La danza dei draghi-Capitolo 29

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Davos 
La danza dei draghi
Copertina12.jpg
PDVDavos
LuogoPorto Bianco
Cronologia dei capitoli (Tutti)


Jon VI ← Davos   → Daenerys  V


Nelle segrete della Tana del Lupo, Davos Seaworth attende, rassegnato, il giorno della sua esecuzione. Ad un tratto, un uomo che non conosce apre la porta della sua cella interrompendo il corso dei suoi pensieri, ma non per consegnarlo al boia come egli crede.


Indice


Sinossi

L’alba. Per Davos Seaworth incomincia un nuovo giorno di reclusione nella sua cella della Tana del Lupo di Porto Bianco. Il tempo scorre lento, logorante, e il Cavaliere delle Cipolle non nutre alcuna speranza di scampare al destino annunciatogli da Lord Wyman Manderly: esser consegnato a Garth, boia e torturatore del castello, che gli mozzerà la testa e le mani. Il prigioniero sente delle voci, un continuo affaccendarsi al di là della porta della prigione: forse, è proprio giunta la sua ora.

Con Therry, un quattordicenne figlio di una delle lavandaie, e con Ser Bartimus, anziano cavaliere privo di una gamba, Davos è riuscito ad instaurare un buon rapporto di conoscenza. Il ragazzo ed il vecchio si sono mostrati disposti ad intrattenersi con lui e a portargli ora un libro, ora una bacinella d’acqua, allietando la sua prigionia. Ser Bartimus gli ha perfino raccontato tutta la lunga, sanguinosa storia della Tana del Lupo, dalla fondazione operata da Jon Stark al giorno in cui, dopo esser passato di mano in mano, il castello è stato riconquistato da Brandon Stark, detto “Occhi di Ghiaccio”.

Davos rilegge le lettere che ha scritto alla moglie e ai tre figli rimastigli, i più giovani e quelli che conosce meno, quelli che non sono morti bruciati vivi dall’altofuoco nella Battaglia delle Acque Nere. Alla consorte, scrive che era molto meglio come contrabbandiere che come cavaliere, molto meglio come cavaliere che come Primo Cavaliere del Re. Si augura soltanto che Stannis conquisti il Trono di Spade, permettendo alla sua famiglia di prosperare anche senza di lui. In caso contrario, i suoi cari saranno costretti a fuggire recandosi in esilio nelle Città Libere. Davos si rammarica d’aver fallito la missione affidatagli, di aver deluso il suo re, e attribuisce la sua disgrazia alla perdita della sacchetta contenente le ossa delle sue falangi, mozzategli dallo stesso Stannis nel giorno in cui lo ha redento dal suo passato, risollevandolo dal fango.

Mentre è ancora chino sulle lettere, uno sconosciuto dal volto rugoso e una spada lunga al fianco fa il suo ingresso nella cella, presentandosi come Robett Glover. Davos è colpito dal tono gentile dell’uomo; solitamente, non si riserva molta cortesia ad un condannato a morte. Robett informa il prigioniero sugli ultimi accadimenti nel Nord: l’esercito di Stannis si è ripreso Deepwood Motte, strappandolo ad Asha Greyjoy, mentre Moat Cailin è caduto per mano di Roose Bolton, il quale ha convocato i suoi uomini a Barrowton per celebrare le nozze tra il figlio Ramsay e Arya Stark. Robett assicura dunque a Davos che, se morirà, non sarà nella Tana del Lupo, né per volere di Lord Manderly. A questo punto, il prigioniero lo segue nelle viscere dell’edificio, lungo tunnel oscuri e attraverso un passaggio segreto, fino a giungere in una stanza calda e accogliente, con una mappa del Nord disegnata su una pelle di pecora appesa al muro. Sotto alla mappa, siede Wyman Manderly.

Il signore di Porto Bianco rivela a Davos che l’astio dimostratogli nella Corte del Tritone e il trattamento che ne è conseguito, ovvero la sua condanna e segregazione, facevano parte di una farsa. Tuttavia, ufficialmente, egli è realmente stato giustiziato: al suo posto, è stato ucciso un criminale, la cui testa e le cui mani amputate pendono tuttora dalle Porta delle Foche. Ciò si è dimostrato necessario in quanto, in seguito alle Nozze Rosse, i Manderly hanno subìto il ricatto di Lord Tywin Lannister, che ha chiesto la resa della casata in cambio del rilascio di Wylis, figlio di Wyman, tenuto in ostaggio dai Frey. Per salvare il suo erede, il lord è stato perciò costretto a mentire e compiacere questi ultimi, fingendosi alleato del Trono di Spade. Ora, però Wylis è stato liberato ed egli non ha intenzione di venir meno alla lealtà promessa a Robb Stark, re del Nord. Quando Davos obietta che il Giovane Lupo è morto trucidato alle Torri Gemelle, il lord risponde che ci sono altri discendenti maschi di Ned Stark ancora in vita.

Viene fatto entrare un ragazzino che mai potrebbe passare per uno Stark. Si tratta di Wex Pyke, un bastardo delle Isole di Ferro, scudiero di Theon Greyjoy. Wex è sopravvissuto al Saccheggio di Grande Inverno arrampicandosi sull’Albero del Cuore nel Parco degli Dèi del Castello ed ora, seppur non possa parlare perché nato muto e stia lentamente imparando a scrivere, è in grado di testimoniare quanto realmente accaduto. Sono stati i soldati di Forte Terrore e non gli Uomini di Ferro a mettere a ferro e a fuoco il castello degli Stark. Il Bastardo di Bolton ha fatto passare a fil di spada tutti gli uomini, tranne Theon, che ha scuoiato e torturato, e risparmiato le donne, che sono state portate a Forte Terrore per divenire le vittime del suo sadismo e della sua malvagità.

Wex ha seguito il figlio minore del defunto Eddard Stark, scampato al saccheggio ed allontanatosi con il suo metalupo e una donna. Il Nord non dimentica e, ora che Roose Bolton ha Arya Stark, a Wyman Manderly non resta che impiegare le sue forze per trovare il piccolo Stark e controbilanciare così il nemico. Il lord dispone di una massiccia flotta, ma non di naviganti esperti che sappiano spingersi oltre il Morso ed affrontare acque perigliose e turbolente. C’è bisogno di uno come Davos. Ecco la sua missione: portargli Rickon. Se riuscirà nell’intento, egli riconoscerà Stannis come suo re.

Davos non può che accattare. Domanda, perciò, dove deve andare a cercare il bambino. È Wex ad indicarglielo, lanciando un coltello che si conficca in un punto della mappa alla parete. Sconcertato, il Cavaliere delle Cipolle rimpiange il confinamento in cella, comunque preferibile a recarsi in un luogo che è notoriamente covo di cannibali. Al lettore è lasciato intendere che Rickon, Osha e Cagnaccio si sono diretti a Skagos.


Lista dei personaggi

Apparsi


Menzionati


Luoghi e termini menzionati

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti