Isola Silenziosa

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
La posizione di Isola Silenziosa nelle Terre dei Fiumi

L' Isola Silenziosa è un isolotto tidale situato alla foce del Tridente, dove il fiume si getta nella Baia dei Granchi. Si tratta di un rifugio per coloro che sono fedeli al Culto dei Sette Dèi.[1] L'isola si trova a sud di Padelle Salate ed è circondata da territorio fangoso che viene completamente coperto quando si alza la marea: in caso di alta marea, i confratelli usano un traghetto per raggiungere la terraferma. Septon Meribald fa spesso visita all'Isola Silenziosa.


Indice

Informazioni

Abitanti

Gli abitanti dell'Isola Silenziosa sono uomini penitenti che cercano di espiare i loro peccati attraverso la contemplazione, la preghiera e il silenzio: è permesso loro rompere il voto di silenzio solo per la confessione. I confratelli indossano tuniche marroni, con larghe maniche a campana e cappucci appuntiti. Alcuni confratelli hanno inoltre delle sciarpe di lana che coprono la parte inferiore dei loro volti, lasciando visibili solo gli occhi.

Il Confratello Anziano, capo della congregazione, non divulga le notizie peggiori di cui viene a conoscenza per non disturbare la pace del monastero. Molti confratelli giungono sull'isola per fuggire al male del mondo, non per rimuginarci.

Solo al Confratello Anziano e ai procuratori dell'ordine è concesso di parlare e questi ultimi possono farlo solo un giorno alla settimana. Il voto di silenzio è una privazione, un sacrificio per dimostrare ai Sette Dèi la loro devozione. I confratelli possono infrangere il loro voto solo per confessarsi, perché è difficile confessare i propri peccati solo annuendo e con i gesti. Septon Meribald ascolta le confessioni quando si reca sull'isola.

Occasionalmente, ad alcuni visitatori è permesso rimanere sull'isola: alcuni sono donne malate, ferite o incinte.[1]


Struttura

Il monastero si erge a un miglio e mezzo dalla costa, dove l'ampia foce del Tridente si allarga fino a congiungersi con la Baia dei Granchi. Quando la marea si ritira rapidamente, l'acqua che separa l'isolotto dalla costa cala, lasciandosi dietro un'ampia distesa di lucido fango marrone, cosparsa di pozze che risplendono come monete d'oro nel sole pomeridiano.

Anche dalla riva è evidente la prosperità del luogo: le pendici sono ricoperte di campi terrazzati, con una peschiera in basso e sulla cima un mulino a vento, le cui pale di legno e tela girano lentamente nella brezza che sale dalla baia. Pecore al pascolo sulla collina e cicogne sguazzano attorno all'approdo del traghetto. La stalla è imbiancata e ha un tetto di paglia.

La cima della collina è contornata da un muretto a secco che cinge un gruppo di grandi edifici, tra cui il mulino, il tempio con vetri decorati, ampi portoni scolpiti con raffigurazioni della Madre e del Padre e un campanile a sette lati con in cima un ballatoio.[1]


Il percorso della fede

Per raggiungere l'isola arrivando dalla terraferma a piedi bisogna attraversare il territorio fangoso che circonda la zona quando la marea si ritira. Solo le persone pie riescono ad attraversare senza subire danni, mentre gli empi vengono inghiottiti dalle sabbie mobili o annegano quando la marea risale velocemente. I viaggiatori devono fare attenzione a dove mettono i piedi e si raccomanda sempre di farsi accompagnare da qualcuno che conosce la zona.

Il percorso è tortuoso. Nonostante l'isola sembra essere situata a nordest rispetto al punto in cui si lascia la terraferma, septon Meribald si dirige verso est, verso le acque più profonde della baia, che brillano blu e argento in lontananza. Il soffice fango marrone sguscia tra le dita dei piedi e di tanto in tanto il septon si ferma per saggiare il terreno davanti a lui con il bastone. Dopo un centinaio di iarde, Meribald curva bruscamente verso sud, lasciandosi praticamente alle spalle il monastero. Procede in quella direzione per altre cento iarde, attraverso due pozze d'acqua bassa lasciata dalla marea.


La salita

Un sentiero sassoso e che attraversa un bosco di meli conduce a una stalla dipinta di bianco con un tetto di paglia.

La salita è più ripida di quello che sembra vedendola dal terreno fangoso alla base della collina. Per renderla più agevole, i confratelli hanno costruito una scalinata di legno che passa anche attraverso gli edifici. Nel pergolato estivo i confratelli coltivano uva dagli acini piccoli e asprigni, da cui però si ricava un vino bevibile. Producono anche birra, e il sidro e l'idromele sono famosi ben oltre i confini dell'isola. I confratelli producono il cibo che loro stessi consumano e, da questo punto di vista, sembrano piuttosto autosufficienti. Il cibo include pane, burro, miele e una spessa zuppa di granchio.


La cima della collina

La cima della collina è contornata da un muretto a secco che cinge un gruppo di grandi edifici:

  • Il mulino a vento - le cui pale scricchiolano quando girano
  • Le celle - dove dormono i confratelli
  • Il refettorio - dove si riuniscono per mangiare
  • Un tempio in legno - per la preghiera e la meditazione, con vetri decorati, ampi portoni scolpiti con raffigurazioni della Madre e del Padre, un campanile a sette lati con in cima un ballatoio.

Dietro al tempio si trova un orto dove alcuni confratelli anziani stanno strappando le erbacce. Dietro un castagno si trova una porta di legno sul fianco della collina, il "buco dell'eremita".


Il buco dell'eremita

Il buco dell'eremita è una grotta su un lato dell'isola, con una porta di legno per chiudere l'ingresso. Il primo uomo santo arrivato sull'isola viveva lì dentro e ha compiuto tali meraviglie che presto altri sono arrivati per unirsi a lui. Dicono sia successo duemila anni fa. Attualmente la grotta è occupata dal Confratello Anziano.

Si tratta di un santuario caldo e accogliente. A terra ci sono tappeti di lana, e alle pareti pendono degli arazzi. Alte candele di cera d'api illuminano abbondantemente il locale. L'arredo è strano ma semplice: un lungo tavolo, una cassapanca con lo schienale, una cassettiera, molti scaffali ricolmi di libri e alcune sedie. Tutto è stato costruito con il legno trascinato dalla corrente e recuperato sulla spiaggia: pezzi dalle forme bizzarre assemblati con perizia, sono levigati fino a risplendere come oro al chiarore delle candele.


Le casupole delle donne

Nonostante le donne non vivano sull'isola, è permesso loro risiedervi per un breve periodo di tempo: sull'isola infatti vi sono delle casupole riservate a loro, che siano nobili o di umili origini. Le casupole non vengono spesso utilizzate, ma i confratelli le tengono pulite e asciutte. Sull'Isola Silenziosa uomini e donne non possono dormire sotto lo stesso tetto a meno che non siano sposati.

Le casupole delle donne si trovano sul lato orientale dell'isola. Si affacciano su un'ampia distesa di fango e le lontane acque della Baia dei Granchi. Fa più freddo che non sul lato protetto e la terra è anche più selvaggia. La collina è più ripida e il sentiero si insinua tra erbacce e rovi, rocce scolpite dagli elementi e alberi spinosi e ritorti abbarbicati al pietroso pendio. Nelle notti limpide è possibile vedere i fuochi di Padelle Salate. Le casupole sono modeste, sembrano alveari costruiti in pietra: una serie di capanne basse, rotonde e senza finestre.

La casupola comprende pavimento di terra battuta con un pagliericcio, pellicce e coperte per ripararsi dal freddo, un catino d'acqua, una caraffa di sidro, pane e formaggio, un piccolo focolare e due sedie basse.


Detriti galleggianti e rifiuti portati dall'acqua

Quando le acque del fiume si riversano nella baia, le correnti e le maree si scontrano e molti oggetti strani vengono spinti sulla costa dell'Isola Silenziosa. Il legno è il materiale più comune, ma i confratelli hanno trovato di tutto: coppe d'argento, pentole di ferro, sacchi di lana, pezze di seta, elmi arrugginiti, spade scintillanti e rubini. Finora ne hanno trovati sei e sono in attesa del settimo. Non tutti i doni del fiume sono gradevoli e i confratelli raccolgono anche i morti: carcasse di vacche, cervi affogati, maiali gonfi fino a essere grossi quanto mezzo cavallo e cadaveri. Uomini del fiume, uomini dell'Ovest e del Nord, tutti approdano sulle rive, cavalieri o malfattori che siano.


Eventi recenti

Il banchetto dei corvi

Fino a quel momento, la Guerra dei Cinque Re non è arrivata all'Isola Silenziosa, se non portando i cadaveri dei caduti in battaglia. Brienne di Tarth, Podrick Payne, septon Meribald e ser Hyle Hunt arrivano sull'isola, una tappa nel viaggio di Brienne alla ricerca di Sansa Stark.

Tre quarti delle stalle sono vuoti. Su un lato in fondo si trova mezza dozzina di muli, mentre dall'altro lato, ben in fondo e lontano dagli altri animali, si trova uno splendido cavallo nero dal temperamento irascibile. Molti confratelli lavorano sull'isola, tra cui un becchino zoppo.

I visitatori parlano con il Confratello Anziano e parlano degli ultimi avvenimenti a Padelle Salate. Mentre la accompagna alle casupole delle donne, il Confratello parla con Brienne riguardo la missione della donna e del perché lei deve trovare Sansa.[1]


Abitanti conosciuti dell'isola


Capitoli ambientati all'Isola Silenziosa


Fonti e note


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