La danza dei draghi-Capitolo 11

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Daenerys II
La danza dei draghi
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PDVDaenerys
LuogoMeereen
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Gli attacchi dei Figli dell'Arpia diventano sempre più brutali e questa volta i lutti colpiscono direttamente Daenerys Targaryen che, sempre più incerta sul da farsi, riceve degli avvertimenti enigmatici da una vecchia conoscenza. Per sfuggire alla violenta realtà di Meereen, Daenerys cerca un lieto fine nelle storie dei Sette Regni, senza però trarne soddisfazione. In un momento di incertezza, la regina cerca di riflettere su chi è davvero, ma la conclusione a cui giunge non è quella che sperava.


Indice

Sinossi

Daenerys Targaryen viene svegliata nel cuore della notte dalla sua ancella e capisce immediatamente che è accaduto qualcosa di grave. Sente Missandei piangere in un angolo della stanza, ma il resto lo apprende poco dopo da Skahaz mo Kandaq, Reznak mo Reznak e Verme Grigio, introdotti al suo cospetto: i Figli dell'Arpia hanno colpito di nuovo, questa volta uccidendo nove persone, un numero di morti mai visto in una sola notte. Tra i morti, colpiti in vari punti e in modi diversi, c'è Mossador, uno dei fratelli di Missandei, con cui la bambina era stata rapita. A differenza dei suoi fratelli, diventati tutti Immacolati, Missandei è diventata una scriba grazie alle sue abilità d'apprendimento. Daenerys, furiosa, chiede degli assassini: il proprietario della taverna dove è avvenuto l'assassinio di due Immacolati è stato arrestato con le figlie, ma tutti si proclamano innocenti. Tre dei morti erano invece liberti, assassinati nelle loro case in maniera brutale. Daenerys sente la furia del drago montare in sé e ordina a Skahaz di interrogare il prigioniero con la forza per avere informazioni e approva l'idea del suo consigliere, ovvero torturare le figlie sotto gli occhi del padre. Ordina poi a Verme Grigio di richiamare gli Immacolati, che da quel momento si occuperanno di sorvegliare solo le mura e la sua persona, mentre la città sarà sorvegliata da una nuova guardia originaria di Meereen, composta da testarasata e liberti in egual modo.

Reznak riferisce dunque alla regina che alcune famiglie nobili stanno per lasciare la città. Daenerys è nauseata da tutti i meerenesi, grandi e piccoli, e ordina di controllare che portino via solo lo stretto necessario, lasciando qui il loro oro e le riserve di cibo. Reznak osserva che le famiglie in partenza temono per l'incolumità dei loro figli, così Daenerys, che a sua volta teme per i suoi figli, decide di prendere con sé due bambini per ogni famiglia, un maschio e una femmina, affinché la servano come coppieri: ciò che viene passato come un onore basato sui costumi del Continente Occidentale è in realtà un modo per avere degli ostaggi vicino a sé, per ogni evenienza.

La regina si ritira nella sua stanza, dove chiama a sé Missandei e la invita a dormire con lei, chiedendole di raccontarle di Mossador. La bambina le parla della sua infanzia a Naath e Daenerys le offre l'opportunità di tornare nella sua isola natia, ma Missandei rifiuta: a Naath potrebbero tornare gli schiavisti e portarla via di nuovo, mentre a Meereen si trova al sicuro. Daenerys, che accanto alla piccola scriba si concede di tornare bambina, confessa che da piccola nessuno l'ha mai fatta sentire al sicuro, ma ora deve fare il possibile per proteggere i suoi figli, anche se non è ben sicura di cosa sia necessario fare. Lei è tutto quello che hanno i liberti di Meereen e deve farsi forza. Missandei conclude dicendo che non è la madre dei draghi, ma la madre di tutti i liberti, poi la esorta a dormire e approfittare delle poche ore rimaste prima dell'alba.

Daenerys, però, non riesce a dormire. Mentre ripensa ad Approdo del Re e alle terre gentili di cui Viserys le parlava, la sua mente non fa che tornare alla brutale vita nella Baia degli Schiavisti, così decide di recarsi sulla terrazza e osservare la città sotto di lei, chiedendosi quali piani stiano architettando i Figli dell'Arpia. Ripensa a Daario Naharis, ancora lontano da Meereen: il mercenario le manca ed è gelosa dell'idea che possa aver incontrato un'altra donna, ma crede di aver fatto la scelta giusta allontanandolo. Qualche giorno prima, ha esposto le sue paure a ser Barristan Selmy, conscia che il cavaliere non prova molta simpatia per il mercenario, ma lui l'ha tranquillizzata, dicendole che Daario non la tradirebbe con nessun'altra donna e che tornerà.

Per calmarsi, Dany si concede un bagno. Ad un tratto, uno strano fruscio richiama la sua attenzione. Sotto l'albero di cachi, una donna con il volto coperto da una maschera la guarda e Daenerys la riconosce: si tratta di Quaithe, la misteriosa donna incontrata a Qarth. Quaithe le dice che non sta sognando e si raccomanda di ascoltare ciò che sta per dire. Molti arriveranno per cercarla e la esorta a non fidarsi di nessuno, ma i suoi avvertimenti sono criptici e incomprensibili. Daenerys, stanca di profezie e frasi lasciate a metà, le ordina di parlare chiaramente, ma la donna le impone il silenzio e le dice di ricordare gli Eterni e, inoltre, di ricordare chi è lei. Missandei arriva all'improvviso chiedendole con chi stia parlando e Daenerys, confusa nel vedere che Quaithe è sparita, dice che stava pregando. La regina non può che chiedersi se quelle visioni non siano in realtà un segno della latente follia presente nel sangue dei Targaryen e se quelli non siano i primi segnali che ella sta per diventare come suo padre.

Al mattino, stanca per la notte insonne, Daenerys si presenta ad ascoltare le petizioni come sempre. Hizdahr zo Loraq si presenta nuovamente per chiedere la riapertura delle fosse di combattimento. Il giovane ha finalmente abbandonato i consueti costumi di Meereen e adottato uno stile più sobrio e più gradito alla regina. Daenerys nota il cambiamento, ma è esasperata dalla sua richiesta, così decide di ascoltarlo solo perché con lui ci sono dei liberti ed ex campioni di quelle fosse che, con sua grande sorpresa, sono d'accordo con Hizdahr e le chiedono di riaprire le strutture. Daenerys, presa in contropiede, promette di pensarci.

Nel rientrare nelle sue stanze e desiderosa di sentire storie a lieto fine, Daenerys chiede a ser Barristan di raccontarle di nuovo come è fuggito da Approdo del Re. Il cavaliere non considera la fuga una storia onorevole, ma cede alle insistenze della ragazza e racconta di nuovo la sua storia. Ben sapendo che i suoi cugini l'avrebbero riaccolto a Sala del Raccolto, ma che questo avrebbe potuto attirare su di loro l'ira di re Joffrey Baratheon, soprattutto dopo ciò che il cavaliere aveva detto davanti a tutta la corte, Barristan capisce che è stato lui a provocare quella situazione, arrendendosi a re Robert Baratheon e accettandone la sovranità. Decide quindi, per redimersi, di partire alla ricerca del legittimo re dei Sette Regni e mettersi al suo servizio. Riuscito a fuggire inseguito dalle Cappe Dorate di Janos Slynt, ser Barristan torna nella città vestito da mendicante in tempo per vedere l'esecuzione di lord Eddard Stark e ringraziando gli dèi di aver perso il mantello bianco prima di tale azione disdicevole.

Daenerys ne approfitta per ribadire che Eddard Stark era un traditore come gli altri, ma Barristan le ricorda che è stato lui a parlare contro il suo assassinio, quando re Robert ha scoperto che era incinta. La regina allora ribatte che è per causa di lord Stark che i figli di Rhaegar sono morti, ma il cavaliere la corregge di nuovo, dicendo che quella è stata opera dei Lannister. Daenerys risponde che Stark o Lannister non fa differenza, sono tutti cani dell'Usurpatore come li definiva Viserys, e se un bambino viene azzannato da un cane, non importa quale degli animali sia stato, sono tutti colpevoli allo stesso modo. Le parole le si aggrovigliano in bocca: la sua mente va ad Hazzea, la bambina morta a causa di Drogon, e chiede a ser Barristan di accompagnarla nel pozzo. Un'ombra di disapprovazione passa sul volto del vecchio cavaliere, che però non discute e la guida.

Nelle profondità della Grande Piramide, Daenerys supera una porta e si ferma sul bordo di un pozzo profondo dove, quaranta piedi più in basso, i suoi draghi alzano la testa. Ser Barristan si raccomanda di non avvicinarsi troppo, mentre Rhaegal ruggisce e Viserion cerca di avvicinarsi, trattenuto dalla catena. La regina nota che sono cresciuti e si pente di averli richiusi e non è convinta di aver fatto la scelta giusta, perché, in realtà, nessuno sa come trattare i draghi: Viserys le aveva raccontato molte storie sui draghi, la storia dei Targaryen è stata per secoli legata ai draghi e lei stessa aveva fatto sfoggio delle sue creature ad Astapor e Yunkai. All'inizio avevano pensato che Hazzea fosse stata uccisa dal padre per avere una ricompensa, ma era stata chiaramente opera di un drago, così avevano promesso all'uomo un vitalizio, in cambio del suo silenzio sulla vera morte della bambina.

Mentre Viserion cerca in tutti i modi di raggiungerla, Daenerys ripensa a come li abbia ingannati per rinchiuderli in quel pozzo. Con il drago bianco è stato semplice, più complicato con Rhaegal, la cui cattura è costata sei vite, ma Drogon, il più grosso e il più selvaggio, dopo il terzo tentativo di cattura, numerosi morti e feriti, è fuggito e non si era più fatto vedere a Meereen. Daenerys ripensa che è la madre dei draghi, una madre di mostri: la sua posizione a Meereen è tutt'altro che salda se non può contare su di loro ma, soprattutto, la conquista dei Sette Regni senza draghi è praticamente impossibile. Lei è il sangue del drago: se loro sono dei mostri, lo è anche lei.


Lista dei personaggi

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