La danza dei draghi-Capitolo 18

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Tyrion V
La danza dei draghi
Copertina12.jpg
PDVTyrion
LuogoAnse Dolenti - Chroyane
Cronologia dei capitoli (Tutti)


Jon IV ← Tyrion  V → Davos  


La navigazione attraverso le Anse Dolenti è molto rischiosa e Tyrion Lannister ripensa alle terribili leggende che popolano quel luogo. Superato l'apparente pericolo, Tyrion ne approfitta per confermare i suoi sospetti e rivelare la vera identità di Griff il Giovane. Prima ancora di pensare al futuro, però, si trova ad affrontare una situazione decisamente più pericolosa.


Indice

Sinossi

La Fanciulla Pudica si muove nella nebbia fitta, mentre tutto l'equipaggio è all'erta e attento a ciò che lo circonda. Tyrion Lannister ride di Haldon, a cui non piace quella nebbia, ma Ysilla gli fa notare che quella strana condizione non è naturale, bensì una stregoneria, e che molti viaggiatori in passato si sono persi in quel luogo, senza mai più fare ritorno: l'acqua e l'aria sono piene di spiriti tormentati e irrequieti. Tyrion nota delle dita toccare lo scafo e constata che Ysilla ha ragione, quello è un posto malsano: mentre la barca si allontana, vede il resto della mano increspare l'acqua e un volto che guarda verso l'alto. C'è qualcosa di immondo nell'aria, qualcosa che ammorba l'acqua e rende quel luogo un'area malsana, che puzza di morte e disperazione. Non c'è da stupirsi che gli uomini di pietra impazziscono. Ysilla raccomanda di non deriderli, dato che essi sono sempre alla ricerca di anime che si uniscano a loro e Haldon aggiunge che, tre volte l'anno, i Triarchi di Volantis mandano una galea di provviste, ma spesso il cibo arriva troppo tardi o trova troppe bocche da sfamare.

Haldon dice che non dovrebbero respirare quell'aria malsana, la Maledizione di Garin è tutta intorno a loro. Tyrion aggiunge che la maledizione non è altro che il morbo grigio, una malattia che spesso si vede nei bambini, dovuta all'umidità: ci sono molti modi per contrastarlo e i bambini che guariscono rimangono sfigurati, ma immuni alle forme più letali e simili, come la peste grigia. Il Folletto ribadisce che il morbo non si trasmette dall'aria, ma Ysilla lo contraddice di nuovo e racconta che il principe Garin, appeso in una gabbia dai nemici di Volantis e Valyria, ha lanciato la maledizione per punirli. Quella stessa notte, Madre Rhoyne ha annegato gli invasori, le cui anime sono ancora in quel luogo, a vagare senza riposo.

Griff il Giovane non condivide però le paure di tutti e dice, sprezzante, che se gli uomini di pietra li infastidiscono, li combatterà, ma septa Lemore lo redarguisce, ricordandogli che l'orgoglio è un peccato agli occhi degli dei. Il Signore del Sudario era il più orgoglioso di tutti e infatti non ha fatto una bella fine. Tyrion le chiede se esiste davvero questa figura e Yandry gli racconta che molti sostengono persino si tratti di Garin, tornato in vita, ma Haldon sostiene invece che ci sono stati almeno una ventina di Signori del Sudario, quello attuale è un corsaro delle Isole del Basilisco, mentre Papero dice che lui ha sentito un'altra leggenda, secondo cui il Signore del Sudario non è un uomo di pietra, bensì una statua animata dal bacio di una donna grigia.

La barca continua a proseguire nella nebbia e nelle rovine di quella che un tempo era Chroyane, la splendida città delle feste sulla Rhoyne, distrutta dall'avvento dei draghi di Valyria. Poco più avanti incontrano la Martin Pescatore, un piccolo peschereccio proveniente da Volantis che riferisce come a Volantis stanno moltiplicandosi le voci a favore di una guerra, anche nel partito degli elefanti, il partito tradizionalmente volto al commercio. Griff è perplesso per le notizie ricevute e intima a Tyrion, che ne approfitta per fare un'osservazione sarcastica, di tacere. Il Folletto, che brama sempre più di liberarsi di Griff, non può fare altro che obbedire e tornare a occuparsi del braciere.

Poco dopo nota un'enorme struttura davanti a loro, in rovina e desolata, ricoperto di vegetazione: si tratta del Palazzo dell'Amore, l'antica residenza della regina Nymeria, ora soprannominato Palazzo del Dolore. La rovina è tetra, ma pensare che un tempo era un centro vivace e vitale, dove si celebravano feste e matrimoni, fa ancora più impressione: Tyrion ripensa quindi a Tysha, la sua amata moglie, un inganno del suo adorato fratello Jaime. Tyrion ormai non sopporta più quella nebbia e Haldon lo rassicura dicendogli che manca poco meno di un'ora prima di uscire dalle Anse Dolenti, dopo di che la navigazione sarebbe stata decisamente più piacevole e tranquilla.

Una fila di luci davanti a loro segnala la presenza del Ponte del Sogno, un enorme ponte tra le cui campate si trovano gli uomini di pietra. Griff li avverte di fare attenzione, dato che si tratta di creature goffe, lente e stupide, ma che tendono a impazzire e diventare pericolose nelle ultime fasi della malattia: si raccomanda dunque di fare il possibile per evitare di essere toccati per evitare di contrarre il morbo. Tyrion rabbrividisce alla sola idea: nella sua forma mortale, che inizia dalle estremità del corpo, il morbo uccideva la carne, rendendola insensibile, fredda e rigida e l'unica cura è amputare l'arto malato, ma, se troppo tardi, ormai il morbo si era diffuso a un altro arto, per poi espandersi fino agli organi interni e uccidere il malato. Mentre si avvicinano, Tyrion vede le sagome degli uomini muoversi intorno alle torce, mentre Griff chiede a Lemore di portare il figlio sottocoperta. Il ragazzo si impunta e chiede perché debba nascondersi, se persino il nano rimane allo scoperto, così Tyrion gli ribadisce che lui è solo un nano, mentre il ragazzo è tutto. Prima di riuscire a continuare il discorso, tutti trattengono il respiro e passano sotto il ponte, sotto lo sguardo dei malati.

Passato il pericolo, il Giovane Griff torna a rivolgersi a Tyrion, chiedendogli cosa intendeva poco prima, così il nano risponde che non ha ancora ben chiaro la situazione, ma, se gli uomini di pietra si fossero portati via il ragazzo, la loro impresa sarebbe fallita. Il ragazzo guarda Griff, stupefatto che Tyrion conosca la sua vera identità. Ignorando gli avvertimenti di Griff, Tyrion si avvicina per scrutare meglio il giovane, notando subito il colore degli occhi e complimentandosi per il suo bell'aspetto, dato che dovrebbe essere morto. Alle proteste del ragazzo, Tyrion racconta che suo padre in persona ha presentato il suo cadavere avvolto in un sudario rosso, rivelandogli così di non essere Hugor Hill, bastardo delle Terre dell'Ovest, bensì Tyrion Lannister, figlio di lord Tywin e si dice sollevato che Varys faccia parte del loro complotto, altrimenti avrebbe smascherato il ragazzo con la stessa facilità con cui l'ha appena fatto Tyrion. Si rivolge dunque verso Griff, riconoscendolo come Jon Connington, il migliore amico del principe Rhaegar Targaryen e forse l'uomo che meglio può allevare Aegon, il figlio del defunto principe.

Prima che Griff, imbarazzato, riesca a ribattere, tutti notano che, anziché procedere, stanno indietreggiando, tornando verso il Ponte del Sogno, dove gli uomini grigi stanno già gemendo e indicando verso di loro. Haldon non fa in tempo a portare il principe sottocoperta al sicuro che ormai la barca è prigioniera della corrente e un uomo di pietra piomba sul barcone, seguito da un altro, che viene abbattuto immediatamente da Papero, mentre Griff sconfigge il secondo. Tyrion crede di essersi liberato dei mostri, quando si accorge di un terzo che torreggia minaccioso dietro di lui mentre cerca di afferrare Giovane Griff. Tyrion allora interviene, spostando il ragazzo e piazzando la torcia in faccia al mostro, ma quando sono ormai vicino al bordo, la creatura gli strappa la torcia di mano.

Convinto di essere ormai perduto, Tyrion cerca di abbattere il mostro, insofferente al dolore, con una spallata, gettandolo in acqua. Nel precipitare all'indietro, però, l'essere afferra Tyrion e lo trascina con sé nelle acque gelide della Rhoyne. Mentre affonda, sente una mano di pietra tastargli la faccia, un'altra lo afferra per il braccio, trascinandolo sempre più in profondità e Tyrion non riesce più a respirare. Il folletto pensa che ci siano modi peggiori per morire e ricorda che lui è già morto, ad Approdo del Re, di lui è rimasto solo il suo fantasma, il piccolo spettro vendicativo che aveva strozzato Shae e piantato un dardo di balestra nelle budella del grande lord Tywin. Nessuno piangerà la morte della creatura che era diventato. Tyrion giura che infesterà come uno spettro i Sette Regni, mentre le tenebre si chiudono sopra di lui.

Lista dei personaggi

Apparsi


Menzionati


Luoghi e termini menzionati

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti