Rivolta del Pane

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Sandor Clegane salva Sansa Stark dai rivoltosi - by Mathia Arkoniel ©
Per l'insurrezione scoppiata durante la Danza dei Draghi, vedi Insurrezione di Approdo del Re (Danza dei Draghi).

La Rivolta del Pane è un'ampia insurrezione scoppiata nella città di Approdo del Re durante la Guerra dei Cinque Re. Miete numerose vittime, fra cui nobili e figure di spicco.[1]


Indice


Antefatto

La rivolta è causata dalla scarsità di cibo e dall'insoddisfazione generale del popolino nel periodo in cui Tyrion Lannister prepara la città all'imminente attacco di Stannis Baratheon, il quale intende conquistare il Trono di Spade. Con l'Altopiano diviso fra i sostenitori dei pretendenti Baratheon e i lealisti della famiglia reale e con le Terre dei Fiumi messe a ferro e fuoco dagli eserciti, la capitale riceve gli approvvigionamenti soltanto dalle case Rosby e Stokeworth, le cui terre sono state in gran parte risparmiate dalla guerra.[2] La mancanza di viveri di prima necessità e la brutale giustizia perseguita da re Joffrey Baratheon spinge la gente comune ad insorgere. Il corteo della famiglia reale si trova a dover fronteggiare la folla in tumulto dopo che Myrcella Baratheon è salpata per Dorne.[1]


La rivolta

Di ritorno alla Fortezza Rossa, mentre risale l'Alta Collina di Aegon, il corteo reale è costretto a fermarsi perché una donna si stacca dalla folla reggendo un neonato morto e bloccando loro la strada. Sansa Stark suggerisce al re di dare alla donna del denaro perché li lasci passare, ma la popolana ignora le monete che le vengono lanciate e continua a stringere tra le braccia il suo bimbo defunto. Qualcuno tira dello sterco verso il re, arrivando quasi a colpirlo in faccia. Joffrey, furibondo, esige di sapere chi sia il colpevole e manda Ser Sandor Clegane nella direzione da cui è giunta l'offesa. Questo incattivisce la folla, che si agita e che prende a maledice i nobili. La situazione precipita e il corteo si trova accerchiato da una folla in tumulto.[1]

Non tutti i membri del corteo si salvano. Fra le vittime dei rivoltosi ci sono Ser Aron Santagar, Ser Preston Greenfield e l'Alto Septon. Lollys Stokeworth viene stuprata e Tyrek Lannister scompare. Intere schiere di popolani sono abbattute dalle Cappe Dorate e dai cavalieri della Guardia Reale incaricati di difendere il re.[1]

L'insurrezione prosegue anche dopo che il re è di nuovo al sicuro nella Fortezza Rossa. Il Fondo delle Pulci prende fuoco[1] e un orafo viene ucciso perché ha una dispensa piena mentre il resto della città muore di fame. La sua abitazione è data alle fiamme.[3]


Conseguenze

Nove Cappe Dorate vengono uccise e più di quaranta rimangono ferite. Tuttavia, anche il popolino subisce ingenti perdite. Al calar del sole, gli incendi sono stati spenti e la folla dispersa. L'accaduto non porta alcun miglioramento nella vita del volgo e, inoltre, viene imposto un coprifuoco che impedisce di uscire per le strade di notte senza essere uccisi. Tyrek Lannister è disperso, Lollys è incinta e, a suo tempo, dà alla luce un bambino che chiama Tyrion Tanner. Tyrion Lannister nomina un nuovo Alto Septon e Ser Balon Swann prende il posto di Preston Greenfield nella Guardia Reale.[1]

Più tardi, Ser Jaime Lannister si rende conto che Varys non era presente quando Myrcella è salpata per Dorne e che ha così evitato la rivolta. Si domanda se il Ragno Tessitore non abbia mandato i suoi sottoposti a rapire Tyrek, il quale era scudiero di re Robert Baratheon.[4]


Il corteo del re

Sopravvissuti


Vittime

  • L'Alto Septon, fatto a pezzi dalla folla.
  • Ser Preston Greenfield della Guardia Reale, accoltellato a morte.
  • Ser Aron Santagar, maestro d'arme della Fortezza Rossa; trascinato a terra e ucciso dalla folla che gli fracassa il cranio contro il selciato.


Dispersi


Fonti e note

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