Seconda Battaglia di Tumbleton

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Seconda Battaglia di Tumbleton
Conflitto Danza dei Draghi
Data 130 CA
Luogo Tumbleton
Esito vittoria dei neri
Combattenti
i verdi i neri
Comandanti
Ser Hobert Hightower
Principe Dareon Targaryen+
Lord Hugh Martello+
Lord Unwin Peake
Ser Addam Velaryon+
Lord Benjicot Blackwood
Lord Piper+
Lord Deddings+
Ser Elmo Tully
Forze
migliaia di uomini dell’Altopiano
Vermithor+
Ali d’Argento
Tessarion+
quasi 4000 uomini dei fiumi
Mare Infuocato+
Vittime
sopra le 1000 unità
Principe Dareon Targaryen+
Lord Hugh Martello+
Lord Owen Fossoway+
Marq Ambrose+
Lord Jon Roxton+
Richard Rodden+
Vermithor+
Tessarion+
sotto le 100 unità
Ser Addam Velaryon+
Lord Piper+
Lord Deddings+
Mare Infuocato

La Seconda Battaglia di Tumbleton, anche semplicemente detta Seconda Tumbleton, è uno scontro armato della guerra civile chiamata Danza dei Draghi. Si combatte fra gli eserciti dei verdi e dei neri ed ha luogo presso la città di Tumbleton, nell’Altopiano, precedentemente saccheggiata in seguito alla Prima Battaglia di Tumbleton.[1]


Indice


Preludio

Durante la Prima Battaglia di Tumbleton, il fiorente centro mercantile, roccaforte dei neri, assiste al tradimento di Ser Ulf il Bianco e Ser Hugh Martello, i quali incendiano la città con il fuoco dei draghi Vermithor e Ali d’Argento. Riportata la vittoria, i verdi saccheggiano Tumbleton trucidando tutti i neri che si dichiarano sconfitti. Ser Hobert Hightower, il più anziano Hightower rimasto nell’armata verde dopo la morte del cugino Lord Ormund Hightower, assume il comando delle forze. Il principe Daeron Targaryen, disgustato dal brutale saccheggio, gli intima di fermare i vincitori, ma Hobert si rivela incapace di portare a termine il compito.[1]

Ulf e Hugh si mostrano riluttanti all’idea di appoggiare Daeron nel suo piano di marciare su Approdo del Re. Lord Unwin Peake vuole aspettare l’arrivo dei rinforzi di Lord Borros Baratheon, mentre Hobert Hightower sarebbe propenso a ritirare le truppe per far rifornimento nell’Altopiano. L’indugio dei verdi ha come risultato l’assottigliamento del vasto esercito, per diserzioni e malattie.[1]

Appena saputo che Approdo del Re si è ribellata al governo della regina Rhaenyra Targaryen, i nobili più giovani, fra cui Ser Jon Roxton, Ser Roger Corne e Lord Peake, premono perché si avanzi in direzione della capitale, ma Hobert li richiama alla prudenza ed i Due Traditori risultano irremovibili. Quando Hugh si autoincorona re e fa aggredire Roger dai suoi uomini, tredici lord alleati, i Rostri, cospirano contro i due cavalieri di draghi con l’intenzione di eliminarli.[1]

Nel frattempo, il cavaliere di draghi Ser Addam Velaryon, un nato dal seme di drago al pari dei Due Traditori e accusato di tradimento da Rhaenyra, decide di sottrarre Tumbleton al nemico per dimostrare la sua lealtà e difendere il proprio onore. Il giovane fugge da Approdo del Re in groppa ad drago Mare Infuocato e, a quanto raccontano i menestrelli, cerca consiglio presso gli Uomini Verdi che abitano l’Isola dei Volti. Quel che è certo è che il ragazzo riesce ad adunare circa 4000 uomini dei fiumi sotto ai vessilli di Rhaenyra.[1]


La battaglia

Nel giorno che i Rostri hanno scelto per attuare il loro piano contro Ulf e Hugh, i verdi accampati a Tumbleton sono svegliati, nel cuore della notte, dal fragore della battaglia. Sebbene l’esercito nemico sia superiore, per numero, ai 4000 uomini dei fiumi guidati da Addam, i lealisti di re Aegon II Targaryen sono colti totalmente di sorpresa. Colonne di cavalieri attaccano da nord a ovest, mentre schiere di arcieri fanno piovere le loro frecce. Il fuoco di Mare Infuocato incendia gli accampamenti fuori dalle mura di Tumbleton, così come gli edifici della città scampati al recente saccheggio.[1]

Ulf il Bianco, in stato di forte ubriachezza, resta assopito per tutto il tempo dello scontro sotto a un tavolo del Lurido Tasso, una locanda di Tumbleton. Hugh Martello, al contrario, si precipita verso le scuderie per sellare Vermithor, ma è ucciso lungo il cammino da uno dei Rostri, Lord Jon Roxton. Il principe Daeron il Temerario perde la vita nel suo accampamento ad ovest della città; i particolari della sua morte restano sconosicuti. I neri cercano di abbattere Ali d’Argento e Vermithor, che dormono nei campi a sud di Tumbleton, ma non vi riescono. Vermithor, senza più nessuno a montarlo, uccide numerosi cavalieri che tentano di aggredirlo, dopodiché si alza in volo sputando fuoco. Lord Piper e Lord Deddings sono arsi vivi dalle sue fiamme.[1]

Addam e Mare Infuocato stanno affrontando il drago del defunto Daeron, Tessarion, in un duello aereo, quando il ragazzo avvista un Vermithor inferocito fare strage dei suoi uomini. Egli fa dunque voltare Mare Infuocato, aizzandolo contro l’imponente bestia color bronzo. Lord Benjicot Blackwood pensa che, con buone probabilità, Vermithor farà a pezzi Mare Infuocato, ma ecco che Tessarion si unisce al combattimento: tutti e tre i draghi lottano furiosamente l’uno contro l’altro. Vermithor uccide Mare Infuocato, ma collassa spirando a sua volta di lì a poco. Tessarion, la Regina Azzurra, tenta di alzarsi in volo per tre volte, invano, e ricade al suolo, ove agonizza per ore finché Lord Blackwood, impietositosi, non ordina al suo migliore arciere, Billy Burley, di abbatterla.[1]

La battaglia termina al crepuscolo.[1]


Conseguenze

La vittoria dei neri nella Seconda Battaglia di Tumbleton non può essere considerato un successo assoluto. Nonostante i lord dei fiumi abbiano perso meno di cento uomini e abbattuto più di mille soldati dell’armata verde di Hobert Hightower, i sostenitori di Rhaenyra Targaryen non riescono a riprendersi Tumbleton. I lealisti di Aegon II Targaryen sopravvissuti si ritirano all’interno della città, sbarrandone tutte le entrate. I neri, in mancanza dell’adeguato equipaggiamento per organizzare un assedio, se ne vanno nella notte che segue la fine della battaglia. Dei quattro draghi presenti a Tumbleton durante lo scontro, soltanto Ali d’Argento è ancora in vita.
I Rostri portano avanti il loro complotto ai danni di Ulf il Bianco, con il risultato che sia quest’ultimo che Hobert muoiono bevendo del vino avvelenato. Lord Unwin Peake sostituisce Hobert in veste di comandante, ma il massiccio esercito ch’era partito da Vecchia Città è decimato dal recente scontro e da continue diserzioni. Lord Peake ordina dunque la ritirata delle truppe da Tumbleton: Approdo del Re è libera dalla minaccia dei verdi.[1]

Con meno di 100 perdite e più di 1000 vittime nelle decisamente più numerose schiere nemiche, lo scontro è ad ogni modo una vittoria decisiva per i neri. Dopotutto, l’esito della battaglia rivela una forte valenza strategica, in quanto l’armata Hightower, completamente sfaldata, è costretta alla ritirata. Tuttavia, anche se Addam si è sacrificato salvando Approdo del Re dall’armata di Hobert Hightower, i neri hanno comunque perso il controllo della capitale. In preda al terrore per l’imminente arrivo dell’esercito dei verdi, la città è infatti insorta contro la regina.
Lord Grover Tully muore poco dopo la Seconda Tumbleton, permettendo così a Ser Elmo Tully di succedergli, seppur per un breve periodo, come lord di Delta delle Acque.[2]


Citazioni

Il drago era Mare Infuocato, il suo cavaliere era Ser Addam Velaryon, determinato a dimostrare che non tutti i bastardi dovevano per forza essere dei voltagabbana. Quale modo migliore per farlo se non strappare Tumbleton ai Due Traditori, il cui voltafaccia aveva disonorato anche lui?[1]
Dagli scritti dell’Arcimaestro Gyldayn



Fonti e note


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