Il dominio della regina-Capitolo 3

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Cersei 
Il banchetto dei corvi
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PDVCersei
LuogoApprodo del Re
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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Cersei ha un incubo che ha come protagonista Tyrion. Viene svegliata ed informata dell’assassinio di suo padre, Lord Tywin. Ordina quindi di controllare che Tyrion si trovi nella sua cella e inizia a pensare a chi tra Stannis e i Tyrell possa celarsi dietro l’omicidio. In un attimo di passione verso suo fratello, Cersei chiede a Jaime di assumente il ruolo di Primo Cavaliere dei Re, ma questi rifiuta. La regina ripiega su Ser Kevan. Cersei viene raggiunta dalla notizia della fuga di Tyrion.

Sinossi

Cersei sogna di sedere sul Trono di Spade e di avere grandi Lord e Lady inginocchiati al suo cospetto. Tuttavia il dolce sogno si rivela ben presto un incubo quando appare Tyrion a ridicolizzarla, facendo sì che i lord e le lady presenti si prendano anch’essi gioco di lei. Cersei si accorge si essere nuda e prova a coprirsi. Il movimento provoca che si tagli con le spade del trono e molto presto si ritrova ad essere protagonista di un combattimento mortale tra lei e il trono che le sta strappando via la pelle. 


Viene svegliata da Senelle. La serva è accompagnata da uomini armati giunti per comunicarle la notizia della morte di Lord Tywin. Cersei, ancora addormentata, crede stia ancora sognando e per un momento scambia un cavaliere della Guardia Reale, inviato dal lord comandante, per Jaime. Cersei si aspetta che, da un momento all’altro, Tyrion salti fuori da sotto al letto per continuare a ridere di lei, sebbene sappia che questi si trovi nella sua cella e che sarà giustiziato il giorno stesso. Pensa quindi che la notte precedente deve aver bevuto troppo. Riconosce adesso Jocelyn Swyft, Ser Osmund Kettleblack, Ser Boros Blount e nota anche alcune guardie Lannister. Si chiede se la notizia possa essere effettivamente vera, insistendo che suo padre è protetto giorno e notte dalle sue guardie. Ser Orsmund le dice che sebbene le guardie fossero al loro posto durante tutta la notte, qualcuno deve essere entrato attraverso un passaggio segreto all’interno della Torre del Primo Cavaliere e che Jaime è al momento andato ad ispezionarlo.

Cersei è preoccupata sia per Jaime che per Tommen, ma le viene riferito che il re è protetto dalle guardie comandate da Ser [[Loras Tyrell]. Si chiede quindi se non ci siano i Tyrell dietro l’omicidio, ma non osa proferire parola. Ordina allora a ser Osmund di scortarla alla Torre del Primo Cavaliere e a Ser Boros di assicurarsi che Tyrion sia ancora nella sua cella. Cersei è convinta che Tyrion non si permetterebbe mai di alzare le mani contro loro padre, ma decide di controllare lo stesso.

Fuori inizia ad albeggiare e le stelle sono ancora visibili, tranne una. “La vivida stella dell’Ovest è tramontata e ora le notti saranno più tenebrose” pensa Cersei. Ser Osmund le dice che Lum, una delle guardie, ha trovato il cadavere nella latrina. Cersei sente già il vuoto lasciato da lord Tywin e decide di agire con rapidità perché sicuramente cercheranno di metterla da parte, come sempre. 
Si chiede se sia Stannis Baratheon a celarsi dietro l’omicidio. Entra nella torre, e pensa che il fatto che non stia piangendo la renda l’unica vera figlia di suo padre. Mentre sale i numerosi gradini che portano alle stanze del Primo Cavaliere, un’idea le balena in testa: abbattere la torre. 
La sala è piena di guardie e servi che bisbigliano tra loro e Cersei è risentita del fatto che quelle persone siano giunte lì prima dei lei. Ordina a Ser Meryn Trant di far sgomberare tutta quella gente e viene informata che il cadavere di suo padre è stato spostato sul letto.

Quando entra nella camera da letto, vi trova alcune guardie e suo zio Kevan, inginocchiato intento a pregare per suo fratello. Nota quanto sia piccola la porta del passaggio segreto e pensa nuovamente a Tyrion per poi tornare nuovamente su Stannis e i Tyrell. Da sempre si parlava dei passaggi segreti nella Fortezza Rossa e si diceva anche che Maegor il Crudele avesse fatto eliminare tutti coloro i quali avevano lavorato alla costruzione del castello per evitare che quei segreti venissero svelati. Nella mente di Cersei fiammeggia quindi una visione: Tyrion che usa un passaggio segreto per raggiungere le camere di Tommen.

Cersei osserva il cadavere di suo padre e nota come adesso sembri un uomo più piccolo e molto più anziano. Inoltre l’odore emanato dal corpo, le fa contrarre il naso. Furiosa del fatto che il dardo utilizzato per ucciderlo non sia stato ancora rimosso, ordina che venga fatto immediatamente. Si chiede se debba mostrarsi disperata e scura in volto come Catelyn Stark quando suo figlio Robb le venne ucciso davanti agli occhi e si domanda se Lord Tywyn pianse quando gli dissero che suo padre Tytos era morto.

Comanda che vengano suonate le campane come per la morte di Re Robert. Chiede che Pycelle venga ad occuparsi del corpo ma le riferiscono che il gran maestro è già stato lì ed è andato ad avvertire le Sorelle del Silenzio. Questo la fa infuriare ancora di più e manda quindi a chiamare Maestro Ballabar o il Maestro Frenken.
Cersei chiede di suo fratello Jaime e le viene riferito che si trova nel passaggio segreto ad ispezionare la profondità del cunicolo. E’ preoccupata per lui, dal momento che ha solo una mano e che, in fondo a quel cunicolo, potrebbe aspettarlo la morte. Qyburn viene fatto entrare e offre i suoi servigi come maestro. La informa che è stato lui ad occuparsi della mano di Jaime. Cersei nota che non porta la catena di maestro della Cittadella, ma questi le risponde che sebbene la catena gli sia stata portata via, la conoscenza è ancora in suo possesso. Gli ordina di rimuovere il dardo dal corpo di suo padre e di prepararlo per le Sorelle del Silenzio. Qyburn le chiede cosa ha intenzione di fare della ragazza. Cersei, che non aveva notato il secondo cadavere, si avvicina al letto, scosta le coperte insanguinate e la vede lì, nuda, con la catena del Primo Cavaliere affondata nella carne della gola, così stretta da lacerarle la pelle e il suo volto nero come quello di Joffrey al momento della sua morte.

Furiosa, domanda cosa ci faccia quella ragazza nel letto di suo padre e le viene detto che è stata trovata lì e che è la puttana del Folletto. Pensa che Lord Tywin non era l’uomo che frequentava prostitute e racconta ad una guardia quello che Tywin fece dell’amante di suo padre alla morte di quest’ultimo. Qyburn suggerisce che forse la ragazza si trovava lì perché Lord Tywyn voleva interrogarla circa la scomparsa di Sansa Stark. Cersei non si lascia sfuggire l’opportunità e asserisce del fatto che sì, la ragazza era lì perché suo padre la stava interrogando. Tuttavia si immagina Tyrion che se la ride. Di colpo, trovarsi nella stessa stanza con il cadavere di quella donna è troppo per lei.

Trova Ser Osmund accompagnato dai suoi fratelli Osney e Osfryd e ordina loro di fare in modo che nessuno venga a conoscenza della presenza del cadavere della ragazza nel letto di suo padre. Ordina inoltre di sbarazzarsi, in qualsiasi modo ritengano opportuno, del corpo e di mozzare la lingua a chiunque osi dire il contrario. Cersei rientra con loro nella stanza e li osserva mentre avvolgono il corpo della ragazza nelle coperte ricordandosi il suo nome, Shae, e che questa era venuta da lei la notte prima del processo di Tyrion reclamando certi gioielli datigli da quest’ultimo e alcune promesse fattele da Cersei, tra cui un cavaliere che la prendesse in sposa. La regina aveva messo in chiaro che non le avrebbe dato nulla di tutto ciò fino a quando non le avesse rivelato che fine avesse fatto Sansa Stark. Ordina ai Kettleblack di portare fuori il cadavere attraverso il condotto che porta alle segrete e di restituirle la catena facendo attenzione a non graffiare l’oro.

Mentre Ser Osfyd sta per entrare nel tunnel, Jaime ne viene fuori. Lei corre verso di lui chiedendogli se avesse trovato gli assassini, ma Jaime risponde che il condotto scende fino a un punto dove converge con una dozzina di altri tunnel, tutti sbarrati con cancelli di ferro e dei quali occorre trovare le chiavi. Jaime aggiunge che chiunque abbia commesso l’omicidio potrebbe essere ancora nascosto lì sotto. Cersei immagina Tyrion strisciare nelle intercapedini come un ratto, ma poi si rassicura pensandolo chiuso nella sua cella. Cersei vuole che gli assassini vengano trovati a costo di abbattere la torre stessa.

Jaime l’abbraccia, e Cersei e spinta dal desiderio. Sussurrandogli nell’orecchio, gli chiede di diventare il nuovo Primo Cavaliere del Re, ma Jaime la respinge dicendole di non chiedergli di governare. Tutti sentono il secco rifiuto di Jaime e Cersei sente il calore invaderle le guance. Risponde che non gli ha chiesto di governare ma che sarà lei a governare fino a quando Tommen non avrà raggiunto l’età stabilita. Jaime risponde allora che non sa chi compatire di più, se Tommen o i Sette Regni, guadagnandosi uno schiaffo di tutta risposta.

I due vengono rimproverati da Ser Kevan che gli fa notare il loro comportamento poco appropriato. Jaime si scusa affermando che Cersei, distrutta dal dolore, non sa quello che fa. Dopo questa risposta, Cersei vorrebbe schiaffeggiarlo di nuovo e si pente della proposta appena fattagli. Pensa che dovrebbe abolire quella carica politica ricordando come altri Primi Cavalieri del re le avevano provocato dolore, in primis, Jon Arryn e Eddard Stark per essersi immischiati nei suoi affari, il primo forzandola a sposare Robert e il secondo costringendola a sbarazzarsi di Robert prima di poter chiudere la partita con Stannis e Renly. Tyrion invece, aveva venduto Myrcella ai dorniani,aveva tramutato Tommen in un ostaggio e assassinato Joffrey.
Il nuovo primo cavaliere sarebbe stato Ser Kevan, un uomo instancabile, prudente e devoto, su cui Cersei poteva contare così come aveva fatto suo padre. Cersei ha un regno da governare e per fare ciò ha bisogno di uomini e l’attuale [[Concilio Ristretto] non è adatto a tale compito, con maestro Pycelle troppo vecchio e Lord Mace Tyrell, Lord Paxter Redwyne e Lord Mathis Rowan non affidabili. Cersei non può nemmeno contare su Jaime, che ha perso, non solo la mano, ma anche il coraggio. Considera ancora la possibilità che possano cerarsi i Tyrell dietro l’omicidio di suo padre, dato che Mace Tyrell non avrebbe mai potuto governare i Sette Regni fino a quando Tywyn fosse stato in vita.

Realizza comunque che deve muoversi con estrema cautela contro i Tyrell dato che la capitale è piena di uomini a loro fedeli e che Loras Tyrell è ora parte della Guardia del Re. Il pensiero del fidanzamento tra Tommen e Margaery Tyrell la rende ancora furiosa e mette in dubbio la verginità di quest’ultima. Cersei intende utilizzare Varys per scoprire di più al riguardo. Il pensiero di Varys le fa realizzare che l’eunuco non è presente. Un brivido le corre lungo la schiena, Lord Tywin non aveva mai provato simpatia per il signore dei sussurri e se c’è un uomo che conosceva i segreti della Fortezza Rossa, quell’uomo è certamente Varys. L’unica spiegazione che Cersei può darsi è che l’eunuco sia coinvolto nell’omicidio e che si sia alleato con Stannis. Ordina quindi a Ser Meryn di trovarlo e di portarlo al suo cospetto. Il cavaliere se n’è appena andato che Ser Blount, rosso e affannato fa ritorno annunciando che Tyrion non è scomparso, che la sua cella è aperta e che non c’è traccia di lui. Cersei pensa che il sogno aveva ragione e infuriata esclama che aveva dato ordine di vigilarlo giorno e notte. Ser Boros afferma che il carceriere, Rugen, è scomparso e che altri due sono stati trovati addormentati. Cersei ordina che i due vengano uccisi. La paranoia di Cersei tocca adesso livelli altissimi, Tyrion ha già ucciso sua madre, suo padre e Joffrey, a breve sarebbe venuto anche a cercare lei, proprio come la vecchia Maegi aveva profetizzato. Cersei sente le gambe cedere e quando ser Boros cerca di sorreggerla, lei si ritrae pensando che anche lui potrebbe essere uno degli uomini di Tyrion. Quando Boros le offre di portarle dell’acqua, pensa che l’unica cosa che desidera in quel momento è il sangue di Tyrion.

Cersei chiude gli occhi, vede il nano sogghignare e le dita di quest’ultimo chiedersi attorno al suo collo proprio quando credeva di essersi sbarazzata di lui.

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