La danza dei draghi-Capitolo 21

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Jon V
La danza dei draghi
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PDVJon
LuogoCittà della Talpa
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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Jon Snow continua a cercare soluzioni per risolvere i grandi problemi di Castello Nero, soprattutto ora che Stannis Baratheon se n'è andato. Durante una delle ordinarie missioni tra i bruti di Città della Talpa, Jon fa leva sulla loro disperazione per porli davanti a una scelta che, però, non tutti i confratelli condividono e che soprattutto può rivelarsi un errore fatale.


Indice

Sinossi

Jon Snow si sveglia e scopre di essersi, di nuovo, addormentato sul lavoro. La sera prima stava consultando dei libri della biblioteca di Castello Nero e ha pensato a Samwell Tarly, quando gli aveva detto che i libri avevano bisogno di essere riorganizzati. Jon crede che quello sarà un lavoro che potrà fare Samwell, se torna: poco prima, Jon ha ricevuto una lettera di Cotter Pyke che gli segnalava la presenza di un relitto sulle coste di Skagos, ma non è stato possibile capire se si trattava della Uccello Nero, la nave su cui si erano imbarcati Samwell e gli altri. Per un attimo, teme di averli condannati a morte, anziché mandati al sicuro.

Non ha neppure toccato la cena della sera prima. Bowen Marsh l'ha inoltre esortato a trasferirsi nella Torre del Re, dopo la partenza di Stannis Baratheon, ma Jon ha rifiutato convinto che, se avesse accettato, avrebbe dimostrato di non aspettare il ritorno del re e dei suoi uomini. Da quando Stannis se n'è andato, Castello Nero è però decisamente più tranquillo e silenzioso.

Jon si prepara e raggiunge la stalla, dove lo attende Edd l'Addolorato e Bowen Marsh, che gli chiede se ha davvero intenzione di portare a termine il piano. Jon risponde che ne hanno ormai discusso abbastanza e che i vecchi fortini dei Guardiani della Notte hanno bisogno di essere nuovamente presidiati. Bowen, contrariato, accenna a lord Jeor Mormont e Jon lo interrompe, dicendogli che Jeor è morto non per mano dei bruti, ma dei confratelli di cui si fidava, e che nessuno sa cosa avrebbe fatto in quell'occasione e chiude il discorso, ordinando alla carovana di mettersi in marcia. È in momenti come quelli che Jon si accorge di sentire molto la mancanza di Maestro Aemon, la cui saggezza, esperienza e conoscenza si erano rivelate fondamentali in più di un'occasione nel passato. Bowen Marsh, dopo la ferita riportata durante la Battaglia del Ponte dei Teschi, non fa altro che chiedere la chiusura delle porte di ghiaccio per impedire ai bruti di superare la Barriera, mentre il taciturno e flemmatico Othell Yarwyck è impegnato a nominare ranger per sostituire quelli che sembrano morire come mosche.

Durante la marcia, Edd l'Addolorato indica a Jon un grosso albero su cui i bruti avevano inciso un volto come simbolo di venerazione degli Antichi Dèi. Jon non ne è sorpreso, alla fine è difficile obbligare un uomo a rinunciare alla propria divinità, e la messinscena di Melisandre con il fuoco e le minacce ai falsi dei di qualche tempo prima sembrano all'improvviso un'inutile farsa. Ha però messo degli uomini a pattugliare la zona e il fatto che qualcuno sia riuscito a eludere la sorveglianza scolpendo un volto su un albero, significa che c'è bisogno di più controllo, quindi più uomini, togliendo sentinelle utili alla Barriera. Su un castagno poco più avanti è inciso un altro volto, chiaro messaggio che i bruti non hanno rinunciato ai loro dèi, andando contro la volontà di Stannis e Melisandre. Jon ricorda le parole di Mance Rayder, quando ha paragonato il Popolo Libero a un gregge che non poteva essere controllato e nessuno avrebbe quindi rinunciato ai loro dèi per inchinarsi a un dio che non conoscono.

Il terzo albero intagliato si trova appena a nord di Città della Talpa, una quercia con un volto particolarmente rabbioso, diverso dalle espressioni severe e selvagge dei tipici alberi intagliati. Arrivati nel villaggio, ridotto a un cumulo di cenere dopo il passaggio di Styr e dei suoi uomini, i carri dei confratelli si dispongono in semicerchio davanti a quella che un tempo era stata la fucina del villaggio. Poco dopo il loro arrivo i bruti cominciano a emergere dai cunicoli sotterranei che da sempre hanno costituito il cuore di Città della Talpa, portando con sé un tanfo orribile di corpi non lavati ed escrementi, suscitando qualche battuta di cattivo gusto, che Jon non manca di notare, tra i confratelli. I bruti sanno cosa fare e si dispongono in fila dietro i carri, senza dire nulla: ci sono quasi il triplo delle donne rispetto agli uomini e dei bambini, ma la maggior parte era morta durante la marcia verso la Barriera. Secondo le stime degli uomini di Stannis, ci sono trecento guerrieri tra i rifugiati di Città della Talpa, ma il conteggio includeva anche i feriti e i malati, come Jon ha modo di notare. Il ragazzo nota anche dei guerrieri forti e testardi che non hanno intenzione di unirsi alle fila dei bisognosi: ricorda le parole di Val, che gli aveva rammendato come i bruti e chi vive a sud della Barriera si somiglino e Jon capisce che, per averla vinta, deve isolare i bruti che hanno influenza sulle azioni degli altri.

Quando a una donna viene rifiutata una porzione supplementare di cibo, nonostante lei sostenga sia per il figlio malato, la furia dei bruti esplode e accusano i confratelli di affamarli. Jon si intromette e riesce a placare la situazione prima che degeneri, rispondendo anche alle accuse di Halleck, fino a quel momento rimasto in disparte, che sostiene che i confratelli dei Guardiani della Notte mangino decisamente meglio. Jon ne approfitta per dire che loro difendono la Barriera e adesso difendono anche loro, dal nemico da cui sono fuggiti: è la Barriera che tiene tutti al sicuro, se non viene difesa in modo adeguato la loro fuga e tutte le perdite fino a quel momento sarebbero state inutili. Jon dice che se vogliono più cibo devono combattere, solo difendendo la Barriera potranno mangiare pasti più abbondanti, come quelli dei confratelli. Sigorn, figlio di Styr, interviene per dire che lui preferirebbe uccidere tutti i confratelli piuttosto che combattere al loro fianco, protesta che viene accolta e ripetuta da altri bruti.

Jon però non demorde e ribadisce che loro adesso devono scegliere: non importa quali dèi decideranno di seguire, importa che loro abbiano armi e abilità sufficienti per combattere. È disposto ad accogliere ragazzi e ragazze, anche vecchi e malati, che avranno altre mansioni, ma comunque utili. In cambio non verrà loro chiesto di prendere il nero ed entrare nella confraternita, ma solo di obbedire e seguire gli ordini dei loro superiori. La scelta adesso spetta a loro: seguirlo a Castello Nero e mangiare oppure accontentarsi di due rape e tornare a strisciare sottoterra. I primi a farsi avanti sono dei ragazzini e poi, sorprendentemente, anche Halleck, che si dice pronto a combattere, anche se Jon non gli piace. Halleck, in quanto uomo di prestigio, influenza pure altri presenti, che si fanno avanti seguendo il suo esempio. I Thenn, invece, tornano nelle caverne sottoterra.

Una volta terminate le scorte, i confratelli e sessantatré bruti tornano a Castello Nero. Sulla strada del ritorno, Bowen Marsh chiede a Jon di chiarire le sue intenzioni: il ragazzo spiega che dividerà e addestrerà i suoi nuovi guerrieri, per poi distribuirli nei vari castelli. Bowen però non è convinto. Oltre ad avere nuove bocche da sfamare, tra cui delle donne, i bruti non sono persone di cui fidarsi e, se anche combatteranno contro gli Estranei, è possibile che si schiereranno con la loro gente, se capi influenti come Tormund e il Piagnone si ripresenteranno alla Barriera. Jon ammette che effettivamente non sa cosa potrebbe succedere in quel momento e si augura solo che non arrivi mai.


Lista dei personaggi

Apparsi


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