Vermithor

Da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Wiki.
Vermithor

Alias

la Furia di Bronzo

Affiliazione

Jaehaerys I Targaryen
Hugh Martello

Razza

drago

Data di nascita

35 CA circa

Data e luogo di morte

130 CA, Tumbleton

Libri

La principessa e la regina – Menzionato
Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Menzionato

Vermithor, detto la Furia di Bronzo, è un drago adulto un tempo cavalcato dal Vecchio Re.


Indice


Descrizione

Vermithor ha scaglie bronzee e grandi ali color sabbia (il che fa pensare che tale seconda colorazione interessi membrane alari, corna e ventre).[1]
È una bestia in età avanzata, ma imponente e formidabile. Quando il giovane re Jaehaerys I la prende come sua cavalcatura, essa è inferiore per dimensioni soltanto ai giganteschi Balerion e Vhagar.

Allo scoppio della Danza dei Draghi, Vermithor ha già vissuto cent’anni. In volo, la sua stazza non gli consente la stessa agilità di draghi più piccoli e giovani, ma la sua fiammata, nel pieno della sua potenza, fonde la pietra e l'acciaio. A differenza dei suoi compagni selvatici, Vermithor è abituato alla presenza degli uomini e ne tollera la vicinanza.[1]


Storia

Vermithor è inizialmente cavalcato da Jaehaerys I Targaryen. Alla morte del Vecchio Re, rimasto senza cavaliere, si costruisce una tana in uno degli antri fumosi del Monte del Drago, ove resta per decenni.[1]

La regina Alysanne Targaryen, sorella e moglie di Jaehaerys, monta il drago femmina Ali d'Argento. Una volta, al termine di un viaggio nel quale sono presenti ben sei draghi, i coniugi reali si recano insieme a Grande Inverno. Giunti al castello, Alysanne comincia però ad annoiarsi e decide di volare a nord per visitare la Barriera ed incontrare i Guardiani della Notte. Jaehaerys la segue dunque in sella a Vermithor.[2]

Al pari dei loro cavalieri, Vermithor e Ali d’Argento formano una coppia. Anche molti anni dopo la scomparsa di Jaehaerys e Alysanne, i due draghi sono avvistati corteggiarsi nei campi.[1]

Vermithor non viene cavalcato per tutto il regno del successore del Vecchio Re, Viserys I.[3]

In principio alla Danza dei Draghi, il principe Jacaerys Velaryon dei neri annuncia che il partito di sua madre necessita di nuovi cavalieri di draghi. Sono in molti a rispondere all’appello, ma il compito si rivela assai arduo e periglioso. Lord Gormon Massey è arso vivo quando cerca di avvicinarsi a Vermithor per montarlo. Infine, l’immane bestia piega il collo per il bastardo di un fabbro ferraio chiamato Hugh Martello, un nato dal seme di drago che lo guiderà in battaglia nel corso della Danza. Ali d’Argento si lascia invece montare da Ulf il Bianco.[1]

Vermithor prende parte e sopravvive alla Battaglia del Condotto. Insieme ad Ali d’Argento, Ladro di Pecore, Vermax e Mare Infuocato, il drago si abbatte sulle novanta galee da guerra appartenenti al Regno delle Tre Figlie.

Prima d’alzarsi in volo per affrontare la grande armata della Casa Hightower in marcia lungo la Strada delle Rose per raggiungere Tumbleton, Vermithor, Caraxes, Ali d’Argento e Ladro di Pecore si costruiscono una tana nella Fossa del Drago. Nella Prima Battaglia di Tumbleton, tuttavia, Hugh ed Ulf cambiano schieramento, incendiando l’esercito di Rhaenyra Targaryen e l’intera città con il fuoco dei loro draghi. I Due Traditori intendono ingraziarsi i verdi nella speranza d’impossessarsi di Castel Granito e Alto Giardino, ma il comandante Hightower cade nello scontro e, quindi, l’armata resta accampata al Tumbleton per escogitare la prossima mossa.[1]

Giunge notizia dell’Assalto alla Fossa del Drago di Approdo del Re e della Danza su Harrenhal, nelle quali sia Vhagar che Caraxes trovano la morte. Ora, gli unici draghi che possono essere cavalcati sono Sunfyre (mutilato e ritenuto morto), Ladro di Pecore (scomparso), Danzatore di Luna (a malapena grande abbastanza per essere montato), Mare Infuocato e Tessarion (sufficientemente grandi per la battaglia, ma comunque troppo piccoli e giovani in confronto a Vermithor e Ali d’Argento). Preso atto di ciò, Hugh Martello decide di autodichiararsi re e leader dell’armata verde a Tumbleton. Il principe Daeron, presente sul campo assieme al suo drago Tessarion, si sente oltraggiato. Quando chiede motivazioni, Hugh risponde rudemente che si è proclamato re in quanto i suoi diritti sono pari a quelli di Aegon il Conquistatore; infatti, come quest’ultimo, egli dispone del drago più grande e potente rimasto. Dato che Tessarion non può sperare di contrastare le forze congiunte di Vermithor e Ali d’Argento, Daeron desiste dallo sfidare Hugh, ma comincia ad ordire il suo assassinio con l’aiuto dei Rostri, i cospiratori che si riuniscono nella locanda dei Rostri Insanguinati.[1]

All’insaputa dell’armata verde accampata presso Tumbleton, Addam Velaryon sorvola le Terre dei Fiumi in groppa al suo drago Mare Infuocato nell’intenzione di riunire le forze disperse dei neri di Rhaenyra. Infine, egli riesce a radunare ben 4.000 unità. Addam è determinato a dimostrare a Rhaenyra la sua lealtà, messa in discussione dai Due Traditori, poiché anch’egli come loro è un bastardo nato dal seme di drago. L’esercito dei verdi, convinti che in neri siano ormai sconfitti, sono colti di sorpresa quando Addam sferra un temerario contrattacco nel cuore della notte: la Seconda Battaglia di Tumbleton. Il principe Daeron è ucciso prima di poter salire in groppa a Tessarion e Ulf il Beone, ubriaco marcio, dorme in una locanda per tutto il tempo dello scontro. Hugh Martello cerca di raggiungere Vermithor, ma è bloccato da Jon Roxton, uno dei Rostri, che lo apre dalla gola all’inguine con la sua spada valyriana Creatore di Orfani, facendo schizzare le sue interiora sul terreno.
Mentre Ali d'Argento si tiene in volo lontano dal campo di battaglia, Vermithor e Tessarion, rimasti senza più nessuno a cavalcarli, aggrediscono chiunque osi loro avvicinarsi. Tessarion si scontra poi con Mare Infuocato in un lungo e spettacolare duello aereo, dal quale nessuno sembra avere la meglio.

Vermithor assalta l’armata dei neri mietendo un gran numero di vittime fra i soldati di Addam. Quest’ultimo, allora, ben sapendo che la sua cavalcatura non può competere con quella del Vecchio Re, ma nella speranza di salvare i suoi uomini, interviene per fermarlo. Vermithor si trova a circa venti piedi d’altezza quando Mare Infuocato gli piomba addosso scaraventandolo nel pantano del campo di battaglia. La Furia di Bronzo sta già quasi per sopraffare il suo avversario, ma ecco che viene, inspiegabilmente, attaccata anche da Tessarion. Le ragioni di un simile comportamento da parte della Regina Azzurra restano sconosciute - magari, la vista di Vermithor che aggredisce un drago più piccolo l’ha fatta inferocire, oppure agisce così per l’inimicizia tra il suo cavaliere e quello della bestia più vecchia o, forse, solamente in preda ad un cieco furore. Ad ogni modo, nessuno può sapere quel che accade nella mente di un drago.
Tutti e tre i draghi lottano instancabilmente tra il fumo, il fango ed il sangue. Infine, Vermithor affonda le sue zanne nel collo di Mare Infuocato, decapitandolo. Il possente drago tenta poi di alzarsi in volo, con il bottino di guerra stretto nelle fauci mostruose, ma le sue ali lacere non riescono più a sollevarlo. Dopo qualche istante, il temibile Vermithor crolla a terra morto. Tessarion, a sua volta mortalmente ferita, spira solo dopo una lunga agonia.[1]

I cantastorie raccontano che, a battaglia finita, Ali d'Argento ridiscenda accanto ai suoi simili trucidati e che cerchi di sollevare con il muso un’ala di Vermithor nella speranza ch’esso possa tornare a volare. Tuttavia, l’Arcimaestro Gyldayn asserisce che si tratti di una leggenda. [1]


Personaggi che cavalcano Vermithor


Fonti e note


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