Insurrezione di Approdo del Re (Danza dei Draghi)

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Insurrezione di Approdo del Re
Conflitto Danza dei Draghi
Data 130 CA
Luogo Approdo del Re
Esito Assalto alla Fossa del Drago
Morte di Syrax, Morghul, Shrykos, Dreamfyre e Arrax
Morte di Joffrey Velaryon
Ritirata della regina Rhaenyra da Approdo del Re
Combattenti
Popolino di Approdo del Re I Neri
Comandanti
Folla in tumulto Lord Comandante Lorent Marbrand
Ser Torrhen Manderly
Ser Medrick Manderly
Ser Luthor Largent
Ser Balon Byrch
Ser Garth Labbro Leporino
Vittime
Lorent Marbrand
Luthor Largent
Davos Deddings (forse) †

L’Insurrezione di Approdo del Re ha luogo durante la Danza dei Draghi nel momento in cui la regina Rhaenyra Targaryen sta perdendo il controllo del Trono di Spade e la capitale vive nel terrore di un imminente attacco da parte dei draghi dei verdi. Il suicidio dell’amata regina Helaena Targaryen è l’avvenimento che porta all’apice il malcontento generale, causando la sommossa. Girano infatti voci che Helaena sia stata assassinata per ordine della sovrana.[1]

I tumulti hanno inizio nel Fondo delle Pulci, dove uomini e donne inferociti, ubriachi e spaventati lasciano osterie, botteghe e infami taverne riversandosi a centinaia nelle strade. La folla invoca giustizia per l’omicidio di Helaena e per quello di suo figlio, il giovane principe Jaehaerys. Carri e chioschi vengono rovesciati, negozi e magazzini razziati. Nessuno è risparmiato, né i nobili né gli individui di più infimo lignaggio. Lord e cavalieri sono trucidati. Lady Darla Deddings assiste all’uccisione (o forse solo al ferimento) del fratello Davos, pugnalato ad un occhio per aver cercato di difenderla dagli ubriachi che intendono stuprarla.[1]

I marinai impossibilitati a raggiungere le proprie navi assaltano la Porta del Fiume. Al mattino, i cadaveri del capo della guarnigione e di tre sergenti pendono dalla porta. Nel Fondo delle Pulci, cinquecento Cappe Dorate cercano di respingere una folla di diecimila individui e nello scontro perde la vita anche il Lord Comandante Ser Luthor Largent. Ser Lorent Marbrand guida un centinaio di cavalieri e armigeri nel luogo del tumulto, ma solo sedici dei combattenti fanno ritorno. Fra questi vi è Ser Glendon Goode, che porta con sé le ossa di Lorent, ucciso dai rivoltosi.[1]

Un cavaliere errante chiamato Ser Perkin la Pulce incorona re il suo scudiero, Trystane Truefyre, sostenendo che egli sia figlio di Viserys I Targaryen. Ser Perkin inizia dunque a nominare cavaliere qualsiasi mercenario, ladro e assassino accetti di appoggiare la causa dell’amico. Infine, aduna una sgangherata armata di infimi “cavalieri”, i quali prendono possesso della Piazza della Pescheria e del Lungofiume.[1]

Le Cappe Dorate a guardia della Porta Vecchia e della Porta del Drago scendono in campo guidate dai loro cpaitani, Ser Balon Byrch e Ser Garth Labbro Leporino, riportando una parvenza d’ordine nelle strade a nord e ad est della Collina di Rhaenys. Ser Medrick Manderly riesce a fare lo stesso nella zona che da nordest della Collina di Aegon si estende fino alla Porta di Ferro.[1]

L’insurrezione culmina nell’Assalto alla Fossa del Drago e alla conseguente morte di cinque draghi dei Targaryen.[1]


Fonti e note


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