L'ultima notte dei ribelli

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L'ultima notte dei ribelli
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Episodio Stagione 4, Episodio #
Cronologia episodi (List)
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"In cerca di un colpevole" "La legge degli dei e degli uomini"

L'ultima notte dei ribelli (titolo originale: First of His Name) è il quinto episodio della quarta stagione della serie tv Il trono di spade. Della durata di 54 minuti, l'episodio va in onda per la prima volta il 4 maggio 2014 negli Stati Uniti. In Italia la puntata viene trasmessa per la prima volta il 14 maggio 2014 sul canale satellitare Sky Cinema. L'episodio è stato scritto dai co-creatori della serie, David Benioff e D. B. Weiss, e diretto da Michelle MacLaren.


Cersei e Tywin Lannister discutono le prossime mosse della corona. Daenerys Targaryen riflette sul futuro, mentre Jon Snow si prepara a una nuova missione.


Indice

Trama

Ad Approdo del Re

Tommen Baratheon viene incoronato re. Durante la cerimonia, Cersei Lannister e Margaery Tyrell parlano della vera natura del defunto Joffrey e di come Tommen potrebbe diventare un re davvero meritevole della corona. Dopo essersi incontrata con suo padre Tywin, Cersei decide che Tommen e Margaery si sposeranno entro due settimane. I due, sebbene la regina sia riluttante, discutono dei piani riguardo al matrimonio tra la donna e Loras Tyrell. Tywin rivela alla figlia che le miniere di Castel Granito si sono ormai esaurite: per questo motivo, la Corona ha un ingente debito nei confronti della Banca di Ferro di Braavos. L'unione dei Lannister e dei Tyrell contribuirà a risolvere questo problema. Nei giardini di palazzo, Cersei parla con il principe Oberyn Martell della figlia Myrcella e gli chiede di portare in dono alla ragazza una nave una volta tornato a Lancia del Sole, richiesta che Oberyn promette di accogliere.


Nella Valle

Lord Petyr Baelish e Sansa Stark raggiungono la Valle di Arryn. Alla Porta Insanguinata, Petyr mente a ser Donnel Waynwood riguardo alla vera identità della ragazza, ancora ricercata ad Approdo del Re, e la presenta come Alayne. Arrivati a Nido dell'Aquila, i due vengono accolti da Lysa Arryn e dal figlio Robin. Lysa è a conoscenza della vera identità di Sansa e chiede a Robin di mostrarle la sua stanza. Non appena i due ragazzi si sono allontanati, Lysa esprime il desiderio di sposare Petyr il giorno stesso e ricorda tutto ciò che lei ha fatto per lui, tra cui avvelenare il suo precedente marito, lord Jon Arryn. Per farla tacere, Petyr accetta di sposarsi il prima possibile. Quella stessa notte, Lysa e Sansa parlano di Catelyn e di quanto Petyr la amasse. La conversazione si fa sempre più tesa fino a quando Lysa arriva ad accusare la nipote di aver sedotto Petyr, ma la ragazza riesce a convincerla di essere ancora vergine. Lysa rivela quindi alla nipote che, non appena Tyrion sarà morto, lei potrà sposare Robin.


Oltre il Mare Stretto

La notizia della morte di Joffrey Baratheon raggiunge Daenerys Targaryen. Durante una seduta del consiglio, Daario Naharis annuncia che i suoi uomini hanno preso possesso delle navi di Meereen e Daenerys esprime il desiderio di poterle usare per invadere il Continente Occidentale. Mentre i suoi consiglieri sono ottimisti riguardo alla possibilità di conquistare Approdo del Re, ser Jorah Mormont la avverte che ciò non potrebbe essere sufficiente a vincere la lealtà dei Sette Regni. Informa quindi Daenerys che Astapor e Yunkai sono tornate alle loro vecchie tradizioni appena lei se n'è andata, con Yunkai di nuovo sotto il dominio degli schiavisti e Astapor dominata da un re che si è autoeletto. Daenerys congeda quindi gli altri consiglieri e, dopo aver chiesto l'opinione di Jorah, decide di rimanere nella Baia degli Schiavisti per imparare a regnare.


Lungo la Strada del Re

Brienne di Tarth e il suo scudiero Podrick Payne proseguono il loro viaggio verso la Barriera sperando di trovare Sansa Stark da Jon Snow. Brienne redarguisce Podrick sul fatto che il ragazzo non sappia cucinare, ma alla fine accetta il suo aiuto per togliersi l'armatura. Quando gli chiede cosa abbia fatto per Tyrion Lannister, Podrick racconta che l'ha salvato uccidendo un cavaliere della Guardia Reale intenzionato ad assassinarlo durante la Battaglia delle Acque Nere. La rivelazione impressiona molto Brienne.


Nelle Terre dei Fiumi

Arya Stark e Sandor Clegane parlano della lista di nomi di persone che la bambina intende uccidere, soffermandosi sulla presenza di Gregor Clegane tra i nomi dell'odio. Arya rivela che anche il nome di Sandor è nella sua lista. Il mattino seguente, Sandor vede Arya intenta ad allenarsi con la spada e critica il suo modo di muoversi, sfidandola a colpirlo per dimostrare le sue abilità. L'armatura respinge facilmente l'assalto di Arya, che viene presto sconfitta da Sandor. L'uomo le fa notare che il suo stile di combattimento è inutile contro avversari muniti di armatura.


Oltre la Barriera

Locke esplora i dintorni del Castello di Craster e vede Rast picchiare una delle vedove dell'uomo. Intrufolatosi nell'accampamento, scopre che Bran e il suo gruppo sono tenuti prigionieri in una capanna. Una volta tornato da Jon Snow, lo informa che bisognerebbe attaccare presto, dato che gli ammutinati sono ubriachi, ma Jon dice che attaccheranno solo al tramonto. Più tardi, Karl Tanner entra nella tenda dove sono tenuti i prigionieri e cerca di violentare Meera ma, dopo un avvertimento di Jojen, viene fermato dal gruppo di Jon. Nella battaglia che segue, molti ammutinati muoiono. Locke si allontana dal combattimento per raggiungere Bran e i suoi amici. Non appena liberato, il bambino usa le sue abilità di metamorfo per entrare nel corpo di Hodor e spezza le catene che immobilizzano l'uomo. Bran, sempre controllando il corpo di Hodor, insegue Locke e lo uccide. Sebbene Bran desideri vedere Jon, Jojen gli dice che il fratellastro cercherà di impedire loro di proseguire verso nord, così il gruppo lascia l'accampamento senza essere notato.

Jon entra nella tenda principale e affronta Karl, che riesce a uccidere con l'aiuto di una delle vedove di Craster, anche se rimane ferito. Durante la conta dei caduti, Edd nota che manca Rast. L'uomo è infatti fuggito nella foresta, ma viene ucciso da Spettro, il metalupo di Jon. Jon chiede alle vedove di Craster di seguirlo alla Barriera, ma le donne rifiutano, così il gruppo si limita a bruciare i corpi dei caduti e l'intero accampamento prima di ripartire.


Produzione

L'ultima notte dei ribelli è stato scritto da David Benihoff e D.B. Weiss basandosi sulle opere originali di George R.R. Martin: Tempesta di Spade, Il banchetto dei corvi e La danza dei draghi. Nel dettaglio:


Da Tempesta di spade:


Da Il banchetto dei corvi:


Da La danza dei draghi:


Titolo

Il titolo originale, "First of His Name", fa riferimento a Tommen Baratheon, il primo re con tale nome a regnare sui Sette Regni. Il titolo della versione italiana si riferisce invece allo scontro tra i ribelli al Castello di Craster e gli uomini di Jon Snow, nel quale hanno la meglio i secondi.


Casting

In questo episodio tornano i personaggi di Lysa Arryn (Katie Dickie) e Robin Arryn (Lino Facioli), assenti sin dalla loro prima e unica apparizione durante la prima stagione. Appare inoltre, per la prima volta, ser Donnel Waynwood (Alisdair Simpson).


Guest star



Accoglienza

Ascolti

L'ultima notte dei ribelli stabilisce un nuovo record di ascolti per la serie, con 7,16 milioni di spettatori durante la prima messa in onda.[1]


Critica

L'episodio è stato accolto positivamente dai critici. Rotten Tomatoes ha riportato che i commenti alla puntata presenti sul sito sono positivi al 100%. Tra i vari consensi si legge: “Solo lento per gli standard de Il trono di spade, l'episodio dimostra quanto questa serie sia stata costruita con cura sia dalla prima stagione”.[2]

Matt Fowler di IGN ha dato una valutazione di 9/10 all'episodio sostenendo che esso: “Ci abbia fornito una visione su alcuni eventi del passato di cui avevamo davvero bisogno.” Ha inoltre sottolineato che le azioni di Petyr Baelish hanno “messo in moto la storia dell'intera serie”.[3] Erik Adams di The A.V. Club ha dato A all'episodio, il voto massimo, lodando gli autori per la loro attenzione ai personaggi femminili.[4]


Fonti e note

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