La danza dei draghi-Capitolo 67

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Il Distruttore di Re (Barristan III) 
La danza dei draghi
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PDVIl Distruttore di Re (Barristan III)
LuogoMeereen
Cronologia dei capitoli (Tutti)


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Daenerys Targaryen, la regina di Meereen, è ancora dispersa. Pronto a difendere la Città Gialla e i suoi abitanti dai nemici della sovrana, Ser Barristan Selmy arresta re Hizdahr zo Loraq con l’aiuto di Skahaz il Testarasata.


Indice


Sinossi

Ser Barristan Selmy e Skahaz mo Kandaq, i due cospiratori[1], si incontrano in segreto nell’armeria della Grande Piramide di Meereen. Skahaz è convinto che quanto accaduto nella sala delle udienze nel giorno della presentazione della testa mozzata di Groleo[2] sia stato tutto una farsa architettata da Hizdahr e messa in scena dagli yunkai. A Barba Insanguinata e agli altri non è mai interessato granché del comandante rimasto ucciso nella Fossa di Daznak[3], il punto è un altro: Hizdahr ha bisogno di un pretesto per abbattere i draghi di Daenerys prima dell’arrivo della flotta di Volantis e dell’assedio che ne deve seguire. Ripensando al comportamento del re nella fossa da combattimento, Barristan si convince che il Testarasata ha ragione, ma si oppone fermamente al suo piano di uccidere i giovani coppieri di Daenerys nel caso gli yunkai trucidino i loro ostaggi, Eroe, Jhogo e Daario.

Inoltre, l’anziano cavaliere non intende infrangere la pace della regina: non verrà sferrato alcun assalto a tradimento, si risponderà con le armi solo nel caso in cui siano gli yunkai a dichiarare guerra e a violare le condizioni dell’armistizio. Loro non sono mercenari, agiranno in modo onorevole, evitando inutili spargimenti di sangue, altrimenti non si agirà affatto. Skahaz è costretto a cedere e a promettere che né ai coppieri bambini né a Hizdahr verrà fatto alcun male. I cospiratori entreranno in azione allo scoccare dell’Ora del Lupo, la parte più oscura della notte.

Congedatosi da Skahaz, Ser Barristan perlustra la Grande Piramide da cima a fondo, per accertarsi che ogni sentinella sia al suo posto. Poi, il cavaliere allena i suoi scudieri, orfani e giovani liberti, nell’arte della spada. Valuta se concedere il cavalierato a tre ragazzi che si distinguono per la loro abilità (Tumco Lho, Larraq e l’Agnello Rosso) ma, poi, preferisce aspettare. Se il piano suo e del Testarasata non dovesse andare a buon fine, quei giovani innocenti finirebbero nella cella accanto alla sua. Giunta la sera, Barristan istruisce gli scudieri ai principi e alle virtù della cavalleria, perché, a tempo debito, imparino a battersi con onore. Il cavaliere pensa che sta per prendere parte ad un complotto sebbene non abbia mai amato macchinazioni e sotterfugi. Comincia a nutrire dei dubbi sull’esito dell’impresa e, con la mente, ritorna al Torneo di Harrenhal, tenutosi nell’Anno della Falsa Primavera. Se fosse stato un cavaliere migliore, avrebbe disarcionato il principe Rhaegar Targaryen e nominato Ashara Dayne la sua Regina d’Amore e di Bellezza. Se fosse stato un cavaliere migliore, ora, Daenerys non sarebbe dispersa.

Separatosi dai suoi ragazzi, Ser Barristan si reca da Missandei e le dice di non lasciare le sue stanze per alcun motivo. Poi, si fa un bagno e indossa l’armatura regalatagli da Daenerys. I volti dei re che non è riuscito a difendere lo assillano fluttuandogli davanti. All’ora prestabilita, il cavaliere, con l’immancabile spada lunga al fianco, lascia le sue stanze. Dodici piani più in basso, Barristan incontra il Testarasata e altre sei Belve d’Ottone. Skahaz assicura che le Belve di guardia agli appartamenti del re sono tutti uomini suoi. Prima di dirigersi da Hizdahr, Selmy prende Skahaz per un braccio, intimandogli ancora una volta di non spargere sangue inutilmente e ricordandogli che, il giorno successivo, se tutto andrà come dovuto, costituiranno un concilio reggente e spiegheranno alla città i motivi del loro operato. I due cospiratori tornano a dividersi e le sei Belve d’Ottone seguono l’anziano cavaliere.

Più avanti, Barristan pronuncia la parola d’ordine, “Groleo”, di fronte ad altre Belve d’Ottone, che lo lasciano passare. Raggiunto l’ingresso alle stanze del re, si trova di fronte Pelle d’Acciaio, un gladiatore delle fosse da combattimento. Pelle d’Acciaio lascia entrare lui soltanto, senza la sua scorta di Belve d’Ottone. Hizdahr raggiunge il cavaliere dopo essere stato con una concubina. Selmy, senza troppi premaboli, gli domanda se sia lui l’Arpia, ovvero colui che ha tentato di avvelenare Daenerys. Hizdahr si difende incolpando il principe Quentyn Martell. È risaputo che tutti i dorniani sono avvelenatori, dice il re, e grandi amanti dei seprenti. Ser Barristan ribatte che i dorniani li mangiano, i serpenti, e gli ricorda che le locuste avvelenate si trovavano nel suo palco e che ha incitato più volte la regina ad assaggiarle, senza però nemmeno accennare a volerne mangiare lui stesso. L’anziano cavaliere promette al re che, se confesserà di essere il colpevole del tentato avvelenamento, gli darà una morte rapida e pulita. In tutta risposta, Hizdahr, piagnucolando come un bambino, chiama Khrazz, la sua guardia.

Khrazz, un campione delle fosse da combattimento, è molto agile e veloce ma non abituato a scontrarsi con un uomo in armatura. Con la sua spada lunga, Ser Barristan blocca con facilità i fendenti dell’arakh dell’avversario. Il gladiatore è sconfitto e ucciso quando la sua arma rimane impigliata in un arazzo. Hizdahr, nascosto in un angolo, implora pietà. Ser Barristan lo prende per un braccio conducendolo fuori dalla stanza nell’intenzione di arrestarlo. Miklaz, uno dei coppieri di Daenerys, porta una cattiva notizia da parte di Reznak mo Reznak: Viserion e Rhaegal, i draghi della regina rinchiusi nella fossa, sono stati liberati[4].


Lista dei personaggi

Apparsi


Menzionati


Luoghi e termini menzionati


Note

  1. Vedi il capitolo 55.
  2. Vedi il capitolo 59.
  3. Vedi il capitolo 52.
  4. Vedi il capitolo 68.
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