La danza dei draghi-Capitolo 33

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Tyrion VIII
La danza dei draghi
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PDVTyrion
LuogoMare dell'Estate
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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A bordo della Selaesori Qhoran, Tyrion Lannister affronta il lungo e noioso viaggio verso Meereen. Penny, la giovane nana, non ne può più. Jorah Mormont non vede l'ora di raggiungere la loro destinazione e Moqorro, fervente sacerdote di R'hllor. Mentre la situazione con Penny sembra migliorare lentamente, Tyrion si trova a parlare con Moqorro, a largo di Valyria, dei pericoli che gravano su Daenerys Targaryen.


Indice

Sinossi

Sette giorni dopo aver lasciato Volantis, Penny, finalmente, compare sul ponte della Selaesori Qhoran al momento del crepuscolo, mentre il prete rosso ha acceso il braciere per la notte e tutto l'equipaggio si è riunito per pregare R'hllor guidato dal sacerdote, un uomo grande e grosso, con la pelle nera e un bastone con una testa di drago. Accanto a lui, cinque soldati della Mano di Fuoco guidano le risposte nella lingua di Vecchia Volantis, che Tyrion Lannister non capisce, ma ormai sa cogliere l'essenza di queste preghiere. Tyrion però sa che è meglio non parlare male del Dio Rosso sulla nave, dato che più della metà dell'equipaggio è un fervente seguace del culto. Tyrion nota Penny seduta a osservare il rituale, ma quando si avvicina per parlare, la ragazza scappa e torna sotto coperta, nella cabina che condivide con il cane e la scrofa.

L'equipaggio si è dimostrato contento quando Tyrion si è imbarcato perché i nani portano fortuna, ma l'arrivo di Penny ha comportato reazioni miste: le donne portano sfortuna a bordo e, anche se Penny è una nana, molti dei marinai borbottano maledizioni al di lei passaggio. Considerando anche il fatto che la nana si trova sulla stessa nave dell'uomo che ha indirettamente provocato la morte di suo fratello, Tyrion capisce quanto ella non voglia trovarsi a bordo.

Al termine delle preghiere, Moqorro è l'unico a rimanere accanto al fuoco a scrutare tra le fiamme. Tyrion gli si avvicina e gli chiede cosa vede all'interno del fuoco, al che il prete rosso risponde:

Draghi. Draghi vecchi e draghi giovani, veri e falsi, della luce e delle tenebre. E vedo te, un piccolo uomo con una grande ombra, ringhiare in mezzo a tutto questo.


Tyrion capisce che quelle visioni sono uno dei motivi per cui Benerro ha scelto Moqorro come emissario per incontrare Daenerys Targaryen, ma ride della profezia tra le fiamme e chiede quando arriveranno a Meereen. Il prete gli domanda quindi se è ansioso di vedere la salvatrice del mondo e Tyrion è costretto ad ammettere, tra sé e sé, che non è così ansioso, dato che non sa cosa Daenerys ne farà di lui. Si interroga allora sul significato del nome della nave e Moqorro gli spiega che “Selaesori Qhoran” significa “Profumato Attendente”: il Folletto ride della somiglianza tra “attendente” e “Primo Cavaliere del Re” e decide di battezzare la nave “Fetido Attendente”.

Lasciato il prete rosso alle sue fiamme, Tyrion torna nella cabina che condivide con Jorah Mormont e racconta a quest'ultimo di Penny, che si è decisa a lasciare la cabina ma che è comunque disperata. Il cavaliere ribatte che dovrebbe diventargli amico o sposarla, se vuole, e sottolinea che è stato lui a volerla portare con loro. Tyrion sostiene che non potevano lasciarla a Volantis, ma che lui è l'ultima persona che Penny vorrebbe avere accanto e aggiunge che, sebbene il fratello di lei sia morto per alcuni ubriachi che l'hanno scambiato proprio per Tyrion, lui non si sente in colpa per l'accaduto. Jorah sentenzia però che Penny è un fardello solo suo e lascia la cabina. Tyrion trova il cavaliere in esilio freddo e cupo: l'uomo passa le giornate sul ponte a osservare il mare, in cerca di Daenerys e sperando che la nave vada più veloce.

A differenza del viaggio lungo la Rhoyne, quello in mare è decisamente più noioso, non solo per i compagni di viaggio, ma anche per l'assenza di paesaggi degni di attenzione. La cena è il momento migliore della serata, anche se Tyrion preferisce sedere da solo, dato che non riesce a capire i marinai e che le battute sono sempre rivolte a lui. Ne approfitta per leggere gli unici tre libri presenti sulla nave più e più volte. Proprio mentre sta leggendo nuovamente uno dei tre volumi, Penny arriva nella cambusa e cerca subito di fuggire, ma si ferma quanto Tyrion le chiede se ha intenzione di fuggire per sempre.

La ragazza, in lacrime, ribatte che è solo colpa sua se è stata costretta a scappare. Mentre racconta che Oppo diceva sempre che far ridere era una cosa onorevole, scoppia a piangere e Tyrion si dice dispiaciuto per quanto accaduto al fratello. Penny allora racconta che hanno lasciato Approdo del Re la notte stessa delle Nozze Viola diretti a Tyrosh, dove conoscevano un nano che si esibiva davanti alla statua di Trios: quel nano, però, è stato trovato fatto a pezzi al Tempio di Trios senza la testa e Tyrion capisce subito che qualcuno l'ha ucciso per portare la testa mancante in dono a sua sorella. Penny lo accusa anche della morte di quell'uomo, ma Tyrion ribatte che le mani lordate di sangue per quelle morti sono quelle di Cersei, non le sue, che sono invece piene di sangue antico: è stato assassino di consanguinei, sì, e ha persino ucciso un menestrello che l'ha infastidito in un'occasione, ma lui non ha alcuna colpa per la morte di Oppo o dell'altro nano. Infuriata, Penny gli rovescia in faccia la coppa di vino e si allontana.

Tyrion non è mai entrato a contatto con altri nani: suo padre non amava che gli si ricordasse della deformità del figlio, così tutte le compagnie di guitti con nani si sono sempre tenute lontane da Lannisport e Castel Granito. Crescendo, però, aveva sentito parlare di altri nani sparsi nel Continente Occidentale, con occupazioni diverse.

Non rivede più Penny fino al giorno della tempesta. Anziché rinchiudersi in cabina, come consigliato, Tyrion attende la tempesta sul castello di prua e si gusta le sferzate di piogge gelide sul volto. A sera inoltrata, quando finalmente si scatena il temporale, Tyrion è ormai fradicio, ma euforico. Dopo aver cenato, si reca sul ponte, dove Penny gli chiede di avvicinarsi: la ragazza si scusa per il suo comportamento, per avergli versato addosso il vino e per averlo accusato della morte di Oppo e dell'altro nano di Tyrosh. Gli chiede se ha davvero ucciso il menestrello e perché. Tyrion spiega che l'uomo aveva scritto una brutta canzone su di lui, ricordando alcuni passaggi, e Penny racconta che sua madre cantava sempre per lei e Oppo quando erano piccoli: sua madre era una donna normale, mentre suo padre, un guitto conosciuto come Salta Fagiolo era un nano che si esibiva a Vecchia Città. Aggiunge inoltre che era stato proprio lui ad insegnarle a giostrare: il loro spettacolo aveva fatto ridere a crepapelle un Signore del Mare di Braavos, tanto che l'uomo li aveva ricompensati profumatamente. Tyrion chiede quindi se sua sorella, la regina Cersei, li ha trovati a Braavos, ma Penny risponde di no, riferendo soltanto di un uomo di Pentos.

Il Folletto le dice di prepararsi per la loro prossima meta, Meereen, lasciando Penny perplessa, convinta di essere diretta a Qarth. Tyrion la rassicura, dicendole che giostrerà per la regina Daenerys in persona, che la ricoprirà di ricchezze. Penny, però, ribatte che da sola non potrà esibirsi e che, come sempre succede, prima o poi nessuno riderà più del suo spettacolo e dovrà andarsene, ma Tyrion insisite che Daenerys le troverà sicuramente un posto a corte, al sicuro e lontano da Cersei.

Da quel giorno, Penny si fa vedere più spesso sul ponte della nave insieme alla scrofa, Carina Porcellina e si avvicina sempre di più a Tyrion, chiedendogli persino di giostrare con lei: Tyrion non capisce se il suo "giostrare" abbia un doppio senso oppure no, ma le risponde comunque di no. Quella notte stessa, non riuscendo a prendere sonno, il Folletto sale sul ponte della nave, dove trova Moqorro che, come ogni notte, veglia sui fuochi. A nord-est, il cielo emana un bagliore sanguigno e Moqorro spiega che il cielo è sempre rosso a Valyria. Tyrion sa che alcune storie raccontano di viaggi maledetti e ricorda suo zio Gerion, partito alla volta di Valyria per recuperare la spada ancestrale della Casa Lannister e scomparso per sempre. Il Folletto chiede se quel rosso è il riflesso delle Quattordici Fiamme sul mare e Moqorro risponde che essi potrebbero essere quattordici come quattordicimila, ma che sono certamente i fuochi della collera del dio stesso: nessun uomo deve guardarli.

Secondo alcuni scritti, nel giorno del Disastro, ogni montagna intorno a Valyria si è sgretolata, riempiendo l'aria di fuoco e fumo, mentre grandi squarci si sono aperti nella terra, inghiottendo palazzi, il terreno si è spaccato ed è ricaduto su sé stesso, le Terre della Lunga Estate sono bruciate e si sono inabissate: Valyria è scomparsa in un attimo, così con il suo impero costruito con il sangue e il fuoco. Moqorro spiega che il capitano della nave avrebbe preferito un'altra rotta, lontana dalla terra maledetta, ma lui voleva raggiungere Daenerys il prima possibile, dato che molti erano sulle sue tracce. Il pensiero di Tyrion va subito a Griff e al giovane principe, così chiede a Moqorro se ha visto questi nemici nelle sue fiamme. Il sacerdote risponde di aver visto solo le ombre, ma una in particolare l'ha colpito: una figura alta e distorta, con un solo nero occhio e dieci lunghe braccia, che veleggiava in un mare di sangue.



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