La danza dei draghi-Capitolo 34

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Bran III
La danza dei draghi
Copertina12.jpg
PDVBran
LuogoCaverna del corvo con tre occhi
Cronologia dei capitoli (Tutti)
Bran II
Tyrion VIII ← Bran  III → Jon  VII


In una grotta nelle terre selvagge oltre la Barriera, il Corvo con tre occhi aiuta Bran Stark a migliorare e padroneggiare le abilità di metamorfo e di oltre-vedente. Nel farlo, il misterioso essere fornisce preziosi indizi circa la sua vera identità.


Indice


Sinossi

La donna con la falce di bronzo vista da Bran attraverso l'Albero del Cuore di Grande Inverno. - by Marc Fishman

Nella caverna del Corvo con tre occhi, il tempo non esiste. Fuori, il sole sorge e tramonta, i venti soffiano, la neve torna a cadere, ma nelle profondità della collina cava che ospita il piccolo Bran Stark e i suoi compagni di viaggio regna una perpetua oscurità, illuminata dalla luce di alcune torce e animata dai canti dei Figli della Foresta.

Jojen, sempre più austero e silenzioso, appare stanco e malato anche dopo essersi ripreso dal cammino affrontato per giungere alla grotta. Nei suoi profondi occhi verde muschio, la sorella Meera scorge qualcosa di simile alla rassegnazione. Il ragazzo se ne sta di sovente seduto all’ingresso della caverna, tremando vistosamente nonostante sia avvolto in pellicce. Meera, sempre più preoccupata per lui, comincia ad essere attanagliata dall’angoscia. Di fronte alle lacrime della ragazza, Bran si sente frustrato per via della sua menomazione, che gli impedisce di abbracciare e consolare l’amica come desidererebbe.

Nel frattempo, però, pur non potendo tornare a muovere le gambe, il ragazzino con la schiena spezzata sta apprendendo dal Corvo con tre occhi a sfruttare a pieno i suoi talenti. Entrare ed uscire dal corpo del suo metalupo Estate è ormai diventato per lui facile come bere un bicchier d’acqua ed il ragazzino si unisce non di rado all’animale nella caccia. Il maestro insegna a Bran ad entrare anche nel corpo dei corvi, spiegandogli che ognuno dei volatili presenti nella caverna ha già ospitato dei Figli della Foresta e che sarà quindi più propenso ad accettarlo nella sua carne rispetto ad altre creature. Dopo essere stato rifiutato da due corvi, Bran ha successo con un terzo e, poco per volta, affina la tecnica del volo, più emozionante persino delle arrampicate. In un’occasione, il bambino torna ad impadronirsi del corpo di Hodor al fine di esplorare le gallerie e i cunicoli che portano nelle viscere della caverna. Ora, tale cambio di pelle gli riesce assai facile, in quanto l’uomo dalla mente semplice non cerca più di ribellarsi. Ciò rimane, ad ogni modo, un segreto che Bran si guarda bene dal raccontare.

Il Corvo con tre occhi, il quale ha detto di chiamarsi Lord Brynden[1], riferisce a Bran che è giunto il momento di compiere un passo decisivo: superare il cambiamento di pelle e diventare un essere verde. Foglia aggiunge che saranno gli alberi a mostrargli come fare. Candide Ciocche porge dunque al bambino una ciotola in legno d’albero-diga con intagliate una decina di volti, simili a quelli che si trovano sugli Alberi del Cuore, e contenente una pasta densa e bianca con venature rosso sangue: crema di semi d’albero-diga. Ad un primo assaggio, la sostanza ha un sapore amaro ma, man mano che Bran vuota la ciotola, l’amarezza muta in dolcezza, facendo provare al ragazzino persino il gusto della neve e dell’ultimo bacio di sua madre. A questo punto, Bran riesce ad entrare nel tronco dell’Albero del Cuore che cresce nel Parco degli Dèi di Grande Inverno. Attraverso le fessure a forma di occhi della corteccia, il bambino vede il proprio padre intento a ripulire la lama della sua grande spada, Ghiaccio. Bran lo chiama e questi, alzato il capo e volti gli occhi attorno, pare sentirlo. Ma ecco che la visione svanisce e che il piccolo Stark si ritrova nella caverna.

Lord Brynden spiega a Bran che, grazie agli alberi, gli sarà possibile scrutare nel passato così come nel presente. Gli uomini, intrappolati in un eterno presente fra le ombre del passato e le nebbie del futuro, dimenticano, ma gli alberi no: gli alberi ricordano. È negli alberi che sono andati i Figli della Foresta dopo esser stati massacrati; essi conservano le storie e la saggezza dei cantori della terra e l’obiettivo di Bran è proprio poter accedere a tale conoscenza, profonda come le radici degli alberi più antichi. Questo non significa, tuttavia, poter modificare il passato. Lui stesso ha i suoi fantasmi[2], che può ancora vedere entrando negli alberi, ma con i quali non gli è più possibile comunicare. Del passato ci è dato unicamente di trarre un insegnamento.

Più tardi, addormentatosi sul suo giaciglio accanto al fuoco, Bran si ritrova un’altra volta a nel Parco degli Dèi di Grande Inverno. Con gli occhi dell’Albero del Cuore, ha una serie di visioni:

  • Un Eddard più giovane con il capo chino in preghiera che chiede: “…che crescano uniti come fratelli, legati solo dall’amore e che la lady mia moglie trovi nel cuore la forza di perdonare.”[3]
  • Due bambini, un maschio e una femmina, che si allenano nella scherma con rami secchi al posto di spade. La bambina, che somiglia ad Arya, batte l’avversario facendolo cadere nello stagno del Parco degli Dèi.[4]
  • Una donna incinta che, emersa dal laghetto, s’inginocchia ai piedi dell’Albero del Cuore chiedendo un figlio maschio che la vendichi.
  • Un’esile ragazza dai capelli castani che bacia un giovane cavaliere alto quanto Hodor.[5]
  • Un pallido giovane dagli occhi scuri, che taglia tre rami dell’Albero del Cuore per ricavarne frecce.
  • Diversi lord di Grande Inverno, vestiti di pellicce o di maglie d’acciaio.
  • Un uomo con la barba che fa inginocchiare un prigioniero davanti all’Albero del Cuore. In un turbinio di foglie rosso scuro, si fa avanti una donna dai capelli bianchi che taglia la gola del prigioniero con una piccola falce di bronzo.

Allo svanire dell’ultima visione, Bran avverte sulla lingua il sapore del sangue.


Lista dei personaggi

Apparsi


Menzionati


Luoghi e termini menzionati


Citazioni

Gli uomini dimenticano. Solo gli alberi ricordano.
Lord Brynden


Chi legge vive mille vite prima di morire. Chi non legge mai, ne vive solo una.
Jojen Reed


Un uomo deve saper guardare, prima di sperare di vedere.
Lord Brynden


Per gli uomini, il tempo è un fiume. Siamo intrappolati nel suo flusso, corriamo dal passato al presente, sempre nella stessa direzione. La vita degli alberi è differente. Loro attecchiscono, crescono e muoiono in un sol posto e il fiume del tempo non li smuove. […] Mille anni umani per un albero-diga sono un attimo, e da queste porte tu ed io possiamo scrutare nel passato.
Lord Brynden a Bran Stark



Note

  1. Si tratta del celebre Brynden Rivers, detto Corvo di Sangue, il quale dovrebbe essere morto da anni ma che è tenuto in vita dall’albero-diga che costituisce il suo trono.
  2. ”Anch’io ho i miei fantasmi privati, Bran. Un fratello che amavo, un fratello che odiavo, una donna che desideravo.”
  3. Si tratta, probabilmente, del ritorno di Eddard dalla Ribellione di Robert. Il lord prega gli Antichi Dèi affinché Jon e Robb crescano come veri fratelli e sua moglie Catelyn possa perdonarlo per il dolore che le ha arrecato.
  4. Probabilmente i fratelli Brandon e Lyanna Stark. Nel capitolo 22 de Il gioco del trono, Ned dice infatti alla figlia Arya che ella gli ricorda la sorella Lyanna.
  5. Probabilmente Duncan l’Alto e, forse, una giovane Nan. La visione preannuncerebbe il prossimo volume delle storie di Dunk e Egg, “The She-wolves of Winterfell”.
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti