La danza dei draghi-Capitolo 24

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Il Lord Perduto (Griff I) 
La danza dei draghi
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PDVIl Lord Perduto (Griff I)
LuogoVolon Therys
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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Jon Connington è giunto ad un punto fondamentale della sua missione, iniziata dodici anni or sono, e capisce che deve agire in fretta se vuole rimediare ad un errore del passato che ha cambiato la storia dei Sette Regni. Un'altra serie di impedimenti sembrano portare al fallimento del piano tanto meditato, fino a quando il ragazzo prende in mano la situazione. Scelta finalmente la mossa successiva, neanche un nuovo pericolo mortale sembra spaventare Jon.


Indice

Sinossi

Sul ponte della Fanciulla Pudica, Jon Connington sta attendendo impaziente il ritorno di Haldon, recatosi a Volon Therys per acquistare dei cavalli. Il Mezzo-maestro è stato ingannato da Tyrion Lannister, che è riuscito a fuggire, ma dato che la Compagnia Dorata è ora accampata a tre miglia dalla città, la sorte del nano è l'ultimo dei problemi di Jon e dei suoi. Septa Lemore, al suo fianco, gli chiede se è davvero sicuro di portare con sé il ragazzo: dopo tutti gli anni passati a nasconderlo e proteggerlo, rivelare la sua identità a dei mercenari non sembra la soluzione più brillante, soprattutto se la voce dell'esistenza del legittimo erede al Trono di Spade giunge alle orecchie della regina Cersei Lannister, disposta a pagare una fortuna per la testa di Tyrion. Lemore gli ricorda che sono passati dodici anni dall'ultima volta che ha avuto contatti con i mercenari, un gruppo di esuli del Continente Occidentale e gli consiglia di non fidarsi, soprattutto ora che il suo amico è morto.

Jon ripensa a Myles Toyne, il passato comandante-generale della Compagnia Dorata ed un suo amico. Crede che Lemore abbia ragione, ma la notte prima ha sognato di nuovo Tempio di Pietra, la battaglia dove lui stesso ha perso l'occasione di uccidere Robert Baratheon. Quel suo fallimento ha influenzato per sempre la storia dei Sette Regni, portando poi alla morte di quasi tutta famiglia reale e alla vittoria definitiva dell'Usurpatore, una serie di eventi di cui Jon si addossa da sempre la colpa. Lemore gli ricorda che, secondo il piano, avrebbero dovuto rivelare l'identità di Aegon solo dopo essersi ricongiunti con Daenerys, ma Jon è stufo di attenersi ai piani di Illyrio Mopatis, che non si sono mai avverati, ed è convinto che il momento di Aegon sia finalmente arrivato.

Al ritorno di Haldon, Jon manda Lemore a chiamare il ragazzo e la septa, seppur riluttante, accetta. Il cavaliere si ricorda che il compito di Lemore era solo istruire Aegon al Credo e che non ha bisogno della sua approvazione per agire. Il suo compito è ora mettere il ragazzo sul trono e rispettare la memoria del principe Rhaegar Targaryen, senza più voltargli le spalle come ha fatto in passato. I cavalli di Haldon non soddisfano Jon, ma il Mezzo-maestro spiega che, con i dothraki alle porte, metà popolazione di Volon Therys sta fuggendo. Il cavaliere si fida sempre meno di Haldon da quanto successo con Tyrion. È convinto che il nano abbia architettato la sua fuga, ed è ancora più convinto che avrebbe dovuto ucciderlo subito. Aegon li raggiunge sul ponte, entusiasta di poter finalmente vedere il suo esercito, anche se, ricordando l'ammonimento di Tyrion, dice che è meglio non fidarsi di nessuno. Jon, anche lui effettivamente preoccupato per come reagirà il nuovo capitano-generale al suo piano, tace della sua ansia e gli risponde invece che essere sospettosi è giusto, ma non troppo, altrimenti la diffidenza può essere pericolosa. Un atteggiamento simile è proprio quello che ha rovinato re Aerys II Targaryen.

Jon, Aegon e Haldon raggiungono a cavallo l'accampamento della compagnia, un agglomerato di tende come sempre organizzatissimo e ben controllato. Arrivati all'ingresso, una staffetta viene mandata a chiamare un capitano. Si presenta un uomo dall'aspetto orribile, che Jon conosce bene: si tratta di Franklyn Flowers, un suo compagno d'armi del passato, asceso al rango di capitano e persino di cavaliere nei dodici anni in cui Jon è stato lontano dalla Compagnia Dorata. Aegon nota che Flowers è un cognome dell'Altopiano e Franklyn risponde di essere figlio di un Fossoway e di una lavandaia di Sala dei Cedri. Il capitano li invita a seguirlo a un concilio di guerra appena convocato per rispondere ai cittadini di Volantis, preoccupati per la presenza di una compagnia mercenaria dalle intenzioni oscure così vicina alla loro città.

Mentre attraversano l'accampamento, Jon osserva gli uomini intorno e si chiede quanti di loro lo conoscano. Varys lo ha convinto a diffondere la diceria secondo la quale si è ubriacato a morte dopo essere stato cacciato con disonore dalla Compagnia Dorata per aver rubato il bottino di guerra, convinto che un mercenario disonorato sarebbe stato dimenticato più in fretta di un esule morto eroicamente. Jon, riluttante, ha infine accettato di raccontare questa versione, ma promette a sé stesso di farla pagare a Varys, una volta sistemato il ragazzo sul trono.

La tenda del capitano-generale è circondata dai teschi dei capitani del passato immersi nell'oro, tra cui quello di Aegor Rivers, fondatore della compagnia e iniziatore della tradizione di far dorare il teschio per tornare in patria, se non da vivo, almeno come cranio dorato. Jon si fa indicare quello di Myles Toyne, il “Cuore Nero”. Myles è sempre stato giusto e feroce, ma anche cortese con Jon e questi è convinto che sarebbe stato il suo successore, ma non rimpiange la sua nuova missione e sa che non tornerà in Occidente come teschio dorato. Nella tenda, lo attendono i vertici della Compagnia Dorata, tra cui molti volti nuovi e Harry Strickland, il nuovo capitano-generale, un uomo dall'aspetto poco guerresco e debole, la cui famiglia è stata esiliata dall'occidente dopo essersi alleata con i Blackfyre.

Senza perdere tempo, Jon annuncia la vera identità del giovane, per poi scoprire subito che tutti i presenti ne sono a conoscenza. Harry spiega quindi che è stato costretto a rivelare il piano segreto per giustificare il fatto che stanno rifiutando incarichi remunerativi, come quello offerto da Yunkai, per rimanere fermi sotto il sole cocente vicino a Volantis. Jon gli assicura che a breve ci sarà da combattere, ma Lysono Maar, comandante delle spie, gli rivela che Daenerys è ancora a Meereen, una notizia che Jon ha, fino a quel momento, considerato falsa. Harry aggiunge inoltre che la ragazza è ferma nella Baia degli Schiavisti, lontano da loro e circondata da nemici che aumentano di giorno in giorno. Tristan Rivers, un sergente, esorta quindi la Compagnia ad andare da Daenerys, ma Lysono dice che ciò è impossibile via mare e troppo rischioso via terra. L'opportunità di accettare il contratto di Yunkai e poi tradire la città viene invece bocciata da Harry, che non vuole infrangere un altro contratto, una macchia sufficiente per l'onore della Compagnia Dorata. Il capitano-generale aggiunge che il piano è stato architettato da Myles Toyne, non da lui, ma lui vuole comunque onorarlo, anche se non sa come. Se Daenerys sconfigge gli yunkai avrà un regno solido, se fallisce morirà prima che la Compagnia la raggiunga. Jon non è sorpreso dalla codardia di Harry, sempre più bravo a siglare contratti che a combattere.

Aegon allora si intromette nella discussione per convincere i presenti a fare affidamento non su Daenerys, ma su di lui, la cui pretesa al trono è più solida di quella della zia, e partire direttamente per i Sette Regni. Alcuni sergenti si dicono subito d'accordo con la proposta di Aegon di andare verso ovest e non verso est, ma Harry è titubante e temporeggia, continuando a ricordare il piano, fino a quando Tristan obietta che quel piano, quello di Illyrio, è cambiato in continuazione: prima dovevano aspettare Viserys Targaryen, che sarebbe giunto con un intero khalasar al suo seguito, poi Daenerys, che sarebbe dovuta tornare a Pentos e che invece è rimasta nella Baia degli Schiavisti. Ora, anche il nuovo piano, quello di aspettare Daenerys a Volantis, è andato in fumo, dato che la ragazza non sembra avere intenzione di lasciare Meereen. Harry non è convinto e Tristan rincara la dose: con Tywin Lannister morto, un re bambino debole sul trono e ribelli ovunque, i Sette Regni sono vulnerabili e esposti a una nuova conquista.

Quando Harry si oppone di nuovo, Jon interviene ricordando che Dorne li appoggerà, dato che Aegon è figlio della principessa Elia Martell, e Laswell Peake aggiunge che molti esuli dell'Altopiano hanno ancora amici nella regione, pronti a opporsi ai Lannister e a indebolire i Tyrell. Tristan si rivolge quindi ad Aegon chiedendogli cosa vuole fare. Il giovane, convinto, risponde di andare a ovest e lasciare Daenerys a Meereen, se ella tiene tanto a restare lì. Occorre colpire in fretta e pesantemente per cogliere i Lannister di sorpresa e acquisire nuovi alleati. Dopo qualche attimo di silenzio, tutti approvano la proposta di Aegon e Jon capisce che, sebbene questa non sia la via più cauta, ormai non c'è più tempo per segreti, attese e cautele. Jon raccomanda a Franklyn di non rivelare la vera identità di Aegon fino al loro arrivo in occidente, poi si ritira nella sua tenda.

Rimasto solo, Jon si spoglia e si toglie il guanto destro, scoprendo che l'unghia del dito medio è diventata nera e che il grigio è risalito fino alla prima nocca. Premendo il pugnale contro la carne, non sente dolore. La malattia significa morte certa, ma lenta. Avrà almeno un altro anno, se non due, cinque o anche di più, il tempo sufficiente per tornare a occidente, eliminare la stirpe dell'Usurpatore e mettere il figlio di Rhaegar sul trono.


Lista dei personaggi

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