Manfryd Mooton

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
House Mooton.PNG
Manfryd Mooton
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Titoli

Lord di Maidenpool
Lord reggente

Affiliazione

Casa Mooton
I Neri (1°)
I Verdi (2°)

Data di morte

134 CA

Libri

La principessa e la regina – Menzionato
Il mondo del ghiaccio e del fuoco - Menzionato

Manfryd Mooton è il lord di Maidenpool ed il capo della Casa Mooton al tempo della Danza dei Draghi.


Indice


Storia

Vedi anche: Danza dei Draghi (guerra)

Nel corso della guerra civile chiamata Danza dei Draghi, Manfryd è schierato dalla parte dei neri, il partito della regina Rhaenyra Targaryen. Diviene lord di Maidenpool alla morte del fratello, Lord Walys Mooton, bruciato vivo nel tentativo di abbattere Sunfyre a Riposo del Corvo.[1]

Appreso che il principe Aemond Targaryen sta devastando le Terre dei Fiumi in sella al drago Vhagar, Lord Manfryd lancia un disperato appello d’aiuto alla regina Rhaenyra. Il principe Daemon Targaryen e la sua amante Nettles si accampano dunque a Maidenpool. Manfryd suggerisce ai due cavalieri di draghi di dividersi nella loro caccia ad Aemond, ma Daemon si oppone al suo piano.[1]

Nella Prima Battaglia di Tumbleton, Rhaenyra è tradita dai due cavalieri di draghi Ulf il Bianco e Hugh Martello, che si uniscono ai verdi. Il Concilio Nero la convince a diffidare anche degli altri due semi di drago suoi alleati, Ser Addam Velaryon e Nettles. Gelosa di Nettles, la regina manda un corvo a Maidenpool ordinando a Lord Manfryd di uccidere la ragazza, senza però fare alcun male al principe suo marito. Dopo aver letto la lettera consegnatagli da Maestro Norren, Manfryd è a dir poco sconvolto: non può infatti eseguire gli ordini di Rhaenyra evitando d’infrangere le sacre leggi dell’ospitalità, in quanto Nettles e Daemon si trovano sotto il suo tetto. Il lord discute in segreto sul da farsi con il maestro, il capitano della guardia, il fratello e il suo campione, Ser Florian Grigioacciaio. Infine, Manfryd osserva che per lui sarebbe stato meglio non leggere mai il messaggio della regina. A tal punto, Maestro Norren ribatte:


Forse, è proprio così.


Norren informa Daemon e Nettles del contenuto della lettera, sostenendo di essere l’unico individuo nel castello a conoscenza della volontà di Rhaenyra. Il mattino seguente, i due cavalieri di draghi si separano. Daemon ringrazia Lord Manfyrd dell’ospitalità e gli chiede di far sapere al principe Aemond, nel caso si faccia vivo, che egli lo aspetta ad Harrenhal.[1]

Quando Norren si offre per essere consegnato alla regina in seguito al suo tradimento, Manfryd osserva che non ce n’è alcun bisogno, poiché nel castello sono tutti traditori. La notte dopo che Daemon e Nettles se ne sono andati, Manfryd fa deporre gli stendardi quadripartiti di Rhaenyra dalle mura di Maidenpool, sostituendoli con gli stemmi con il drago dorato di re Aegon II Targaryen. Rhaenyra dà ordine che i Mooton vengano spogliati d'ogni diritto, ma il suo governo è presto rovesciato con l’Assalto alla Fossa del Drago.[1]

Al termine della guerra civile, Lord Manfryd è accolto nel concilio di sette reggenti che governa in vece del giovanissimo re appena incoronato, Aegon III Targaryen.[2]

Manfryd muore di morte naturale nell’anno 134 CA.


Citazioni

Questi sono tempi infami e quella che la regina mi sta imponendo è una scelta altrettanto infame. La ragazza è un’ospite sotto il mio tetto. Se obbedisco, Maidenpool sarà maledetta in eterno. Se rifiuto, verremo prima condannati e poi distrutti... Quanto vorrei non averla mai ricevuta, questa lettera.[1]
Manfryd rivolto ai suoi consiglieri.



Fonti e note

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