La danza dei draghi-Capitolo 56

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Il Pretendente di Ferro (Victarion I) 
La danza dei draghi
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PDVIl Pretendente di Ferro (Victarion I)
LuogoIsola dei Cedri
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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Al largo dell'Isola dei Cedri, Victarion Greyjoy contempla con amarezza le poche navi a disposizione per affrontare l'imminente battaglia nei pressi di Meereen. La missione per conquistare Daenerys Targaryen sembra sempre più difficile e il capitano deve inoltre affrontare un pericolo mortale inizialmente sottovalutato. L'arrivo di quello che sembra un inaspettato dono del Dio Abissale dà una svolta in positivo all'intera situazione.


Indice

Sinossi

Victarion Greyjoy osserva amareggiato l'arrivo della Cordoglio, la cinquantaquattresima nave a giungere al punto d'incontro. È salpato dalle Isole di Ferro con novantatré navi della Flotta di Ferro, la miglior flotta di guerra dell'arcipelago, e, prima di arrivare alle Stepstones, ha catturato altre sei navi, ma solo meno della metà ha raggiunto l'Isola dei Cedri. Le navi catturate lungo il percorso erano cocche e pescherecci, inadatte alla battaglia. Ralf lo Zoppo, alla guida di uno dei tre gruppi di navi salpate dalle Stepstones, ha spiegato che il suo gruppo è stato rallentato e danneggiato da tre grandi tempeste, probabilmente opera di Occhio di Corvo. Lo stesso Victarion ha avuto lo stesso pensiero durante una tempesta che ha colpito la sua flottiglia ma, non volendo sentire parlare di maledizioni, ha colpito due volte Ralf lo Zoppo, una volta per le navi perse ed una per il suo blaterare.

Victarion spera che il Dio Abissale, nella sua magnanimità, gli conceda almeno metà della flotta originaria. Per ingraziarsi il dio, il capitano ha offerto due sacrifici durante il viaggio ma, a quanto pare, questi non sono stati sufficienti. L'uomo di ferro teme allora di essersi spinto in mari troppo strani, popolati da déi strani. Tali pensieri egli li condivide però solo con la Donna Scura, la quale non ha più la lingua e non può ripeterli.

Quando compare la Cordoglio, Victarion fa chiamare Wulfe Un-orecchio e gli ordina di convocare alcuni altri capitani, richiamare le squadre di cacciatori, rimuovere gli accampamenti, riempire le stive di cibo e prepararsi a partire il giorno seguente con la marea della sera. L'uomo obietta che, aspettando qualche giorno, magari arriverà qualche altra nave, ma il capitano ribatte che hanno ormai aspettato fin troppo e che la loro vittoria sarà ancora più dolce se ottenuta con meno navi. Victarion è intenzionato a raggiungere Daenerys Targaryen prima delle navi di Volantis: quando si è fermato in città, nelle strade si festeggiavano i nuovi triarchi e tutti parlavano delle ricchezze che si riverseranno su Volantis alla morte della regina dei draghi. Disgustato da questi racconti, Victarion è ripartito in fretta ma, ormai, sebbene le tempeste li abbiano rallentati, i volantiani avranno di certo doppiato Valyria e saranno pronti a unirsi ai loro alleati, già alle porte di Meereen. Nessun dio è tanto misericordioso da affondare tutte le navi nemiche e il capitano sa che dovrà affrontare i volantiani con solo cinquantatré vascelli, dato che la Squalo è troppo danneggiata persino per navigare. Euron, però, è riuscito ad arrivare in porti lontani e a beffare gli déi con una sola nave: lui riuscirebbe in un'impresa così disperata.

Wulfe acconsente e chiede se la loro destinazione sarà ancora Meereen. Victarion ha dovuto ripiegare su Wulfe quando Nute, il suo uomo migliore, gli è stato sottratto da Euron, che l'ha elevato a lord di una delle Isole Scudo appena conquistate. Wulfe non vale neppure la metà di Nute, ma il capitano aveva bisogno di un sostituto. Victarion gli dice che Meereen è il luogo in cui la regina dei draghi lo sta aspettando, nonché loro ultima destinazione. Euron l'ha definita la donna più bella del mondo e i timori che egli abbia mentito come al solito sono stati dissipati durante il viaggio, quando l'equipaggio ha sentito parlare della bellezza di Daenerys. Inoltre, suo fratello la vuole e non intende regalargliela, per questo si infurierà quando Victarion la reclamerà per sé. Gli uomini dell'equipaggio possono anche brontolare, ma ormai si sono spinti troppo lontano e hanno subito troppe perdite per tornare senza Daenerys. Ordina inoltre a Wulfe di trovare il maestro e mandarlo nella sua cabina.

Voltandosi verso prua per osservare le navi, lo sguardo di Victarion cade sulla spiaggia dell'isola dove, a dispetto del nome, non vi sono cedri. Secondo il maestro, quel luogo un tempo era chiamato “Isola delle Cento Battaglie” ma, secondo Victarion, “Isola delle Scimmie” sarebbe stato un nome decisamente più appropriato: quegli animali sono ovunque e infastidiscono la flotta. Le scimmie, però, non sono l'unico elemento che turba il capitano: il sole abbagliante, le tempeste improvvise e le acque limpide, così diverse da quelle di Pyke, e le foreste fitte e ombrose rendono l'isola un luogo assolutamente non gradito a Victarion. La civiltà sull'isola è stata distrutta da uno tsunami causato dal Disastro di Valyria, che si è abbattuto sulle coste e, per questo motivo, Victarion ha scelto l'isola come punto di ritrovo perché crede che la presenza delle anime di così tanti annegati potenzierà la presenza del Dio Abissale nel luogo. Tuttavia, data l'inospitalità del luogo, egli ha iniziato a credere di aver interpretato al contrario i segnali e che il suo stesso dio abbia distrutto l'isola nella sua furia.

Victarion, infastidito dal sole, si ritira nella sua cabina, dove la Donna Scura si prende cura della ferita alla mano che lo sta tormentando. La donna gli è stata donata da Euron, che le ha mozzato la lingua e che se l'è probabilmente portata a letto. Inizialmente, Victarion, non volendo gli avanzi del fratello, era deciso a ucciderla, ma poi non l'ha fatto. Le riferisce dell'arrivo della Cordoglio e le dice che alcuni potrebbero obiettare all'idea di dividere la flotta in tre gruppi alle Stepstones, decisione che invece ha garantito numerosi vantaggi durante il viaggio: lui ha navigato lungo il classico percorso per arrivare a oriente, Ralf il Rosso ha seguito la rotta lungo le coste di Sothoryos, mentre le navi più pesanti cariche di prigionieri si fermeranno a Lys. L'idea di vendere i prigionieri come schiavi faceva ribrezzo a Victarion, così egli ha affidato la missione a Ralf lo Zoppo. Sa comunque che cinquantaquattro navi sono poche e che dovrà arrivare a Meereen, prendere la ragazza e ripartire prima dell'arrivo dei volantiani.

Il giovane maestro Kerwin, il maestro che Euron ha impostoal fratello per garantire un continuo scambio di comunicazioni sullo stato della missione, entra nella cabina. Il ragazzo ha avuto non pochi problemi durante il viaggio e il capitano tollera a malapena la sua presenza. Alla vista della mano, Kerwin gli riferisce che la ferita non sta guarendo e che probabilmente dovrà amputare la mano, una prospettiva a cui Victarion si oppone fermamente. Il maestro, allora, si limita a spurgare il pus che si è raccolto nella ferita, un liquido nauseante, dopo di che si allontana. La ferita pulsa ancora e Victarion ricorda come se l'è procurata, durante il combattimento alle Isole Scudo, quando ha bloccato con la mano la spada di Talbert Serry, prima di sopraffarlo. La lama doveva essere avvelenata, un'idea che fa infuriare Victarion, dato che il veleno non è un'arma da guerrieri, anche se lo stato della ferita può comunque essere dovuto a una pratica del maestro.

Mentre la donna gli fascia la mano, Acqualunga Pyke bussa alla porta annunciando che il Sorcio, capitano della Cordoglio, ha portato a bordo uno stregone. Il Sorcio lo presenta come Moqorro e Victarion riconosce subito i tatuaggi da schiavo che l'imponente uomo, nero come la pece, ha sulle guance. Moqorro dice di non essere uno stregone, ma un servo di R'hllor. Gli stracci rosa in cui è avvolto Moqorro, le vesti scarlatte indossate dai preti rossi ma assai scolorite, scatenano l'ilarità dell'equipaggio, a cui si aggiungono anche le scimmie. Victarion non ride poiché ha sempre diffidato delle risate, sin da quando i suoi fratelli lo schernivano fingendo di elogiarlo e lui se ne accorgeva solo quando ridevano.

I suoi uomini reclamano a gran voce la morte dello stregone, ma Victarion non è d'accordo. L'uomo dice di essere sopravvissuto a un naufragio e potrebbe essere stato condotto loro dal Dio Abissale. Il Sorcio spiega che chiama l'uomo stregone perché questi è a conoscenza di alcuni dettagli che solo i capitani della flotta sanno. Soprattutto, l'uomo ha detto che il capitano della Flotta di Ferro morirà se non lo si condurrà da lui. Prima che Victarion riesca a ordinare di ucciderlo, una fitta di dolore atroce proveniente dalla mano lo fa barcollare. Ferma gli uomini intenzionati a uccidere il sacerdote e lo trascina nella sua cabina. Alla vista dell'uomo, la Donna Scura ringhia infuriata, ma Victarion la mette a tacere con uno schiaffo. Il capitano chiede ulteriori dettagli sulla sua morte. Moqorro rivela di averla vista nei suoi fuochi e gli chiede di vedere la mano, le cui bende sono già lorde di pus. Il sacerdote gli dice quindi che potrà restituirgli la mano, ma anche che il processo sarà estremamente doloroso. Victarion, incurante, accetta.

Il capitano non emerge più dalla cabina per l'intera giornata, da dove provengono però una risata inquietante e una voce che parla alto valyriano. Victarion torna sul ponte solo al tramonto, con il braccio sinistro insanguinato fino al gomito e fili di fumo scuro fuoriuscenti dalle dita. Indica il maestro e ordina ai suoi uomini di sgozzarlo per avere venti favorevoli fino a Meereen: Moqorro l'ha visto nei suoi fuochi, così come ha visto che Daenerys si è sposata. Quest'ultimo fatto non sarà di certo un ostacolo per il capitano.


Lista dei personaggi

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