La danza dei draghi-Capitolo 69

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.


Jon XIII
La danza dei draghi
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PDVJon
LuogoCastello Nero
Cronologia dei capitoli (Tutti)


Il Domatore di Draghi (Quentyn IV)  ← Jon  XIII → Il Primo Cavaliere della Regina (Barristan IV)  


Il Lord Comandante Jon Snow è deciso a recarsi ad Aspra Dimora per condurre in salvo i bruti che vi si sono stanziati. Tuttavia, una lettera sconvolge i suoi piani. Jon intende rispondere alla provocazione contenuta nel messaggio, ma non ne ha il tempo: proprio come Melisandre ha visto tra le fiamme[1], ci sono mantelli neri e pugnali ad attenderlo nel buio.


Indice


Sinossi

Nella Torre del Re del Castello Nero, Jon Snow si scontra ancora una volta con la durezza di cuore della regina Selyse. La moglie di Stannis non ha alcuna intenzione di appoggiare il Lord Comandante nel suo piano per salvare i bruti che, dopo aver seguito la strega dei boschi Madre Talpa[2], stanno morendo di fame e di freddo ad Aspra Dimora. Questo è esattamente il comportamento che Jon si aspettava, Selyse non finisce mai di deluderlo. Guiderà lui stesso la spedizione oltre la Barriera, accompagnato da Tormund e da un cospicuo gruppo della sua gente. Selyse riconosce il guerriero Gerrick Sanguereale come legittimo “Re dei Bruti” in quanto discendente di Raymun Barbarossa per linea maschile ininterrotta. A differenza di lui, l’”usurpatore” Mance Rayder, il falso re, è stato generato da una donna del volgo e da un confratello in nero. Da Tormund, Jon ha saputo che Gerrick discende in realtà da un fratello minore di Barbarossa, cosa che non gli conferisce alcun diritto fra i membri del Popolo Libero. La regina e il suo seguito dimostrano di non sapere niente dei bruti, ma, d'altronde, loro non hanno marciato nella neve con Ygritte e con i suoi compagni. Selyse fa fidanzare la figlia maggiore di Gerrick con il suo Primo Cavaliere, Ser Axell Florent, e le figlie più giovani del guerriero vengono promesse ad altri due cavalieri. Infine, la regina annuncia il suo proposito di far sposare Val a Ser Patrek della Montagna del Re. Jon sa per certo che la Principessa dei Bruti non ne sarà affatto contenta e cerca di avvertire la monarca, ma ella, in tutta risposta, lo congeda.

Fuori dalla torre, Jon è raggiunto da Melisandre, che gli esprime le sue preoccupazioni riguardo al fatto che Spettro non sia con lui. Ultimamente, il metalupo albino si sta dimostrando particolarmente aggressivo, probabilmente perché al Castello Nero sono arrivati il bruto Borroq, un metamorfo, e il suo cinghiale, una bestia enorme e di grande ferocia. Per evitare che i due animali si scontrino ferendosi a morte, Jon è costretto a tenere Spettro nei suoi appartamenti.

La Donna Rossa rinnova a Jon il suo aiuto:


L’inverno ormai è quasi arrivato, e io sono la tua unica speranza.


Jon, però, non riesce a fidarsi della sacerdotessa. Nei suoi fuochi, ella diceva di aver visto Arya e, invece, la “ragazza grigia su di un cavallo morente” si è rivelata essere Alys Karstark[3]. Melisandre non è inoltre in grado di dire ove si trovino re Stannis, partito per il Sud con il suo esercito, e Mance Rayder, che si è infiltrato a Grande Inverno con sei mogli di lancia[2]. Il Lord Comandante non ripone perciò la sua speranza nella donna.

Jon affronta Bowen Marsh e Othell Yarwyck, due dei confratelli in nero che sono maggiormente insoddisfatti delle sue scelte. Il Primo Costruttore Yarwyck si rifiuta di affidare i lavori di riparazione delle loro roccaforti ai bruti, che ritiene incapaci e inaffidabili. Sia Marsh che Yarwyck propongono di lasciar partire quanti più bruti possono alla volta di Aspra Dimora: più ne moriranno durante il viaggio, meno bocche da sfamare rimarranno al Castello Nero. Jon comprende amaramente l’inutilità di discutere con uomini che ragionano così:


I Guardiani della Notte avevano bisogno di comandanti con la saggezza del Maestro Aemon, l’erudizione di Samwell Tarly, il coraggio di Qhorin il Monco, la caparbietà del Vecchio Orso, la compassione di Donal Noye. E invece, la confraternita aveva loro.


Grazie al gigante Wun Wun, l’ingresso alle celle di ghiaccio, ostruito dalla neve, viene liberato in fretta. I cadaveri di due bruti morti congelati che Jon ha confinato nelle prigioni non si sono risvegliati come lui sperava[1]. Il Lord Comandante pensa che, alla fine, dovrà bruciare quei corpi. Ad ogni modo, per il momento, immobilizzati con catene nelle celle di ghiaccio, essi non possono rappresentare un pericolo per nessuno.

Jon s’incontra con Tormund per parlare dell’imminente spedizione, ma un Clydas alquanto turbato gli porge un misterioso messaggio chiuso da un grumo di ceralacca rosa sporco. All’esterno del rotolo di pergamena, c’è scritto soltanto “Bastardo”. La lettera è vergata da Ramsay Bolton, che si fa chiamare “vero lord di Grande Inverno”. Il mittente sostiene che Stannis è morto e che Mance è stato catturato e chiuso in una gabbia, avvolto nelle pelli scuoiate delle sue mogli di lancia. Il Bastardo di Bolton vuole il Principe dei Bruti e “il suo Reek” e giura che verrà a prendere Jon, che lo ucciderà e che gli strapperà il cuore per poi divorarlo. Il messaggio cambia i piani del Lord Comandante, che convoca subito una riunione nella Sala degli Scudi.

Dopo che Jon ha letto agli astanti la lettera di Ramsay, nella sala si scatena il caos. Numerosi guerrieri del Popolo Libero si offrono spontaneamente di accompagnare Jon a Grande Inverno per fermare quel mostro che si fa chiamare lord e che dice di volere il figlio di Mance. Il Lord Comandante è stupito da una simile reazione, che è più di quanto osasse sperare. Ha ottenuto le sue spade e, dato che si era offerto di affrontare Ramsay da solo, nessuno può dire che egli abbia costretto i suoi confratelli a rompere il giuramento immischiandosi negli affari del reame.

Lasciata la Sala degli Scudi, Jon si decide a chiedere a Melisandre di aiutarlo. Forse, la Donna Rossa vedrà Ramsay tra le sue fiamme. Improvvisamente, si ode un terribile ruggito proveniente dalla Torre di Hardin, l’edificio in cui è ospitata Val. Un Wun Wun furibondo e sanguinante sta facendo a pezzi Ser Patrek della Montagna del Re. Jon cerca di riportare l’ordine ma, senza un corno, ciò appare quanto mai impossibile. Nella confusione generale, il Lord Comandante è accoltellato da Wick Whittlestick. Jon non ha nemmeno il tempo di chiedere il motivo di tale gesto che il compagno fa per colprirlo di nuovo. Jon riesce a fermarlo ma, quando fa per impugnare Lungo Artiglio, le sue dita si rivelano stranamente rigide e impacciate. Dalle tenebre emerge Bowen Marsh, il quale, con il volto rigato dalle lacrime, lo accoltella a sua volta dicendo:


Per la confraternita!


Jon crolla in ginocchio, inondato dalla sofferenza. Qualcuno gli conficca un terzo pugnale nelle scapole. Il ragazzo cade affondando con il viso nella neve e perde i sensi:


Non sentì mai la quarta lama. Soltanto il gelo…



Lista dei personaggi

Apparsi


Menzionati


Luoghi e termini menzionati


Note

  1. 1,0 1,1 Vedi il capitolo 31
  2. 2,0 2,1 Vedi il capitolo 39.
  3. Vedi il capitolo 44.
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