Meera Reed

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
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Meera Reed
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Meera Reed - di Elia Fernandez©

Saga

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

Prima apparizione

Il regno dei lupi

Ultima apparizione

I fuochi di Valyria

Data di nascita

283 AA

Affiliazione

Casa Reed

Cultura

Crannogmen

Fratelli

Jojen Reed

Meera Reed è la figlia maggiore di Howland Reed. Jojen Reed è suo fratello minore. Lei ha sedici anni.[1]

Indice

Personaggio e Aspetto

Come tutti i crannogmen, il popolo che abita le paludi dell’Incollatura, Meera è bassa e snella. Ha lunghi capelli castani e occhi verdi.[2] Nonostante sia piatta come un ragazzo e non venga mai descritta come particolarmente bella, Theon Greyjoy sembra averla considerata attraente,[3] mentre l’infatuazione iniziale che Bran Stark ha per Meera cresce al punto da credersi innamorato di lei in A Dance with Dragons (I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria, La danza dei draghi).[4] Meera ha imparato da suo padre a combattere con la rete e il tridente da rane. È un’ottima cacciatrice, capace di catturare facilmente i pesci con la sua lancia. È riuscita ad avere la meglio su Estate durante un combattimento per gioco, intrappolando il metalupo nella sua rete. Meera ha un’indole allegra, che contrasta fortemente con la solennità del fratello. Come Jojen, è profondamente leale e protettiva nei confronti del suo “principe”, non si tirerebbe mai indietro dal combattere, se necessario. Bran dice che l’unica cosa che la turba o la fa arrabbiare è suo fratello Jojen.[1]

Eventi Recenti

A Clash of Kings (Il regno dei lupi, La regina dei draghi)

Durante la Festa del Raccolto, Meera e suo fratello Jojen arrivano a Grande Inverno per rinnovare il giuramento di fedeltà dei Reed a Grande Inverno e a Robb in seguito alla morte di Eddard Stark.
Jojen e Meera, sulla strada per Grande Inverno - di mustamirri ©

Maestro Luwin dice a Bran che dovrebbe accogliere calorosamente i due ragazzi perché sono i figli di Howland Reed, un grande amico del suo defunto padre. Meera è con Jojen quando lui chiede dei Metalupi, desiderando di vederli, e vengono informati del fatto che sono tenuti nel Parco degli Dei.[2] Più avanti, Meera riesce ad avere la meglio sul metalupo Estate usando la rete e la lancia per le rane. Secondo Bran, è stato il metalupo a vincere, ma Jojen gli fa notare che Estate è intrappolata nella rete e non può scappare. Quindi Bran combatte per gioco con Estate, poi chiede a Meera se ha imparato a combattere dal suo Maestro d’Armi. Lei risponde che alla Torre delle Acque Grigie non ci sono cavalieri, maestri d’armi, o corvi. Aggiunge che nonostante in molti abbiano tentato, nessuno può trovare la Torre delle Acque Grigie, né i loro nemici né i corvi, perché si muove. Bran le chiede se può visitare la Torre delle Acque Grigie dopo la guerra, e lei risponde che può andare quando vuole. Jojen dice a Bran che tutti al castello lo sentono urlare durante la notte mentre dorme, gli chiede cos’è che lo spaventa e continua a fargli domande per portarlo ad ammettere di avere i sogni di lupo, ma Bran inizia ad agitarsi, e con lui anche Estate, che inizia a comportarsi aggressivamente nei confronti di Jojen. Meera intima a Jojen di salire su un albero, lui inizialmente rifiuta, dicendole che non è ancora il giorno della sua morte. Quando Cagnaccio si fionda all’attacco insieme a Estate, Jojen finalmente sale sull’albero, seguito da Meera. I fratelli scendono soltanto dopo l’arrivo di Hodor, giunto a cacciare i metalupi secondo le istruzioni di Bran.[5] Più avanti, Meera segue Jojen nella stanza di Bran, subito dopo l’uscita di Osha, che aveva detto a Bran di aver visto ogni tipo di creature mitiche oltre la Barriera, ma mai un corvo con tre occhi. Jojen rivela a Bran che in uno dei suoi ultimi sogni dell’oltre ha visto il mare giungere a Grande Inverno. A questo punto Bran finalmente confessa a Meera e Jojen la verità riguardo i suoi sogni di lupo. Quando Bran riferisce loro che Maestro Luwin pensa che sia possibile cambiare le cose che si vedono nei sogni, Meera è d’accordo, e si arrabbia quando Jojen le dice che invece quello che vede nei sogni si avvera sempre in qualche modo. Inoltre, Jojen rivela di aver visto i cadaveri di Bran e Rickon ai piedi dell’uomo che chiamano Reek (la cui vera identità, il Bastardo di Bolton, non è stata ancora svelata), e lui stava scuoiando le loro facce. Meera si offre per scendere nelle segrete e uccidere Reek immediatamente, in modo da impedire che il sogno si avveri. Jojen, però, le dice che non ci riuscirebbe, perché i carcerieri la fermerebbero e non le crederebbero anche se tentasse di spiegare perché lo vuole uccidere.[6] Quando Theon Greyjoy prende Grande Inverno, Bran, dopo essere stato portato via dalla sua stanza, incontra Meera e Jojen, anch’essi presi prigionieri.[7] Più avanti, Bran, Meera, Jojen, Rickon, Osha e Hodor fingono di scappare da Grande Inverno, per tornare a rifugiarsi nelle cripte fino al momento in cui Ramsay Snow saccheggia il castello. A causa delle rovine provocate dal saccheggio, rimangono bloccati nelle cripte finché Hodor non riesce ad aprire la porta con la sua forza poderosa. Una volta fuori, trovano il castello distrutto. Molti dei corpi che trovano appartengono alle persone che Jojen aveva visto morte nel suo sogno. Meera prende la spada di Rickard Stark dalla cripta per usarla come arma. Nel Parco degli Dei trovano Maestro Luwin ancora in vita, ma incosciente. Dopo essere stato svegliato, l’anziano maestro li mette in guardia su tutti i nemici che Bran e Rickon potranno incontrare. Luwin consiglia a Osha di separare i piccoli Stark in modo che i nemici abbiano maggiori difficoltà nel rintracciarli. Osha decide di prendere con sè Rickon, mentre Jojen e Meera vanno con Bran. Dopo la separazione, Jojen annuncia che si dirigeranno a nord.[8]

A Storm of Swords (Tempesta di spade, I fiumi della guerra, Il portale delle tenebre)

Durante il cammino verso nord, è principalmente Meera a provvedere per il gruppo, cacciando e pescando pesci e rane. In un primo momento si accampano in un luogo che Bran chiama Torre del crollo, ma Jojen dice che devono andare avanti. Meera gli chiede come mai, dato che la “Torre del crollo” è un posto sicuro e ricco di cibo. Jojen risponde che nonostante Bran possa attendere là in completo anonimato, non è quello il posto in cui sono destinati a restare. Dice che devono proseguire verso nord per trovare il maestro per Bran. Alla fine, Meera concorda con il fratello, ma lascia la decisione finale a Bran, poiché è il loro principe e devono obbedire ai suoi ordini.[1] Mentre viaggiano verso nord, le fonti di cibo per il gruppo sono costituite principalmente dai pesci pescati da Meera e dagli scoiattoli e le lepri catturare da Estate. Bran spesso si ritrova a osservare Meera mentre cattura i pesci con la sua lancia, ammirandone la velocità e precisione. Man mano che proseguono, il cibo è sempre più difficile da trovare, persino per Estate. Jojen insiste nell’evitare di percorrere le strade, perché potrebbero facilmente incontrare dei viaggiatori che diffonderebbero storie su un ragazzo storpio, un lupo e un gigante.

Hodor, Bran, Meera, Jojen, il corvo a tre occhi e Estate - di Sir-Heartsalot©

Quando vengono sorpresi da una tempesta, Estate trova una caverna dove rifugiarsi. Là c’è un uomo, forse un Liddle secondo Bran, che condivide il cibo con loro. Inoltre, li avverte che la Strada del Re che vorrebbero prendere è pericolosa per i viaggiatori, poiché ci sono soltanto uomini scuoiati (uomini di casa Bolton) e uomini morti. Dice anche che il Vecchio Orso è sparito oltre la Barriera con la maggior parte dei suoi confratelli e che i suoi corvi sono tornati senza messaggi. Secondo l’uomo, ora che non c’è più uno Stark a Grande Inverno, le cose sono diverse, Jojen risponde che i lupi torneranno. Il mattino dopo, l’uomo è scomparso, ma ha lasciato loro del cibo.[9] Quando Jojen dice a Bran che a Hodor piace quando qualcuno pronuncia il suo nome, lui gli risponde che il suo vero nome è Walder e che lui è un lontano parente della vecchia Nan. Bran chiede se secondo loro gli Uomini di ferro abbiano ucciso anche lei. Secondo Meera, non era stato Theon Greyjoy a ordinare il massacro, in quanto tra i morti vi erano molti uomini di ferro. Meera dice a Bran di ricordare i racconti della vecchia Nan, così che parte di lei possa restare in vita con lui. Più tardi, Bran dice ai Reed che sia lui che Hodor amano le storie sui cavalieri. Meera, quindi, inizia a raccontare una storia sul Cavaliere dell’albero che ride ambientata nell’anno della Falsa Primavera. La storia comincia con un giovane crannogman che va a visitare l’Isola dei Volti, in cui rimane per un inverno. Nell’anno della Falsa Primavera, il misterioso crannogmen abbandona l’isola e giunge ad un enorme castello dove si sta tenendo un grande torneo. Il giovane s’imbatte in tre scudieri, che iniziano a maltrattarlo. Una lupa a due zampe viene in suo soccorso, affrontando gli scudieri con una spada da torneo e facendoli scappare via. La lupa lo porta nella sua tana e insiste affinché il crannogman rimanga al banchetto, dove ha un posto di diritto, essendo anche lui di nobile lignaggio. Durante il banchetto, il crannogman riconosce i tre scudieri e, quando gli viene offerta la possibilità di sfidarli al torneo, lui rifiuta, in quanto i crannogmen non sono sono addestrati per essere cavalieri e molto probabilmente avrebbe perso. Il giorno dopo, tuttavia, arriva un cavaliere misterioso, basso, dall’armatura scompagnata e, come unico segno di riconoscimento, uno scudo dipinto con un albero-diga che con un volto ridente scolpito nel tronco. Il cavaliere sconfigge il cavaliere del porcospino, quello della forca, e quello delle due torri, presso i quali servivano i tre scudieri malvagi. Come riscatto per le armature e i cavalli, il cavaliere misterioso chiede soltanto che essi insegnino l’onore ai propri scudieri. Il giorno seguente, il cavaliere è scomparso, per cui il re invia suo figlio, il principe del Drago, a cercare il cavaliere dell’albero che ride, ma tutto ciò che trova è il suo scudo. Meera conclude la storia dicendo che alla fine è il Principe del Drago a vincere il torneo.[9] Bran si lamenta del fatto che il Cavaliere dell’albero che ride avrebbe dovuto vincere il torneo e incoronare la lupa Regina d’amore e di bellezza. Meera aggiunge che anche questo era accaduto, ma che si trattava di una storia più triste. Durante il racconto, Jojen chiede più volte a Bran se non avesse già sentito questa storia da suo padre, ma lui risponde di no.[9] In seguito, il gruppo arriva ad un villaggio diroccato nel territorio del Nuovo Dono, la terra che la Regina Alysanne aveva donato ai Guardiani della Notte, spiega Bran. La zona era in stato di abbandono a causa delle razzie dei bruti. La confraternita dei Guardiani della Notte non era più forte come un tempo, per cui il villaggio non poteva essere protetto e il popolo si era spostato a sud. Con l’avvicinarsi di una tempesta, il gruppo si rifugia nella Corona della Regina in un fortino in mezzo a un lago, a cui si accede tramite un camminamento di pietra nascosto sotto la superficie dell’acqua, di cui Bran è a conoscenza grazie ai racconti della vecchia Nan. Meera li conduce lungo il camminamento procedendo cautamente a zigzag sulle rocce scivolose e con il l’acqua che arriva al petto. Arrivati al fortino, Meera apre il pesante portone e una volta all’interno si trovano in una piccola sala, la cui unica via d’uscita è una grata sopra di loro, un foro di difesa, che Bran riesce a staccare facilmente, permettendo agli altri di salirvi attraverso. Quando Bran chiede a Jojen come faranno ad attraversare la Barriera, quest’ultimo dice che uno dei castelli abbandonati lungo di essa potrebbe avere un passaggio all’altro lato. Dice anche che non possono andare in uno dei castelli occupati dai Guardiani della Notte, perché questi non permetterebbero loro il passaggio. Bran dice che suo zio Benjen gli aveva detto che gli ingressi dei castelli abbandonati erano stati sigillati e, quando Meera dice che potrebbero aprirli, si preoccupa di ciò che potrebbe uscirne. A quel punto, mentre scoppia la tempesta, Jojen vede arrivare al villaggio un uomo a cavallo. Un tuono spaventa Hodor, che inizia a urlare il suo nome a ripetizione in preda al terrore. Bran riesce a calmarlo per un momento, evitando di far scoprire il loro nascondiglio. Subito dopo, Jojen vede molti altri uomini al villaggio, uno dei quali si rivela essere Jon Snow, in viaggio con i bruti. Hodor inizia a urlare di nuovo in agonia, nessuno riesce a controllarlo, tranne Bran, che per un secondo lo raggiunge nello stesso modo in cui raggiunge Estate. A questo punto, Hodor tace e scivola immobile e ammutolito sul pavimento. Bran s’impossessa di Estate e attacca i bruti all’inseguimento di Jon. Il metalupo ne uccide tre, ma rimane ferito da una freccia sulla spalla. Il gruppo lascia il fortino soltanto il giorno successivo, dopo la partenza dei bruti. Nel pomeriggio fa ritorno Estate, che si era ritirato nascosto nei boschi dopo essere stato ferito. Meera rimuove la freccia e cura la ferita. Più avanti, arrivano al Forte della Notte, il castello che Jojen aveva visto in uno dei suoi sogni dell’oltre, ma non riescono a capire come oltrepassare la Barriera. Bran continua a ripetere che sarebbero dovuti andare al Castello Nero, ma Jojen dice che non possono osare tanto. Meera scala la Barriera fino in cima per vedere dall’altro lato, mentre i ragazzi eslorano l’edificio. Al suo ritorno, decidono di passare la notte nelle cucine, la parte più riparata del castello in rovina. La stanza delle cucine ha un pozzo centrale, dotato di gradini che conducono nei sotterranei. Jojen dice forse potrebbe avere un sogno dell’oltre che gli mostrasse la strada. Bran, che non riesce a dormire, sente un rumore di passi provenire dal pozzo farsi sempre più forte. Arranca verso Meera e, quando la sveglia, anche lei sente immediatamente quei suoni, quindi prende le armi e si dirige verso il pozzo. Bran non vuole farle affrontare la minaccia da sola, per cui s’impossessa di Hodor con la forza. Nelle sembianze di Hodor, Bran afferra una spada. Quando la creatura misteriosa emerge dal pozzo, Bran, spaventato, perde il contatto con Hodor, che inizia a urlare. Meera intrappola la creatura con la sua rete e la attacca con la lancia. Alla luce del fuoco, vedono che la creatura in realtà è una ragazza, Gilly, che tiene in braccio un bambino, e un uomo grasso vestito con gli abiti neri dei Guardiani della Notte. Si tratta di Samwell Tarly. Gilly chiede a Jojen se è lui il prescelto di cui aveva parlato Manifredde. Manifredde aveva detto a Gilly e Sam che ci sarebbero state persone nel castello. Quando Jojen chiede come abbiano fatto Sam e gli altri a oltrepassare la Barriera, Sam gli risponde che sono passati attraverso il Portale delle Tenebre, un passaggio antico quanto la Barriera stessa. Sarà Sam a condurli a portale, poiché soltanto un confratello dei Guardiani della Notte può aprirlo. Sam dice loro che Manifredde porta gli abiti neri dei Guardiani della Notte, ma è pallido come un morto. Cavalca un alce e ha dei corvi. Manifredde non può oltrepassare la Barriera, perché essa custodisce potenti incantesimi che glielo impediscono. Quando Sam si accorge che Bran è storpio, capisce che si tratta del fratello di Jon. Quando Estate lecca la mano di Sam, Bran decide di fidarsi di lui e di seguirlo. Il gruppo attraversa il Portale delle Tenebre, un albero-diga bianco con un volto pallido scolpito nel tronco. Quando questo apre gli occhi e chiede chi siano, Sam risponde recitando il giuramento dei Gardiani della Notte e la porta si apre permettendo il passaggio attraverso la Barriera.[10]

Ellie Kendrick interpreta Meera Reed

A Dance with Dragons (I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria, La danza dei draghi)

Durante il cammino con Manifredde a nord della Barriera, Meera, Bran, Jojen e Hodor si rifugiano in un villaggio dei bruti abbandonato, mentre Manifredde si allontana per scongiurare una possibile minaccia. I ragazzi iniziano a parlare della natura di Manifredde e giungono alla conclusione che non può trattarsi di un essere umano in vita. Meera, inoltre, non si fida di lui.[11] Quando raggiungono la caverna del corvo a tre occhi, sono circondati da non-morti appena fuori dall’ingresso della grotta. Dato che Jojen è troppo debole per camminare, Meera lo prende in spalla e lo trasporta fino all’entrata. Nella caverna, il gruppo incontra gli ultimi bambini della foresta e il corvo a tre occhi.[4] In questo periodo Jojen è sempre più tetro e solitario e Meera fatica a tenere alto il morale di entrambi.[12]

Note e Riferimenti

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