La danza dei draghi-Capitolo 27

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Tyrion VII
La danza dei draghi
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PDVTyrion
LuogoVolantis
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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Tyrion Lannister e il suo misterioso carceriere raggiungono Volantis. Il Folletto ha capito che l’uomo è in realtà Jorah Mormont, ma una notizia sullo spostamento di alcuni mercenari e la rivelazione delle vere intenzioni di Jorah lo sorprendono totalmente. Mentre sono alla ricerca di un modo per raggiungere la loro destinazione, Tyrion scampa a un attacco perpetuato da una sua vecchia conoscenza in cerca di vendetta.


Indice

Sinossi

Mentre si fa sera, Tyrion Lannister, legato saldamente al cavallo del suo carceriere, raggiunge le porte di Volantis. Tyrion non sa chi sia l’uomo del Continente Occidentale che l’ha catturato, ma lo esorta a portare la sua testa alla regina Cersei e reclamare il suo premio, se è la ricchezza quel che cerca. L’uomo risponde che vuole soltanto che Tyrion paghi per i suoi crimini. Lui stesso ha compiuto azioni orribili in passato, ma nulla è paragonabile a quanto fatto da Tyrion, ovvero uccidere il proprio padre. I due attraversano la città in silenzio e il Folletto ha tutto il tempo per ammirare Volantis, un tempo orgogliosa e più potente delle figlie di Valyria ed ora ridotta in parte a una città caotica, decadente e dal tanfo tremendo.

Tyrion provoca di nuovo il suo carceriere, ma smette quando quest’ultimo minaccia di tornare a colpirlo per farlo tacere. Man mano che si addentrano nella città, i palazzi abbandonati diminuiscono e appaiono i primi segni di prosperità. Sulla riva orientale della Rhoyne, dove si trovano in quel momento, gli stranieri dell’Occidente non sono una presenza comune e infatti Tyrion si sente a disagio. Mentre si avvicinano all’imponente Muraglia Nera e al Lungo Ponte, gli elefanti bianchi, un mezzo di trasporto comune tra i cittadini ricchi di Volantis, aumentano e Tyrion nota una folla composta prevalentemente da schiavi che si dirigono a sud. L’uomo gli spiega che sono tutti in viaggio verso il Tempio Rosso per ascoltare il gran sacerdote e, sebbene egli preferisca evitare quella zona, per raggiungere il Lungo Ponte devono passare proprio davanti al tempio.

Tre isolati più avanti, Tyrion rimane esterrefatto dall’imponenza e dalla dimensione del Tempio Rosso, dove il gran sacerdote Benerro ha già iniziato la sua predica, vicino agli enormi falò che ardono accanto alle gradinate. Mentre si fanno largo tra la folla, Tyrion nota che Benerro ha dei tatuaggi da schiavo sul volto e l’uomo spiega che il Tempio compra bambini che cresce poi come sacerdoti, prostitute o guerrieri e indica quindi una fila di uomini schierati davanti alla porta del tempio, la Mano di Fuoco, le sacre milizie del Signore della Luce. Durante il sermone, Benerro disegna dei geroglifici valyriani con il fuoco, incantando la folla. A quella vista, Tyrion ha un cattivo presagio che gli ricorda il giorno in cui ad Approdo del Re sono scoppiate le sommosse che hanno coinvolto il corteo di ritorno alla Fortezza Rossa dopo la partenza della principessa Myrcella. Tyrion ricorda inoltre che Haldon ha valutato di sfruttare Benerro a vantaggio di Griff il Giovane. Tuttavia, ora, vedendo effettivamente il sacerdote in azione, Tyrion spera che Griff abbia più buon senso e scarti l’idea.

Tyrion chiede cosa stia dicendo Benerro, che indica la Muraglia Nera alle sue spalle. L’uomo traduce le parole del sacerdote, secondo cui Daenerys è in pericolo e i suoi nemici complottano per distruggerla, alleandosi con stranieri senza dio. Il discorso fa accapponare la pelle a Tyrion: il principe Aegon non troverà dei sostenitori al Tempio Rosso. Benerro continua parlando di un eroe che libererà il mondo dalle tenebre e, di nuovo, Tyrion si concentra sul fatto che la profezia parli di un solo eroe, non due, e che Daenerys ha i draghi, mentre Aegon no, e si sorprende di quanto sia interessato alla sorte del giovane.

Dopo aver lasciato la piazza del tempio, i due raggiungono un fabbro e l’uomo fa mettere a Tyrion delle catene ancora più pesanti delle precedenti, precludendogli così ogni possibilità di fuga. I due si dirigono verso il Lungofiume, la grande struttura sempre affollata che unisce le due metà di Volantis, separate dalla Rhoyne. Gli uomini si aprono un varco tra la folla e proseguono su tutta la lunghezza del ponte, circondato su entrambi i lati da negozi e botteghe, con l’uomo che si ferma di tanto in tanto per studiare degli oggetti in esposizione. Terminato il ponte, i due incappano in un elefante con a bordo una decina di schiave seminude che stuzzicano i passanti e inneggiano il nome di Malaquo Maegyr, uno dei triarchi.

La loro destinazione si rivela essere il Palazzo del Mercante, una delle locande più frequentate della città dove Tyrion spera di ritrovare uno dei membri dell’equipaggio della Fanciulla Pudica, il quale potrà salvarlo. L’uomo lo conduce nella loro modesta stanza al quarto piano e lo lega a un anello nel muro. Tyrion gli chiede il motivo di tutte queste attenzioni e gli rivela poi di aver capito chi è: si tratta di Jorah Mormont, il cavaliere esiliato che passava informazioni su Daenerys a Varys e al Concilio Ristretto. Ser Jorah sembra contrariato e, pur non negando la sua affiliazione con Varys, ammette che ora la sua fedeltà appartiene a un’altra persona. Tyrion, allora, gli dice che non c’è da fidarsi di Cersei, ma Jorah ride e lascia la stanza.

Rimasto solo, Tyrion tenta più volte di liberarsi senza successo. Infine, lascia perdere e aspetta Jorah, che ritorna con la cena. Il cavaliere spiega che nella città si respira un clima di festa e di vivacità perché sono in corso le elezioni dei triarchi, della durata di dieci giorni: ogni triarca offre tutto ciò che pensa possa fargli ottenere voti, dai giocolieri alle prostitute. Possono però votare solo i ricchi nati liberi, concentrati perlopiù nella parte orientale del fiume. I triarchi vengono rieletti ogni anno e, se uno dei tre si dimostra inadatto, gli altri lo rinchiudono fino al termine del mandato: in quest’ottica, Tyrion pensa a quanto sarebbe stata diversa la storia dei Sette Regni se Aerys II Targaryen fosse stato affiancato da altri due sovrani. Nota che Jorah pare saperne molto sulla città e il cavaliere spiega di avervi vissuto dopo essere stato cacciato dalla moglie, rimasta a Lys come concubina di un ricco mercante.

La mattina successiva, Jorah decide di liberare Tyrion dalle catene e i due scendono insieme nella sala comune, dove Tyrion nota un altro nano che lo vede e lo riconosce. Mentre fanno colazione, Jorah dice che, la sera prima, nella sala si discuteva di un lord dell’Occidente che ha assoldato la Compagnia Dorata per dirigersi verso ovest, cosa che lascia sorpreso Tyrion, incredulo all’idea che Aegon abbia davvero abboccato all'esca e lasciato perdere Daenerys a est per concentrarsi sull’ovest, come gli aveva suggerito lui. Una ragazza si avvicina per dire a Jorah che sarà il prossimo a incontrare la vedova. Alle domande perplesse di Tyrion, Jorah spiega che la donna è la Vedova del Lungofiume, un tempo schiava, poi moglie di Vogarro, uno dei triarchi più conosciuti e potenti della storia di Volantis. Tyrion non capisce come quella donna potrà essere loro utile, ma Jorah lo esorta ad aspettare.

Al cospetto dell’anziana donna, Jorah offre in dono i guanti di pelle acquistati sul Lungo Ponte la sera prima e chiede quindi un passaggio per Meereen. Tyrion è esterrefatto e capisce improvvisamente che Jorah lo consegnerà davvero alla regina, ma a Daenerys, non a Cersei. La vedova gli chiede come mai lui voglia andare ad est, visto che tutti si spingono verso ovest, persino la Compagnia Dorata, e che Daenerys non ha nulla da offire. Perdipiù, qualunque triarca sarà eletto, è altamente probabile che Volantis dichiari guerra a Meereen, quindi gli ripete la domanda. Tyrion intuisce che Jorah non ha capito come trattare con la donna, che infatti capisce quanto l’uomo sia in realtà innamorato di Daenerys e, offesa dall’offerta di conio e dalla minaccia velata del cavaliere, gli pone un’ultima volta la domanda: perché cerca Daenerys. Jorah, livido di rabbia, confessa che vuole salvarla e proteggerla, così la donna scoppia a ridere e si rivolge a Tyrion, rivelando di conoscere la sua vera identità e chiedendogli come ha intenzione di aiutare Daenerys: il Folletto rivela quindi le sue intenzioni di uccidere la sorella e l’anziana ritrova il sorriso, facendo notare a Jorah che Tyrion, almeno, è stato onesto, a differenza di lui. Per questo, non fidandosi del cavaliere, lo esorta ad allontanarsi.

Un attimo prima che Jorah si scagli contro la vedova, alle loro spalle Tyrion sente una ragazza urlare e scopre che il nano che lo stava osservando è in realtà una donna, in procinto di scagliarsi, armata, contro di lui. Jorah la intercetta poco prima che compia il misfatto e, quando Tyrion le chiede perché lei avesse intenzione di ucciderlo, la nana, in lacrime, racconta che suoi fratello è morto per colpa sua, attaccato da cinque ubriachi che l’hanno scambiato per lui e gli hanno mozzato la testa. Il Folletto, all’improvviso, ricorda che quella è la nana che si è esibita al matrimonio di Joffrey Baratheon. Mentre il locandiere fa per allontanare la nana, la vedova, dopo aver lanciato un’occhiata di puro disprezzo a Jorah perché, seppur cavaliere, non ha fatto nulla per difendere e aiutare la donna allontanata in malo modo, chiede alla nana come si chiama e dice poi al locandiere di condurla nelle sue stanze.

Si rivolge quindi a Tyrion e dice che ha intenzione di aiutarlo. A tal proposito, gli sussurra il nome di una cocca in partenza per Qarth, su cui loro devono imbarcarsi. Jorah obietta che Qarth non è la loro destinazione, ma la donna gli assicura che la nave non ci arriverà, Benerro l’ha visto nei suoi fuochi. Tyrion la ringrazia e la vedova ricorda loro di andarsene prima che i triarchi dichiarino guerra. Chiede poi di portare un messaggio a Daenerys a nome degli schiavi di Volantis: tutti la stanno aspettando, deve arrivare al più presto.


Lista dei personaggi

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