ad ogni porta e che suo figlio sarà costantemente sorvegliato per garantirne l’incolumità. Cersei, però non riesce a tranquillizzarsi. Il suo gemello non sa nulla del valonqar, non può capire. Tyrion si nasconde chissà dove e potrebbe tornare da un momento all’altro, per strapparle Tommen, proprio come ha fatto con Joffrey. Inoltre, la regina reggente non si fida dei Tyrell, che considera degli arrivisti sempre più esigenti. Dato che Tommen non ha ancora raggiunto la pubertà, la cosa migliore sarebbe che Margaery continui a soggiornare nella Cripta delle Vergini[1] anche dopo averlo sposato, ma la Regina di Spine ha talmente insistito perché gli sposi dormano nello stesso letto la prima notte di nozze che Cersei si è vista costretta a cedere, non senza viva riluttanza.

Quando, nel tempio reale della Fortezza Rossa, re Tommen cinge le spalle della sua sposa con il logoro drappo nero e oro dei Baratheon, lo stesso con cui Robert l’ha avvolta il giorno in cui l’ha presa in moglie, Cersei non può non pensare a quanto le sarebbe piaciuto vedere suo figlio vestire la propria moglie con il porpora dei Lannister. Anche in questo caso, i Tyrell hanno espresso il loro disaccordo e la regina, per non alimentare ulteriormente i sospetti sulla paternità dei suoi figli, non ha potuto che piegarsi.

Fuori, sul sagrato del tempio, Cersei s’intrattiene brevemente con suo zio Kevan, che li deve lasciare per recarsi a Darry in occasione di un altro matrimonio, quello del figlio Lancel. Ser Kevan informa la nipote dello stato in cui versano le Terre dei Fiumi, devastate dal recente conflitto. Gli scagnozzi di Vargo Hoat hanno ancora piede libero e non cessano di compiere efferratezze. Come se non bastasse, il fuorilegge Beric Dondarrion è a capo di una banda che non fa che impiccare Frey e si riporta che Sandor Clegane sia il responsabile del brutale saccheggio di Padelle Salate. Cersei suggerisce che sia lui in persona ad occuparsi di quest’ultimo dilemma, trovando il Mastino e uccidendolo. Voltandosi per andarsene, Kevan risponde semplicemente che, quando un cane morde, la colpa è del padrone.

Il banchetto nuziale si svolge senza intoppi, ma la regina non ha pace. Osserva la coppia di novelli sposi per accertarsi che il figlio stia bene e rimane ferita dalla felicità di Margaery. Come può mostrare tanta leggerezza dopo esser rimasta vedova per ben due volte, dopo che Joffrey è morto agonizzando sotto ai suoi occhi? Non amava affatto suo figlio, pensa Cersei, le interessa soltanto il trono, altrimenti non avrebbe avuto così tanta fretta di sposare Tommen. Pure la bellezza della ragazza la infastidisce. Per calmarsi e ritrovare un po' di sicurezza, attribuisce il di lei fascino alla giovinezza e si ripete che nessun uomo con un po’ di cervello potrebbe preferire Margaery a lei.

Non appena Tommen emette un colpo di tosse, la regina si precipita su di lui. Sia il figlio che Margaery le assicurano che va tutto bene: si è trattato solamente di un po’ d’acqua di traverso. Scioccata per il ricordo di quanto è accaduto a Joffrey, Cersei lascia la sala rifugiandosi in un corridoio, perché nessuno veda le sue lacrime. Viene raggiunta da una donna che non conosce personalmente, la moglie di Lord Merryweather, una bellezza di Myr dalla carnagione olivastra e dagli occhi e capelli neri. Taena Merryweather le porge un fazzoletto di seta e cerca di confortarla dicendole che anche lei ha un figlio e che, quando questi si sposerà, anche lei non potrà che piangere. Le fa, inoltre, una rivelazione: Senelle, la sua servetta, si è lasciata comprare dai Tyrell e riporta tutto ciò che ella fa alle cugine di Margaery, che incontra regolarmente nel tempio. Quando Cersei le chiede il motivo di tale confidenza, Taena risponde che la sua casata avrà pure giurato fedeltà ad Alto Giardino, ma lei è di Myr e la sua lealtà è rivolta unicamente alla sua famiglia, a quel che è meglio per il figlio ed il marito. Cersei ricorda che la donna ha testimoniato nel processo contro Tyrion, nel quale ha riferito d’aver visto il Folletto versare il veleno nel calice di Joffrey, e si convince di potersi fidare.

Tornata nella sala dei festeggiamenti, la regina, con un battito di mani, interrompe musica e balli, chiedendo agli invitati di spostarsi all’esterno, dove verrà accesa una “candela” in onore degli sposi.

Al segnale di Cersei, Hallyne il Piromante dà il via al rogo della Torre del Primo Cavaliere. Le fiamme verdi dell’altofuoco avvolgono la costruzione, comportandone il crollo. Jaime si accorge che la conflagrazione sta avendo uno strano effetto sulla sorella: il fuoco sembra eccitarla proprio come, anni prima, eccitava il Re Folle. Il cavaliere cerca dunque di allontanarla dallo spettacolo, ma Cersei non gli dà retta e preferisce restare ad ammirare le fiamme in compagnia di Ser Osmund Kettleblack.


Lista dei personaggi

Apparsi


Menzionati


Luoghi e termini menzionati


Fonti e note

  1. "Maidenvault" nell'originale inglese. Il termine rimane intradotto ne Il banchetto dei corvi; la traduzione italiana compare per la prima volta ne Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco.
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